Russia: tensioni etniche e atteggiamento delle autorità
http://euro-holocaust.splinder.com/

In un recente intervento sulla Russia, scrivevamo che l'atteggiamento russo, rispetto in particolare al mondo maomettano, è improntato alla realpolitik, ma che tale posizione, pur se comprensibile, potrebbe, nel lungo periodo, rivelarsi pericolosa. In pratica, servirebbe un atteggiamento meno conciliante, anche se neutrale nel suo complesso. Se difatti un conto sono i paesi maomettani e i rapporti da intrattenere con essi, un altro conto sono le realtà islamiche presenti in Russia e nel Caucaso (e nella CSI più in generale). Considerando esse, si nota come pulsioni distinte emergano, oscillando tra la volontà di conservare buoni rapporti e tensioni etniche sempre più forti.

Recentemente, ad esempio, nella città di Kazan (capitale del Tatarstan, in Russia centrale) si è tenuta una conferenza riguardante i rapporti tra Russia e paesi maomettani e il modo di difendere un mondo multipolare contro lo strapotere degli USA. Tra i leaders di area maomettana, Ravil Gainutdin, presidente del Concilio russo dei muftì, ha auspicato che la Russia si dimostri elemento di difesa dei maomettani come al tempo dell'Unione Sovietica (e tralasciamo le evidenti contraddizioni di quest'ultimo punto...).

http://www.mosnews.com/news/2006/09/01/islconf.shtml

Officials and religious figures from Russia and more than a dozen Islamic
countries gathered in the Volga city of Kazan in central Russia to attend
a conference that organizers said was aimed at deepening their dialogue
and defending a “multipolar” world in the face of U.S. power... [...]

The country [Russia, ndr] also gained observer status in the Organisation of the Islamic
Conference in 2005, and “should feel that it is part of the Muslim
family,” Ravil Gainutdin, president of the Russian Council of Muftis, told
AFP. “As a member of the UN Security Council, Russia will be able to
actively defend the rights of Muslims and prevent rules being dictated
that they oppose,” Gainutdin said.

“The Islamic world wants Russia to return to the role the Soviet Union
played in the Muslim world,” Gainutdin said. [...]

Ma di fronte a questi atteggiamenti ufficiali e istituzionali, esistono anche quelli delle varie popolazioni che costituiscono la Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Due gravi episodi recenti serviranno da esempio:



Violenze contro cecena sospettata di rapporti con russo - Questa notizia è circolata abbastanza: poliziotti ceceni (quindi legati al locale governo filo-russo) hanno prelevato una giovane donna, di fede maomettana e incinta, e l'hanno torturata, per poi umiliarla in strada, davanti al resto della popolazione. La ragione è il presunto tradimento coniugale (presunto perchè accusata solo dal marito), avuto con un soldato russo di fede cristiana. L'episodio è servito alla stampa soprattutto per accusare il governo legato a Mosca e, di conseguenza, la stessa Russia di Putin. Ma nessuno ha evidenziato la contraddizione tra l'essere "filo-russi" e il trattamento contro la donna: le violenze inflittele erano solo per il tradimento o anche per il sospetto di averlo effettuato con un russo cristiano?



Scontri etnici tra russi e caucasici - Alcuni giorni fa, a Kondopoga (nord della Russia) a causa di un semplice alterco in un ristorante, tra un azero e qualche russo, la sicurezza del posto, per lo più di origine cecena, ha ucciso due autoctoni. Da quel momento, una parte della popolazione russa è scesa in piazza, aggredendo gli stranieri, soprattutto ceceni. La rivolta, che ha visto protagonisti uomini e donne comuni (e non solo appartenenti a movimenti nazionalistici), ha provocato la cacciata di centinaia di ceceni e altri stranieri dalla città. Il primo ministro ceceno, Ramzan Kadyrov, ha accusato le autorità di Kondopoga di non aver fatto granchè per difendere i ceceni. La popolazione locale autoctona inoltre disconosce gli appelli alla calma, ricordando le minacce di parte cecena (una nuova Beslan...).

http://www.corriere.it/Primo_Piano/E.../cecenia.shtml

Gli occhi pieni di paura fissano la telecamera.
Sopracciglia rasate, capelli tagliati cortissimi e dipinti di verde, sulla
fronte una croce anch'essa verde simbolo di vergogna per una donna
musulmana. [...]

Il filmato
mostra una ragazza incinta, Malika Soltayeva, 23 anni, sospettata di aver
tradito il marito con un soldato russo cristiano, mentre viene umiliata e
torturata dalla polizia cecena. I poliziotti le rasano i capelli e le
sopracciglia, le urlano insulti e le ordinano di spogliarsi. Lei
obbedisce, cerca di coprirsi con le mani ma le ordinano di mettersi in una
posizione tale per cui possano picchiarla più facilmente. [...]

Ora la donna è vestita, si trova in una
strada e ha ancora i capelli tinti di verde. La sua umiliazione pubblica
deve ancora cominciare. I poliziotti le ordinano di danzare, la colpiscono
ripetutamente con calci sulla schiena. [...]

http://www.mosnews.com/news/2006/09/...opogaupd.shtml

Several hundred Chechens and dark-skinned people from the Caucasus have been forced to flee a town in north-west Russia after a brawl in a restaurant prompted a race riot at the weekend. Riots continued throughout Monday, forcing the local government to step up security across the town, effectively imposing a curfew.

The exodus of minorities from Kondopoga in the Karelia region near the border with Finland follows events on Saturday when a mob rampaged through the town and burned down the Chaika restaurant belonging to an Azeri businessman. The conflict was triggered by the death last week of two ethnic Russians after a fight in the restaurant. That fight apparently started when a group of Russians celebrating the release of a friend from prison argued with an Azeri barman, who then called the restaurant’s partly Chechen security. [...]

Ramzan Kadyrov, the Prime Minister of Chechnya, launched an attack on police in Karelia on Monday, blaming them for not taking stronger action against rioters. [...]

But ordinary people in Kondopoga tend to mistrust the governor’s words. “We don’t trust them, neither the police, nor prosecutors,” a local resident told Kommersant daily. “The riot police will leave in a week, while we will go on living here. We fear the Chechens who claim on their websites they want to turn Kondopoga into another Beslan. I am afraid to let my daughter go to school.”

Many students stayed at home in Kondopoga on Monday. Katanandov visited several schools seeking to calm children and their parents. Then, all the school buildings were placed under police protection. [...]

postato da: Lif1 alle ore 169 | Permalink | commenti