Martedì, 22 Agosto 2006
CONFARTIGIANATO
Il presidente udinese Faleschini da sempre si batte per la semplificazione burocratica e amministrativa. Fanalini di coda nell’Unione europea
«Fare impresa? Costi e vincoli troppo onerosi»
Il costo medio degli adempimenti burocratici per aprire un’azienda ammonta a 1.134,65 euro. Il gap con media Ue + 67\%
Udine
È facile dire fate impresa, ma farlo, in Italia, è davvero un mestiere difficile. Ed anche se in Fvg la Regione da una parte e Confartigianato Udine dall'altra, si sono create delle condizioni che agevolano i nuovi imprenditori, nel Belpaese fare impresa resta un'operazione fra le più salate in Europa. Lo sostiene Confartigianato che ha curato un "Rapporto sulla libertà d'impresa" e sui "vincoli e costi del sistema Paese". Ne è emerso un quadro da "terzo mondo" - commenta sconsolato il presidente di Confartigianato Udine Carlo Faleschini che da sempre si batte per la semplificazione burocratica e amministrativa.
Vediamo questi dati: 1.134,65 euro è il costo medio degli adempimenti burocratici per aprire un'azienda in Italia nel 2005; + 67,2\% è il gap con la media Ue; 456,21 euro è il maggiore costo rispetto a media Ue per ogni nuova impresa; 192,2 milioni di euro sono il maggiore costo rispetto a media Ue per totale imprese italiane nate nel 2005; 67° posto è la posizione dell'Italia nella classifica mondiale per costi di avvio impresa, dietro Corea, Uzbekistan, Messico, Estonia, Mongolia, Iran.
Ma se creare dal nulla un'impresa ci vede fanalino di coda nell'Ue, la situazione non migliora per quanto riguarda la gestione di un'impresa. Anche qui record negativi per tempi e oneri: 360 sono le ore impiegate da un'impresa italiana per pagare imposte e contributi (la media Ue è di 197 ore); 6,8 miliardi euro è il costo per il totale delle Pmi italiane per pagare imposte e contributi (il costo medio Ue è di 1,4 miliardi); 284 sono i giorni necessari ad un'impresa italiana per ottenere licenza di costruzione di un magazzino; 17 le procedure necessarie ad un'impresa italiana per ottenere licenza di costruzione di un magazzino; 1.390 i giorni necessari ad un'impresa italiana per tutelare i contratti commerciali; 154° è la posizione dell'Italia, la penultima nella classifica mondiale, per giorni necessari a tutelare contratti commerciali; 350,64 gli euro il costo medio per un'azienda italiana per rispettare la legge sulla privacy; 1,18 miliardi il costo per totale per le Pmi italiane per rispettare la legge sulla privacy; 7 anni,10 giorni il tempo necessario per avere giustizia nelle cause civili (I grado e appello); 24 documenti, 15 firme adempimenti a carico di un'impresa italiana per attività di import-export (in Germania sono sufficienti 8 documenti e 2 firme, negli Usa 11 documenti e 9 firme, in Francia 20 documenti e 5 firme). Ma se a tutto questo aggiungiamo che per le Pmi l'energia elettrica è più costosa del 46\% della media Ue; i prodotti petroliferi sono rincarati del 41, 4\% da aprile 2004 ad aprile 2006, che sull'energia il fisco italiano è il più vorace d'Europa (35,1 miliardi di euro il prelievo fiscale in Italia sul totale dei prodotti petroliferi, suddiviso in 24,6 miliardi di accise e 10,5 miliardi di Iva), che ci sono inefficienze dei settori protetti (banche, assicurazioni, poste, energia, utilities, trasporti aerei e autostrade) che determinano una sorta di tassa da scarsa concorrenza valutabile in 7.8 miliardi di euro; che la tassazione sul lavori in Italia è del 45,4\%, un valore superiore del 35,5\% a quella della Gran Bretagna e superiore del 56\% rispetto a quella degli Stati Uniti; che è del 5,68\% il 5,68\% tasso medio sui premi Inail pagati dagli artigiani, pari al doppio rispetto al tasso medio del 2,46\% pagato dagli altri settori produttivi il quadro si fa ancora più fosco.





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