LA NUOVA GUERRA DELLO SPACCIO CAMBIANO I CONFINI DEL MERCATO DELLA DROGA DA TEMPO TUTTO IN MANO AGLI AFRICANI
I nigeriani vogliono San Salvario
La mafia di Lagos è pronta allo scontro con gli spacciatori senegalesi
21/8/2006
di Angelo Conti


Gregory Opheneweroso Aromana, 33 anni, da Lagos. Il nome di questo gigantesco nigeriano ha cambiato qualcosa nella geografia criminale della città. I carabinieri del nucleo operativo della compagnia San Carlo lo hanno arrestato l’altra sera in via Ormea, mentre - insieme ad alcuni connazionali sfuggiti alla cattura - stava spacciando ovuli di cocaina (che ha poi in parte ingoiato all’arrivo dei militari). Non è un arresto qualsiasi ma rappresenta il primo segno evidente della migrazione dei pusher nigeriani verso San Salvario. Non che il quartiere non abbia mai vantato un’importante presenza di questa etnia (anzi i nigeriani sono stati fra i primissimi ad occupare case e soffitte di questo quartiere), ma da alcuni anni c’era stata, in città, una spartizione del mercato della droga. Con i nigeriani signori di Porta Palazzo, i senegalesi dominatori proprio del quartiere di San Salvario, i maghrebini confinati al Valentino ed in piazza Vittorio-Murazzi. «Ora questo equilibrio si sta rompendo - spiegano i carabinieri - e non sappiamo esattamente perché».
In realtà gli investigatori non escludono una contingenza stagionale: «In estate a Porta Palazzo si assiste sempre ad una caduta del traffico di stupefacenti: può darsi che un gruppo di nigeriani abbia deciso di spostarsi su San Salvario. In realtà questa manovra ha già provocato viva insofferenza nei senegalesi che, almeno per il momento, hanno solo cercato di mettere più spazio possibile fra loro ed i nigeriani. In queste ultime notti, ad esempio, è possibile trovare senegalesi lungo tutta via Ormea. Persino nel tratto fra corso Dante e corso Bramante, dove non si erano mai visti. E, in misura più marcata del solito, anche in via San Massimo».
Per i carabinieri del tenente Pesa, che stanno facendo un grande lavoro nella zona del centro, cambia sostanzialmente poco anche se andrà ovviamente un po’ rivisto l’impianto investigativo: se è infatti vero che i pusher arrivati dal Senegal sono esclusivamente venditori al dettaglio (manca alle loro spalle una qualsivoglia organizzazione dedita al traffico internazionale) ben diverso è il discorso sui nigeriani che, da sempre, hanno cercato di lavorare anche sull’import dello stupefacente, movimentando la droga a decine di chili per volta.
Cambierà qualcosa nell’immediato? I carabinieri sottolineano la possibilità di attriti fra le due etnie, che non si sono peraltro mai troppo amate. Ma è probabile che il match Nigeria-Senegal possa rientrare con qualche «aggiustamento» di territorio. Non è un mistero che, con l’arrivo dell’autunno, molte aree attualmente occupate da eventi e spettacoli (ad esempio la «montagnola» del Valentino) finiranno per tornare ad essere terreno di spaccio. Ed allargandosi la superficie del mercato, minori saranno gli attriti. Anche se a perderci, come al solito, sarà la città.