Amici,
son preoccupato. Son molto preoccupato.
La campagna di stampa contro "D' Alema filo-Hezbollah" ci fa capire che cosa vogliono gli israeliani e i loro lobbysti italiani dalla «forza d’interposizione» ONU: che faccia la guerra contro Hezbollah, la Siria e l' Iran in appoggio all' esercito israeliano. Ma soprattutto vogliono che nessuno «parli» con Hezbollah.
E’ l’atteggiamento della maggioranza degli Ebrei d' Israele, secondo cui attorno a loro ci sono solo «terroristi», quindi il solo linguaggio possibile è quello della carneficina di uomini, donne, vecchi e bambini arabi. Palestinesi ed Hezbollah, Teheran e Siria, sono tutti folli, irrazionalisti fanatici, criminali esclusi dal consorzio umano in quanto assetati di sangue, chiusi alla ragione.
Il risultato è guerra totale e infinita.
Questa politica demenziale e nichilista è la stessa, attualmente, degli Stati Uniti, che non trattano e non parlano, minacciano e sparano.
Questa politica demenziale funziona sull’opinione pubblica, allarmata (grazie al sistema mediatico pienamente sotto controllo, embedded) dalla cieca violenza delle cosiddette masse islamiche, immaginate pronte tutte a sgozzare, ad esplodere e a morire nel jihad. Ma la propaganda funziona meno bene con i politici europei. D’Alema dunque ha la colpa imperdonabile di avere, in visita a Beirut, «parlato con Hezbollah».
Hezbollah è uno dei belligeranti, e tenere canali aperti con i rappresentanti di questa milizia è prudenza per la sicurezza stessa dei nostri soldati, visto che li manderemo nel tritacarne libanese.
Inoltre, Hezbollah è un partito politico e una parte importante della società civile libanese. E «parlare» con le parti è il preliminare elementare di ogni tentata mediazione.
Ma, appunto, Israele e le sue lobby non possono permettere che la politica del ‘parlare’ abbia successo.
La violenza per gli Ebrei di Israele è l' inizio e la fine della politica, una strategia basata sul terrore per l’irrazionale, che è stata così felicemente cavalcato dall’11 settembre.
Israele - l’Israele maggioritaria, paranoide - non può consentire alcun successo della trattativa.
Ecco perché, seriamente, D’Alema è oggi in pericolo, tanto più dopo l' atteggiamento fermo che ha tenuto anche nel corso degli ultimi colloqui a Roma con la ministra degli Esteri israeliana Livni.
Così come è più vicino il pericolo di un mega attentato «islamico» in Italia - magari lo rivendicherà Al Qaeda- e un grave pericolo corrono i nostri soldati nella forza d’interposizione.
D’Alema si sta rendendo conto di quanto sia in pericolo?
E' sufficientemente circondato di guardie del corpo personali, fidate, esperte? Esperte anche tecnologicamente, capaci di controllare il funzionamento dell’auto, dell’aereo, di frugare bene la barca, ed ogni altro mezzo di trasporto?
E' cosciente D' Alema di avere contro una forza segreta ben ferrata in feroci omicidi, con i suoi «specialisti» del kidon?
I campanelli d' allarme sono già suonati, basta leggere certe dichiarazioni sui giornali...
Attenzione D' Alema.
Attenzione, soldati in Libano.
Attenzione agli attentati in Italia.
Ma ci sono patrioti italiani, nei servizi, consapevoli di chi sia il nemico da cui guardarsi?




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