L'industria musicale ferma l'orecchio dei chitarristi online
21/8/2006
Negli Stati Uniti si apre un nuovo fronte del dibattito tra musica e web: questa volta nel mirino ci sono i siti che pubblicano le tablature, cioè gli accordi armonici di brani celebri, denunciati dalla Music Publishers' Association (Mpa) e dalla National Music Publishers' Association (Nmpa).
Ai gestori dei siti è stata richiesta la rimozione volontaria del materiale protetto da copyright: alcuni sono stati addirittura oscurati, altri, per evitare azioni legali, hanno temporaneamente sospeso l'accesso ai database delle partiture in attesa che la questione si chiarisca.
Oggi il numero di spartiti venduti si è ridotto drasticamente, soprattutto a causa dello scambio che avviene tra gli utenti della rete, ma nel caso dei soli accordi, cioè della struttura armonica dei brani, la questione è discutibile perchè un orecchio allenato può individuarli con l'ascolto e trascriverli senza necessariamente copiarli dalle partiture originali, cosa che non dovrebbe costituire un'infrazione delle leggi sul diritto d'autore.
Tuttavia i giudici americani hanno consentito agli editori di inviare lettere di diffida ai siti più famosi e frequentati, la cui reazione è stata, almeno per il momento, scoraggiata dall'alto costo di una eventuale causa legale.
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