da noreporter
Israele: come trasformare una guerra sostanzialmente persa in una serie di vittorie strategiche
Telegraficamente. Gli Israeliani in Libano sono stati sorpresi, fermati e frustrati al punto da aver dovuto cambiare più volte obiettivo. Sicché non è scorretto sostenere che abbiamo assistito a una vittoria militare degli Hezbollah.
In quanto alla gestione politica dell'immediato post-offensiva la cose vanno però ben diversamente.
Grazie alla sua notevole potenza diplomatica, Israele ha ottenuto risultati che le armi non potevano più garantire all'invasore umiliato.
- La forza multinazionale Onu, tanto per cominciare, non è chiamata a svolgere una funzione neutrale ma inequivocabilmante a rappresentare allo stesso tempo una diga e una rampa di lancio per Tel Aviv che per giunta ha preteso una clausola che le permette di attaccare in Libano quando vuole “senza violare gli accordi”...
- La forza-cuscinetto permette agli Israeliani di estendere di fatto il loro raggio fino al fiume Litani; e qui entriamo nella questione, quasi mai sollevata, della guerra per l'acqua.
- Proprio nella guerra per l'acqua il maggiore alleato regionale di tel Aviv è la Turchia. E, guarda caso, il contingente più folto della forza multinazionale sarà proprio turco. Ovvero i Turchi si ritroveranno a presidiare il Litani e a premere sui rivali siriani.
- La Siria, quindi, subirà quella pressione che Israele già aveva annunciato lo scorso anno,
- La pressione turca e quella iraniana progressivamente chiudono in una morsa il mondo arabo indebolendo ulteriormente la già fragile tenuta dei regimi social-nazionali.
- E qui possiamo chiederci se il disegno israeliano non sia proprio quello di creare un antagonismo fra due potenze regionali islamiche (Iran e Turchia) gettando al contempo le forze scompaginate arabe nelle braccia del terrorismo puro, agevolmente manovrabile tramite il Pakistan il cui servizio segreto, l'Isi, principale protettore e ideatore di cellule del terrore, collabora organicamente con il Mossad.
In altre parole la potenza politica e diplomatica israeliana ha tramutato in guadagno uno scontro dall'esito disastroso.
Da notare che per capeggiare la composita compagine mercenaria a casco blu che dovrà servire Tel Aviv a nord-est, gli israeliani vogliono che sia l'italietta del governo Proni. E c'è ancora qualcuno che sostiene che la sinistra, con la sua vuota retorica pacifista e la sbandierata cultura antimperialista, non sia asservita in misura altrettanto completa della destra ma in modo persino più servile e funzionale.


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