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Partecipanti
66. Non puoi votare in questo sondaggio
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  • Sinistra Arcobaleno (Sd-Verdi-Prc-PdCI)

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  • Idv

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  • Cosa Bianca

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  • Altro (specificare)

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  • Astensione

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Risultati da 1 a 10 di 14
  1. #1
    Non confondermi con Salvo
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    Predefinito che ne dite di abolire il valore legale dei titoli di studio?

    La scuola italiana non sembra stare al passo con le scuole degli altri paesi più progrediti. Persino la Cina ci sta ormai superando nella capacità di modernizzare il proprio sistema di istruzione.
    La nostra scuola continua a sfornare somari, a causa di insegnanti incapaci e arrendevoli, che premiano i furbi e non valorizzano a sufficienza i più bravi.

    Una delle cause del ritardo della scuola italiana mi sembra la mancanza di competitività e la scarsa motivazione degli studenti, spinti a studiare soltanto al fine di ottenere il fatidico "pezzo di carta".
    Per ottenere un diploma si finisce così per scegliere quegli istituti più scadenti che, proprio in quanto mediocri, sono propensi a rilasciarlo con più facilità.

    Nei paesi più progrediti, con i quali l'Italia deve sapersi misurare, conta invece l'autorevolezza del singolo istituto dove il giovane ha studiato.
    In questo modo si valorizza maggiormente il merito, perchè si è più invogliati a scegliere quelle scuole prestigiose capaci di fornire un bagaglio culturale migliore, che i giovani potranno poi far valere nelle prove della vita.
    Sarà questo il loro lasciapassare sul mercato del lavoro, e non più una votazione che di per sè non dice nulla e livella le persone indipendentemente dall'istituto in cui hanno studiato.

    Questa almeno è la mia opinione, e che mi fa auspicare che anche in Italia si giunga presto all'abolizione del valore legale del titolo di studio.

  2. #2
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    Io non credo che abolire il valore legale risolva il problema... anzi, favorirebbe una massa di cialtroni che improvviserebbero delle strutture educative.

    Quello che deve cambiare è il sistema della scuola, basta con le varie baronie e con i professori tutelati anche se incapaci, se un profssore non fa bene il suo lavoro, o, come è capitato a me, usa le sue ore per fare la sua propaganda politica, ovvimente di sinsitra, allora deve andare a casa senza se e senza ma.

  3. #3
    the dark knight's return
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    quoto medsim

  4. #4
    Non confondermi con Salvo
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim
    Io non credo che abolire il valore legale risolva il problema... anzi, favorirebbe una massa di cialtroni che improvviserebbero delle strutture educative.

    Quello che deve cambiare è il sistema della scuola, basta con le varie baronie e con i professori tutelati anche se incapaci, se un profssore non fa bene il suo lavoro, o, come è capitato a me, usa le sue ore per fare la sua propaganda politica, ovvimente di sinsitra, allora deve andare a casa senza se e senza ma.
    Io penso invece che proprio abolendo il valore legale del titolo di studio si possa sottrarre ai professori e alle baronie gran parte del loro potere.
    Se un professore non fa bene il proprio lavoro, o sfrutta la sua posizione per fare propaganda politica, avrà difficilmente accesso a quelle scuole che hanno a cuore la propria fama e il proprio prestigio.
    Chi propina menzogne invece di insegnare la verità non giova certo al buon nome dell'istituto in cui lavora.

    E uno studente sarà giudicato non in base al voto o al titolo di studio (oggetti di facile manipolazione), ma in base al prestigio della scuola o del collegio presso cui si è formato, che gli consentirà tra l'altro di avere un curriculum più veritiero e trasparente, che rispecchi maggiormente l'insegnamento ricevuto.

    Dare valore all'effettiva autorevolezza dei singoli istituti scolastici, anzichè a un generico titolo di studio, mi sembra insomma favorisca la meritocrazia e la trasparenza.

  5. #5
    Pasdar
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    Citazione Originariamente Scritto da alfred
    Dare valore all'effettiva autorevolezza dei singoli istituti scolastici, anzichè a un generico titolo di studio, mi sembra insomma favorisca la meritocrazia e la trasparenza.
    O anche semplicemente sottolineare le differenze geografiche.
    Ero rimasto la luogo comune secondo cui per disporre di una vera meritocrazia ad ognuno devono essere fornite uguali possibilità di partenza.

    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  6. #6
    Non confondermi con Salvo
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    Citazione Originariamente Scritto da Defender
    O anche semplicemente sottolineare le differenze geografiche.
    Ero rimasto la luogo comune secondo cui per disporre di una vera meritocrazia ad ognuno devono essere fornite uguali possibilità di partenza.

    la mia proposta in effetti va in direzione di una maggiore differenziazione, ma non solo geografica.
    Vale la pena però continuare a livellare tutti, sia studenti, sia professori, che istituti? Quanti furbi approfittano dell'egualitarismo diffuso per trarre vantaggi a buon mercato, a scapito di chi si impegna per davvero?
    Perchè un diploma ottenuto in una scuola mediocre, o tramite raccomandazione, deve valere quanto o addirittura più di un altro ottenuto in una scuola impegnativa, dove l'unico criterio di giudizio è il merito?
    Ti sembra meritocratico tutto ciò?

    Abolendo il valore legale del titolo di studio, invece, le scuole farebbero a gara per assumere gli insegnanti più bravi e qualificati, e garantirsi così fama di prestigio. In tal modo anche nelle aree geografiche più svantaggiate esse avrebbero una motivazione in più per migliorarsi, e tanti studenti meritevoli, che specie al Sud sono attualmente poco valorizzati, avrebbero la possibilità di emergere.

  7. #7
    Pasdar
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    Citazione Originariamente Scritto da alfred
    la mia proposta in effetti va in direzione di una maggiore differenziazione, ma non solo geografica.
    Vale la pena però continuare a livellare tutti, sia studenti, sia professori, che istituti? Quanti furbi approfittano dell'egualitarismo diffuso per trarre vantaggi a buon mercato, a scapito di chi si impegna per davvero?
    Perchè un diploma ottenuto in una scuola mediocre, o tramite raccomandazione, deve valere quanto o addirittura più di un altro ottenuto in una scuola impegnativa, dove l'unico criterio di giudizio è il merito?
    Ti sembra meritocratico tutto ciò?

    Abolendo il valore legale del titolo di studio, invece, le scuole farebbero a gara per assumere gli insegnanti più bravi e qualificati, e garantirsi così fama di prestigio. In tal modo anche nelle aree geografiche più svantaggiate esse avrebbero una motivazione in più per migliorarsi, e tanti studenti meritevoli, che specie al Sud sono attualmente poco valorizzati, avrebbero la possibilità di emergere.
    Mah, se uno studente si becca la sfiga di nascere lontano da qualsiasi istituto prestigioso?
    Al Nord non c'è questo problema, non qui nel Nordest, data l'oggettiva tradizione di diffusione capillare dell'istruzione di buon livello, ma... nel mezzo degli Apennini?
    Solo perchè uno è nato lontano 40-50 km da un centro di studi di prestigio dovrebbe avere questo grave svantaggio?
    Di fatto, in tempi medio-brevi (10 anni, toh) chi abita a Vieste, ESEMPIO, o a Vasto, altro esempio, non avrebbe proprio la possibilità di accedere, dopo l'istruzione superiore, a qualche incarico lavorativo, proprio perchè quelle zone mancano di una qualsivoglia tradizione di prestigio.
    Se invece si mantengono i valori legali dei titoli di studio, e da studente liceale mi pare che il profitto scolastico sia oggettivo, il fatto stesso di averli conseguiti indicherà una capacità di rispondere alle richieste del mondo del lavoro.
    Certo, bisogna tenere costantemente aggiornati i programmi, ma lo si dovrebbe fare comunque.

    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  8. #8
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    ritengo che senza il valore legale del titolo di studio mancherebbe un termine di riferimento o di orientamento un po' come in economia il prezzo di mercato serve a valutare una merce o una prestazione.
    Solo in una società arcaica e aristocratica non era necessario riconoscere il valore legale dell'istruzione.
    La società democratica di massa lo esige per scremare appunto la massa inadatta a ruoli di responsabilità.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Mah, se uno studente si becca la sfiga di nascere lontano da qualsiasi istituto prestigioso?
    Al Nord non c'è questo problema, non qui nel Nordest, data l'oggettiva tradizione di diffusione capillare dell'istruzione di buon livello, ma... nel mezzo degli Apennini?
    Solo perchè uno è nato lontano 40-50 km da un centro di studi di prestigio dovrebbe avere questo grave svantaggio?
    Di fatto, in tempi medio-brevi (10 anni, toh) chi abita a Vieste, ESEMPIO, o a Vasto, altro esempio, non avrebbe proprio la possibilità di accedere, dopo l'istruzione superiore, a qualche incarico lavorativo, proprio perchè quelle zone mancano di una qualsivoglia tradizione di prestigio.
    Se invece si mantengono i valori legali dei titoli di studio, e da studente liceale mi pare che il profitto scolastico sia oggettivo, il fatto stesso di averli conseguiti indicherà una capacità di rispondere alle richieste del mondo del lavoro.
    Certo, bisogna tenere costantemente aggiornati i programmi, ma lo si dovrebbe fare comunque.

    A me pare che la logica del tuo discorso possa essere ribaltata.
    La differenza geografica tra scuole di prestigio e scuole mediocri è qualcosa che già c'è, qualcosa che tu stesso ammetti esistere adesso, nella situazione attuale cui si dà valore ai titoli di studio.
    Perchè continuare a svantaggiare quegli studenti nati in aree depresse, che non hanno la possibilità di formarsi a sufficienza?
    L'handicap di questi ragazzi non è nel voto o nel diploma, entità puramente formali, ma nella loro scarsa preparazione effettiva, nel fatto di vivere in un ambiente che non stimola la loro intelligenza, nel ritardo rispetto ai loro coetanei nati in aree più fortunate. Ed è un handicap si porteranno dietro per sempre, rendendo meno sul lavoro e poi per tutta la vita.

    La disparità e le differenze geografiche non le si cancella camuffandole, o nascondendole sotto una coltre di egualitarismo, ma al contrario rendendole trasparenti e facendole venire alla luce, per far sì che si prenda coscienza di questo problema e le scuole delle aree più svantaggiate siano motivate a migliorarsi e ad assumere insegnanti più dotati.

    E' il merito che deve essere valorizzato, la persona, non il pezzo di carta.
    Anch'io parlo per esperienza e so quante intelligenze al liceo sono state umiliate o sottoposte alla logica del voto, o costrette a cercarsi una scuola peggiore solo per ottenere il fatidico pezzo di carta.

  10. #10
    Non confondermi con Salvo
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    Citazione Originariamente Scritto da tucidide Visualizza Messaggio
    ritengo che senza il valore legale del titolo di studio mancherebbe un termine di riferimento o di orientamento un po' come in economia il prezzo di mercato serve a valutare una merce o una prestazione.
    Solo in una società arcaica e aristocratica non era necessario riconoscere il valore legale dell'istruzione.
    La società democratica di massa lo esige per scremare appunto la massa inadatta a ruoli di responsabilità.
    La società democratica di massa a me pare scremi assai poco, e livelli molto, ma verso il basso.
    Non dev'essere il titolo di studio, ma l'autorevolezza dell'istituto frequentato a fornire il termine di riferimento.
    L'egualitarismo finisce troppo spesso per premiare i furbi e punire i meritevoli.
    La meritocrazia si fonda sull'esaltazione delle differenze, chi vuole la meritocrazia deve accettare le disparità, che tanto esistono ed esisteranno comunque, persino nelle società comuniste.
    Si tratta soltanto di renderle trasparenti, e basarle su criteri di merito anzichè su criteri di censo o di raccomandazioni.

 

 
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