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Calderoli: «Resistere, resistere, resistere»
FABRIZIO CARCANO
Dalle montagne lombarde, dal passo di Ca’ San Marco, il prossimo 27 agosto, partirà un messaggio chiaro per il popolo padano: resistere, resistere e ancora resistere.
Resistere, e opporsi, contro chi, come la sinistra, vorrebbe far passare una legge per dare la cittadinanza in soli cinque anni agli immigrati, e con essa il diritto di voto, resistere contro chi spalanca le porte di casa nostra ad un’immigrazione incontrollata e incontrollabile, resistere contro... ...chi mette a rischio la nostra identità ed il nostro futuro.
Ma anche resistere contro chi fa finta di ignorare che l’Occidente continua pericolosamente ad essere nel mirino del terrorismo, del fondamentalismo islamico, come dimostrano i fatti di Londra, e si comporta in maniera diametralmente opposta rispetto agli altri stati occidentali, come la Gran Bretagna appunto.
«Da settembre sarà un atto dovuto il porre in essere una nuova resistenza contro i “fascisti islamici”. Resistere, resistere, resistere. Questo sarà il verbo che dal 27 di agosto verrà coniugato nel Nord, dalla Padania, contro chi, dopo aver sollecitato “l’invasione dei mori”, vuole addirittura dargli la cittadinanza», è il proclama che lancia il Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli, in questi giorni impegnato in prima persona nell’organizzare il raduno dei padani sullo storico passo di Ca’ San Marco, su quello che una volta era il confine del Lombardo-Veneto, un luogo simbolo da dove partirà questa nuova battaglia della Lega Nord.
«Ma da Ca’ San Marco non partirà soltanto il “resistere, resistere, resistere” ma anche il “combattere, combattere, combattere”, perché non accetteremo mai di perdere la nostra identità, non accetteremo mai di veder cancellate le nostre radici cristiane, non accetteremo mai di vederci sostituiti sulla terra che abbiamo dissodato», continua l’ex Ministro delle Riforme, secondo il quale: «La resistenza nacque in contrasto al regime nazi-fascista e per la difesa della democrazia. Oggi il binomio terrorismo islamico-comunismo e “italioti derivati” equivale, per il nostro Paese, al rischio di un’invasione e alla relativa occupazione da parte di un integralismo che equivale al nazi-fascismo, con l’utile idiota di turno che guarda ma non fa e che allora rispondeva a monarchiche genie, mentre oggi è frutto di una truffa elettorale. Allora, davanti al nazismo, il governo non solo chinò la testa, ma addirittura si alleò, e la vittoria venne dal popolo e come allora, ancora una volta, è il popolo che può fermare “l’invasione dei mori” e il suo motto deve essere “resistere, resistere, resistere”…». Resistere, quindi, con ogni mezzo possibile e opporsi a questo governo di centrosinistra che sta aprendo le porte all’immigrazione, prestando pericolosamente il fianco.
«Il Medio Oriente è in fiamme e mentre tutto il mondo contrasta il terrorismo fondamentalista islamico da noi la sinistra e il suo governo flirtano con gli Hezbollah e con Hamas e, dopo aver liberato i terroristi con l’indulto e arrestato quelli che li avevano catturati, per bocca di Prodi ci rassicurano che al momento non ci sono motivi particolari di allerta per il nostro Paese. Questo Governo - spiega Calderoli - dovrà rispondere al popolo e alla storia per aver consegnato il Paese senza neppure tentare una resistenza. Purtroppo questo governo è sempre più simile all’orchestra che suonava mentre il Titanic affondava sotto l’abile regia del maestro di musica Prodi, ma questa volta ci siamo tutti noi sul Titanic e, pertanto, da settembre sarà un atto dovuto il porre in essere una nuova resistenza contro i “fascisti islamici”».
Dal passo di Ca’ San Marco, il prossimo 27 agosto, partirà dunque una controffensiva in difesa dell’identità dei padani, una battaglia che verrà combattuta con tutti gli strumenti che la democrazia mette a disposizione, a cominciare, ovviamente, dall’opposizione, durissima e senza tregua, che i parlamentari leghisti, insieme a quelli della Casa delle Libertà, faranno nelle aule di Camera e Senato quando il provvedimento, elaborato dal ministro degli Interni, Giuliano Amato, di concerto con quello della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, e approvato dal Consiglio dei Ministri all’unanimità, che porterebbe a dimezzare i tempi per l’acquisizione della cittadinanza da 10 a 5 anni, dovrà essere esaminato e votato dalle rispettive aule.
Ma non solo. Dal raduno di Ca’ San Marco comincerà anche la pre-raccolta firme mirata a sommare preventivamente i “sì” da utilizzare poi, nel caso il provvedimento dovesse essere approvato dal Parlamento, per richiedere immediatamente un referendum abrogativo e dare così subito la parola al popolo.
Un’altra arma, lo strumento referendario, a cui ricorrere per resistere e opporsi a chi vorrebbe mettere in pericolo la nostra identità e il nostro futuro.
[Data pubblicazione: 12/08/2006]
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