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  1. #1
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    Predefinito Sconfitta militare e vittoria strategica ?



    Telegraficamente. Gli Israeliani in Libano sono stati sorpresi, fermati e frustrati al punto da aver dovuto cambiare più volte obiettivo. Sicché non è scorretto sostenere che abbiamo assistito a una vittoria militare degli Hezbollah.

    In quanto alla gestione politica dell'immediato post-offensiva la cose vanno però ben diversamente.

    Grazie alla sua notevole potenza diplomatica, Israele ha ottenuto risultati che le armi non potevano più garantire all'invasore umiliato.
    1. La forza multinazionale Onu, tanto per cominciare, non è chiamata a svolgere una funzione neutrale ma inequivocabilmante a rappresentare allo stesso tempo una diga e una rampa di lancio per Tel Aviv che per giunta ha preteso una clausola che le permette di attaccare in Libano quando vuole “senza violare gli accordi”...
    2. La forza-cuscinetto permette agli Israeliani di estendere di fatto il loro raggio fino al fiume Litani; e qui entriamo nella questione, quasi mai sollevata, della guerra per l'acqua.
    3. Proprio nella guerra per l'acqua il maggiore alleato regionale di tel Aviv è la Turchia. E, guarda caso, il contingente più folto della forza multinazionale sarà proprio turco. Ovvero i Turchi si ritroveranno a presidiare il Litani e a premere sui rivali siriani.
    4. La Siria, quindi, subirà quella pressione che Israele già aveva annunciato lo scorso anno,
    5. La pressione turca e quella iraniana progressivamente chiudono in una morsa il mondo arabo indebolendo ulteriormente la già fragile tenuta dei regimi social-nazionali.
    6. E qui possiamo chiederci se il disegno israeliano non sia proprio quello di creare un antagonismo fra due potenze regionali islamiche (Iran e Turchia) gettando al contempo le forze scompaginate arabe nelle braccia del terrorismo puro, agevolmente manovrabile tramite il Pakistan il cui servizio segreto, l'Isi, principale protettore e ideatore di cellule del terrore, collabora organicamente con il Mossad.
      In altre parole la potenza politica e diplomatica israeliana ha tramutato in guadagno uno scontro dall'esito disastroso.

      Da notare che per capeggiare la composita compagine mercenaria a casco blu che dovrà servire Tel Aviv a nord-est, gli israeliani vogliono che sia l'italietta del governo Prodi.

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    Sono ipotesi tutte da verificare ma poi conta chi è schierato sul campo e cosa fa.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima


    Telegraficamente. Gli Israeliani in Libano sono stati sorpresi, fermati e frustrati al punto da aver dovuto cambiare più volte obiettivo. Sicché non è scorretto sostenere che abbiamo assistito a una vittoria militare degli Hezbollah.

    In quanto alla gestione politica dell'immediato post-offensiva la cose vanno però ben diversamente.

    Grazie alla sua notevole potenza diplomatica, Israele ha ottenuto risultati che le armi non potevano più garantire all'invasore umiliato.
    1. La forza multinazionale Onu, tanto per cominciare, non è chiamata a svolgere una funzione neutrale ma inequivocabilmante a rappresentare allo stesso tempo una diga e una rampa di lancio per Tel Aviv che per giunta ha preteso una clausola che le permette di attaccare in Libano quando vuole “senza violare gli accordi”...
    2. La forza-cuscinetto permette agli Israeliani di estendere di fatto il loro raggio fino al fiume Litani; e qui entriamo nella questione, quasi mai sollevata, della guerra per l'acqua.
    3. Proprio nella guerra per l'acqua il maggiore alleato regionale di tel Aviv è la Turchia. E, guarda caso, il contingente più folto della forza multinazionale sarà proprio turco. Ovvero i Turchi si ritroveranno a presidiare il Litani e a premere sui rivali siriani.
    4. La Siria, quindi, subirà quella pressione che Israele già aveva annunciato lo scorso anno,
    5. La pressione turca e quella iraniana progressivamente chiudono in una morsa il mondo arabo indebolendo ulteriormente la già fragile tenuta dei regimi social-nazionali.
    6. E qui possiamo chiederci se il disegno israeliano non sia proprio quello di creare un antagonismo fra due potenze regionali islamiche (Iran e Turchia) gettando al contempo le forze scompaginate arabe nelle braccia del terrorismo puro, agevolmente manovrabile tramite il Pakistan il cui servizio segreto, l'Isi, principale protettore e ideatore di cellule del terrore, collabora organicamente con il Mossad.
      In altre parole la potenza politica e diplomatica israeliana ha tramutato in guadagno uno scontro dall'esito disastroso.

      Da notare che per capeggiare la composita compagine mercenaria a casco blu che dovrà servire Tel Aviv a nord-est, gli israeliani vogliono che sia l'italietta del governo Prodi.
    Tantè vero che anche ieri sera Bush ha sollecitato il dispiegamento della forza di pace, e anche Israele non vede l'ora che ciò avvenga.
    Piazzare un corpo di spedizione di 15.000 uomini (qualcuno dice già 20.000) al fronte sud dello scacchiere mediorentale, a 100 km da Damasco, piazzato con la logistica e un bell'aereoporto, che garantisce il "non" coinvolgimento militare di Israele in caso di guerra generalizzata...
    Con la Turchia piazzata li sotto, la Turchia, l'unico paese al mondo dove il Velo Islamico è da sempre "vietato" (l'altro è la Francia) nelle scuole ed edifici pubblici, nemico storico della Siria, dell'Iraq, dell'Iran, il maggiore esercito della NATO in termini numerici...

    Non ci voleva la palla di vetro per capire la faccenda.
    Direi che ormai dovrebbero averlo capito anche i pacifisti del senza se e senza ma, improvvisamente convertiti agli interventi militari.

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima


    Telegraficamente. Gli Israeliani in Libano sono stati sorpresi, fermati e frustrati al punto da aver dovuto cambiare più volte obiettivo. Sicché non è scorretto sostenere che abbiamo assistito a una vittoria militare degli Hezbollah.

    In quanto alla gestione politica dell'immediato post-offensiva la cose vanno però ben diversamente.

    Grazie alla sua notevole potenza diplomatica, Israele ha ottenuto risultati che le armi non potevano più garantire all'invasore umiliato.
    1. La forza multinazionale Onu, tanto per cominciare, non è chiamata a svolgere una funzione neutrale ma inequivocabilmante a rappresentare allo stesso tempo una diga e una rampa di lancio per Tel Aviv che per giunta ha preteso una clausola che le permette di attaccare in Libano quando vuole “senza violare gli accordi”...
    2. La forza-cuscinetto permette agli Israeliani di estendere di fatto il loro raggio fino al fiume Litani; e qui entriamo nella questione, quasi mai sollevata, della guerra per l'acqua.
    3. Proprio nella guerra per l'acqua il maggiore alleato regionale di tel Aviv è la Turchia. E, guarda caso, il contingente più folto della forza multinazionale sarà proprio turco. Ovvero i Turchi si ritroveranno a presidiare il Litani e a premere sui rivali siriani.
    4. La Siria, quindi, subirà quella pressione che Israele già aveva annunciato lo scorso anno,
    5. La pressione turca e quella iraniana progressivamente chiudono in una morsa il mondo arabo indebolendo ulteriormente la già fragile tenuta dei regimi social-nazionali.
    6. E qui possiamo chiederci se il disegno israeliano non sia proprio quello di creare un antagonismo fra due potenze regionali islamiche (Iran e Turchia) gettando al contempo le forze scompaginate arabe nelle braccia del terrorismo puro, agevolmente manovrabile tramite il Pakistan il cui servizio segreto, l'Isi, principale protettore e ideatore di cellule del terrore, collabora organicamente con il Mossad.
      In altre parole la potenza politica e diplomatica israeliana ha tramutato in guadagno uno scontro dall'esito disastroso.

      Da notare che per capeggiare la composita compagine mercenaria a casco blu che dovrà servire Tel Aviv a nord-est, gli israeliani vogliono che sia l'italietta del governo Prodi.
    Magari... dalle scelte degli alleati europei sembra più che Prodi si prepari in maniera completamente incosciente a mandare il nostro esercito in fila indiana in un crepaccio a farsi impallinare in un imboscata.
    Speriamo bene...

  5. #5
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    Predefinito Dopo falluja avremo altri caduti ..?

    Quello che si rischia sono attentati in Italia più che morti in Libano, perchè a seconda del tipo di comportamento del contingente ( comportamento filo-israeliano o filo-HBZ) rischiamo messaggi " al tritolo " in Italia da entrambe i fronti ....

    Nel 84' ci fu la strage sul rapido 904' ... era finita da pochi mesi la missione in Libano di Angioni ( missione bollata come troppo filo-HZB)....

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    Eresia: anche noi possiamo fare attentati, e quindi?

  7. #7
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    Predefinito Non capisco ...

    La domanda era se si rischia di far massacrari soldati italiani in una eventuale forza multinazionale di pace .

    La mia risposta è che in un contesto del genere si rischia di più " internamente "" che esternamente.

    Purtroppo l'italia ha pagato da sempre sulla propria pelle tentativi di spazio autonomo in area medio-orientale es :

    1) Argo 16
    2) Omicidio Mattei
    3) Ustica
    4) Strage di Bologna
    5) Rapido 904'

    Intendo dire che Mossad e Cia sono pronti in caso di nostro comportamento filo-arabo a mandare chiari messaggi " indiretti ".

    Gli islamici a sua volta potrebbero tenerci sottoscacco se il nostro atteggiamento fosse palesemente anti-hbz.

    Falluja dimostra come i nostri servizi segreti da sempre in contatto con gli arabi e gli islamici non abbiano funzionato adeguamente.

    L'omicidio Calipari dimostra come ogni nostro tentativo di dialogare " direttamente " con la guerriglia irachena viene interpretato " dai nostri padroni-alleati " come alto-tradimento.

    Spero di aver chiarito

  8. #8
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    Predefinito

    Falluja dimostra come i nostri servizi segreti da sempre in contatto con gli arabi e gli islamici non abbiano funzionato adeguamente.


    ma ti hanno detto almeno che sono stati i nostri servizi segreti a segnalare agli americani il rifugio segreto di Al Zarquavi e farlo bombardare ?

  9. #9
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima


    Telegraficamente. Gli Israeliani in Libano sono stati sorpresi, fermati e frustrati al punto da aver dovuto cambiare più volte obiettivo. Sicché non è scorretto sostenere che abbiamo assistito a una vittoria militare degli Hezbollah.

    In quanto alla gestione politica dell'immediato post-offensiva la cose vanno però ben diversamente.

    Grazie alla sua notevole potenza diplomatica, Israele ha ottenuto risultati che le armi non potevano più garantire all'invasore umiliato.
    1. La forza multinazionale Onu, tanto per cominciare, non è chiamata a svolgere una funzione neutrale ma inequivocabilmante a rappresentare allo stesso tempo una diga e una rampa di lancio per Tel Aviv che per giunta ha preteso una clausola che le permette di attaccare in Libano quando vuole “senza violare gli accordi”...
    2. La forza-cuscinetto permette agli Israeliani di estendere di fatto il loro raggio fino al fiume Litani; e qui entriamo nella questione, quasi mai sollevata, della guerra per l'acqua.
    3. Proprio nella guerra per l'acqua il maggiore alleato regionale di tel Aviv è la Turchia. E, guarda caso, il contingente più folto della forza multinazionale sarà proprio turco. Ovvero i Turchi si ritroveranno a presidiare il Litani e a premere sui rivali siriani.
    4. La Siria, quindi, subirà quella pressione che Israele già aveva annunciato lo scorso anno,
    5. La pressione turca e quella iraniana progressivamente chiudono in una morsa il mondo arabo indebolendo ulteriormente la già fragile tenuta dei regimi social-nazionali.
    6. E qui possiamo chiederci se il disegno israeliano non sia proprio quello di creare un antagonismo fra due potenze regionali islamiche (Iran e Turchia) gettando al contempo le forze scompaginate arabe nelle braccia del terrorismo puro, agevolmente manovrabile tramite il Pakistan il cui servizio segreto, l'Isi, principale protettore e ideatore di cellule del terrore, collabora organicamente con il Mossad.
      In altre parole la potenza politica e diplomatica israeliana ha tramutato in guadagno uno scontro dall'esito disastroso.

      Da notare che per capeggiare la composita compagine mercenaria a casco blu che dovrà servire Tel Aviv a nord-est, gli israeliani vogliono che sia l'italietta del governo Prodi.
    Condivido lo spirito del Tuo post, di cui però correggerei il titolo in "sconfitta militare e vittoria mediatica".

    Injfatti, la gestione quasi totalitaria del sistema masemediatico ed in formativo (segnatamente della propaganda delle reti TV italiane, ma non solo) da parte dei sionisti ha consentito di gestire la situazione , limitando i danni verso l'opinione pubblica mondiale.

    Sotto il profilo strategico, mi permetterei tre chiose :

    1) sì, nella recente vicenda l'ONU ha dimostrato di essere quello che in effetti è - una ridicola e settaria invenzione sionista. Sono però affiorati sintomi di evidenti malumori (l'atteggiamento chiaramente antisraeliano del Segretario Generale, poi contenuto solo dai ricatti sulle note ruberie del figlio ; la necessità di violare, almeno due volte in una settimana, il cessate il fuoco ; e di uccidere , nel corso del conflitto , i quattro osservatori UNIFIL ) ;

    2) analogo discorso va fatto per la Turchia ; inventata dai giudei già dopo la dissoluzione dell'Impero Ottomano, ma il cui popolo è sempre meno tollerante verso l'ikngombrante vicino (amici tornati da vacanaa ad Antalya mi riferiscono che nella maggior parte dei pubblici esercizi sono esposti cartelli "non serviamo clienti israeliani") ; tra l'altro , sarà esplosiva, in Turchia, la circolazione della notizia del dischiarato sgradimento, da parte di Olmert, di contingenti di popoli "islamici", quali Indonesia e Maelsia. Mentre i caschi nlu turchi sono, per Olmert, benvenuti ;

    3) Inoltre, strategicamente l'esito (tattico-militare) del conflitto indebolisce i cd. "leader arabi moderati ", i Mubarak gli Abu Mazen e gli Hussein, il cui unico refrain era : con Israele è indispensabile acco(r)darsi, poichè tanto è comunque militarmente imbattibile". La dimostrazione che una manciata di coiraggiosi può costringere la tanto celebrata Tsahal a tornare a casina con le pive nel culo ha dimostrato la falsità di tale preteso postulato.

    La mia preocupazione è un 'altra : che i Visitors siano consapoevoli della impossibilità - dopo il fiasco iracheno - di gestire la situazione iraniana se non con un bombardamento, che difficilmente sarà solo convenzionale. Per cui, la recente vicenda mediatica sarebbe servita a "preparare la pubblica opinione occidentale " alla ineluttabilità, anzi alla opportunità, di una guerricciola nucleare.

  10. #10
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Decima Regio
    Condivido lo spirito del Tuo post, di cui però correggerei .....
    le vostre argomentazioni sono giuste . Abbiamo la riporoposizione strategica della prima guerra libanese dove l'invasione israeliana lascio 'poi sul campo un corpo di spedizione " occidentale" a sostegno di un governo libanese sostanzialmente " amico" di israele e nei disegni anche allora " ostile" alla siria .
    quindi a damasco dovranno risolvere la stessa difficile equazione di allora che sostanzialmente fu risolta da hez dopo che la siria aveva saputo resistere ad un tentativo americano di guerra aerea diretta. La chiave di volta fu quindi la fornitura di armamento sovietico atto ad abbattere dal suolo gli aerei americani stabilizzando quindi un fronte adatto alla guerriglia hez .

    la questione quindi e' se adesso la siria ha come allora o no l'armamento adatto a resistere ad una pressione aerea U$raeliana . Se si, la questione non potra' che risolversi come allora con la guerriglia hez che butterra' a mar tutti quanti . Stavolta israele confida in un impiego diretto dei suoi " gurka" turchi , ma e' una operazione molto rischiosa , significa sostanzialmente scommettere che il nazionalismo imperialista dei turchi possa fare aggio sulla la loro identita' islamica . Vedremo ...
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

 

 
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