Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Quin igitur expergiscimini?
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    Predefinito D' Alema rischia grosso

    Amici,
    son preoccupato. Son molto preoccupato.
    La campagna di stampa contro "D' Alema filo-Hezbollah" ci fa capire che cosa vogliono gli israeliani e i loro lobbysti italiani dalla «forza d’interposizione» ONU: che faccia la guerra contro Hezbollah, la Siria e l' Iran in appoggio all' esercito israeliano. Ma soprattutto vogliono che nessuno «parli» con Hezbollah.
    E’ l’atteggiamento della maggioranza degli Ebrei d' Israele, secondo cui attorno a loro ci sono solo «terroristi», quindi il solo linguaggio possibile è quello della carneficina di uomini, donne, vecchi e bambini arabi. Palestinesi ed Hezbollah, Teheran e Siria, sono tutti folli, irrazionalisti fanatici, criminali esclusi dal consorzio umano in quanto assetati di sangue, chiusi alla ragione.
    Il risultato è guerra totale e infinita.
    Questa politica demenziale e nichilista è la stessa, attualmente, degli Stati Uniti, che non trattano e non parlano, minacciano e sparano.
    Questa politica demenziale funziona sull’opinione pubblica, allarmata (grazie al sistema mediatico pienamente sotto controllo, embedded) dalla cieca violenza delle cosiddette masse islamiche, immaginate pronte tutte a sgozzare, ad esplodere e a morire nel jihad. Ma la propaganda funziona meno bene con i politici europei. D’Alema dunque ha la colpa imperdonabile di avere, in visita a Beirut, «parlato con Hezbollah».
    Hezbollah è uno dei belligeranti, e tenere canali aperti con i rappresentanti di questa milizia è prudenza per la sicurezza stessa dei nostri soldati, visto che li manderemo nel tritacarne libanese.
    Inoltre, Hezbollah è un partito politico e una parte importante della società civile libanese. E «parlare» con le parti è il preliminare elementare di ogni tentata mediazione.
    Ma, appunto, Israele e le sue lobby non possono permettere che la politica del ‘parlare’ abbia successo.
    La violenza per gli Ebrei di Israele è l' inizio e la fine della politica, una strategia basata sul terrore per l’irrazionale, che è stata così felicemente cavalcato dall’11 settembre.
    Israele - l’Israele maggioritaria, paranoide - non può consentire alcun successo della trattativa.
    Ecco perché, seriamente, D’Alema è oggi in pericolo, tanto più dopo l' atteggiamento fermo che ha tenuto anche nel corso degli ultimi colloqui a Roma con la ministra degli Esteri israeliana Livni.
    Così come è più vicino il pericolo di un mega attentato «islamico» in Italia - magari lo rivendicherà Al Qaeda- e un grave pericolo corrono i nostri soldati nella forza d’interposizione.
    D’Alema si sta rendendo conto di quanto sia in pericolo?
    E' sufficientemente circondato di guardie del corpo personali, fidate, esperte? Esperte anche tecnologicamente, capaci di controllare il funzionamento dell’auto, dell’aereo, di frugare bene la barca, ed ogni altro mezzo di trasporto?
    E' cosciente D' Alema di avere contro una forza segreta ben ferrata in feroci omicidi, con i suoi «specialisti» del kidon?
    I campanelli d' allarme sono già suonati, basta leggere certe dichiarazioni sui giornali...
    Attenzione D' Alema.
    Attenzione, soldati in Libano.
    Attenzione agli attentati in Italia.
    Ma ci sono patrioti italiani, nei servizi, consapevoli di chi sia il nemico da cui guardarsi?
    Lucio Sergio Catilina

  2. #2
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    Predefinito

    catilina non mi far sognare che il mossad faccia fare uno zompo a d'alema, andiamo!

  3. #3
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    Predefinito

    Quindi, la responsabilità del conflitto arabo-israeliano non è del fatto che ci sono "belligeranti" (peraltro irregolari) come lo Hamas e lo Hizbullah, che si prefiggono l'annichilimento di una delle parti in lotta, ma di Israele e delle lobby ebraiche che lo sostengono.
    Magari Catilina può spiegarci la giustificazione degli attacchi dello Hizbullah, dato che Israele si è ritirato dal Libano nel 2000 e che le Fattorie di Shaba, il pretesto addotto dallo Hizbullah per le azioni paramilitari contro Israele, sono considerate dall'ONU territorio siriano e non libanese (e va tenuto ben presente che si tratta di un'area di ben 40 chilometri quadrati).
    Grazie a Catilina per averci illuminato.


    PS Usque tandem, Catilina?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus
    La responsabilità del conflitto arabo-israeliano è che ci sono Hamas e Hizbullah.
    Caro Jan,
    ti consiglio di leggere il mio nuovo thread dal titolo "Il problema è Israele" ed il mio vecchio thread "Per la pace perpetua in Medio Oriente", là troverai una documentata risposta al tuo quesito.
    Tutto il resto è secondario, se non si scioglie il nodo centrale il conflitto non avrà mai fino.
    La spedizione che coinvolge oggi metà della flotta da guerra italiana e 2500 soldati può essere l' inizio di una svolta, nella misura in cui si riuscirà a riportare gli Israeliani al tavolo delle trattative. So che è difficile con gente che ragiona così: "Chi non la pensa come noi è un terrorista, islamo-fascista, fondamentalista".
    E tuttavia i repubblicani, nel solco della loro tradizione razionalista, laica, pragmatica, dovrebbero essere ben felici di un coinvolgimento dell' ONU che consenta il ripristino della pace nell' area, consapevoli del fatto che la soluzione- dopo 60 anni di guerre- non può più essere l' ipotesi "due Stati per due popoli", ma il ritorno alla formulazione originaria dell' ONU stessa, che prevedeva la costituzione di uno Stato federale di Israele-Palestina.
    Il modello lo abbiamo, la Bosnia attuale, dove le cose stanno funzionando nella pace.
    Israele è una creazione artificiale dell' ONU, l' ONU ha tutto il diritto di ritornare sulla questione e di correggere facendo tesoro delle esperienze del passato e del presente.
    Lucio Sergio Catilina

  5. #5
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    Predefinito vabbè jan

    comunque io prendo il buono di catilina e ho subito contattato il mossad per vagliare l'ipotesi di uno zompo per d'alema. Sperare non costa niente.

  6. #6
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    Predefinito

    il nostro giovane consigliere comunale di ravenna ha promosso a fine luglio questo odg,
    intelligentemente equilibrato mi sembra



    Tarroni propone un Odg al consiglio comunale sulla questione libanese

    TUTTI I CAPOGRUPPO DEL CENTROSINISTRA LO CONTROFIRMANO
    Il consigliere dell’Ulivo, rappresentante dell’Mre, ha presentato a Palazzo Merlato un Ordine del Giorno sulla guerra in Libano, che verrà discusso dopo la pausa estiva. Ma l’Odg ha già incassato l’approvazione di tutti i capogruppo dell’Unione


    Ordine del giorno

    Premesso che il 26 luglio si è svolta a Roma la Conferenza Internazionale sul Libano, per riportare la pace alle frontiere di Israele e Libano

    Il Consiglio Comunale di Ravenna

    Preso atto:

    - che Israele è stato aggredito da guerriglieri Hezbollah, provenienti dal territorio del Libano, i quali, oltre ad uccidere otto militari israeliani, ne hanno presi altri due in ostaggio;

    - che la reazione israeliana è stata violenta ed ha portato la distruzione di parte del territorio libanese, colpendo duramente anche la popolazione civile

    - che la comunità internazionale è chiamata a svolgere un ruolo di interposizione pacifica a tutela della popolazione e per un effettivo cessate il fuoco;

    Condivide l’iniziativa del Governo italiano che cerca di coinvolgere l’Europa a divenire protagonista nello scenario mediorientale e svolgere un ruolo di moderatore verso Israele e, d’altro canto, di dissuasore verso i gruppi fiancheggiatori del terrorismo di matrice islamica. Una strategia alternativa alla fallimentare politica di Governo americano in tutto lo scenario mediorientale.

    Ritiene che la Pace in Medioriente passo solo dalla convivenza e dal rispetto reciproco tra i Popoli e gli Stati della Regione e in particolare dal:

    - riconoscimento dell’esistenza dello Stato di Israele, nato da una scelta della Comunità Internazionale dopo lo sterminio della Shoah;

    - riconoscimento dell’esistenza di uno Stato per il popolo palestinese;

    - completamento del percorso verso la democrazia e l’autonomia politica ed amministrativa avviato dal Libano

    Condanna le azioni terroristiche e i tentativi di destabilizzazione dell’area mediorientale portati avanti da gruppi estremisti ed integralisti e condanna il ricorso all’azione militare indiscriminata che colpiscono la popolazione civile.

    Ravenna, lì 27.07.06

    Proponente: Andrea Tarroni (consigliere l’Ulivo)

    Andrea Maestri (capogruppo l’Ulivo)

    Valentina Morigi (capogruppo Prc)

    Massimo Mirandoli (capogruppo Comunisti Italiani)

    Alberto Fussi (gruppo Pri)

  7. #7
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    Predefinito

    Mi sembra perfettamente condivisibile.

    Mi stupisce che vi abbiano aderito anche PRC e PdCI, ma meglio così.

  8. #8
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Catilina
    Caro Jan,
    ti consiglio di leggere il mio nuovo thread dal titolo "Il problema è Israele" ed il mio vecchio thread "Per la pace perpetua in Medio Oriente", là troverai una documentata risposta al tuo quesito.
    Tutto il resto è secondario, se non si scioglie il nodo centrale il conflitto non avrà mai fino.
    La spedizione che coinvolge oggi metà della flotta da guerra italiana e 2500 soldati può essere l' inizio di una svolta, nella misura in cui si riuscirà a riportare gli Israeliani al tavolo delle trattative. So che è difficile con gente che ragiona così: "Chi non la pensa come noi è un terrorista, islamo-fascista, fondamentalista".
    E tuttavia i repubblicani, nel solco della loro tradizione razionalista, laica, pragmatica, dovrebbero essere ben felici di un coinvolgimento dell' ONU che consenta il ripristino della pace nell' area, consapevoli del fatto che la soluzione- dopo 60 anni di guerre- non può più essere l' ipotesi "due Stati per due popoli", ma il ritorno alla formulazione originaria dell' ONU stessa, che prevedeva la costituzione di uno Stato federale di Israele-Palestina.
    Il modello lo abbiamo, la Bosnia attuale, dove le cose stanno funzionando nella pace.
    Israele è una creazione artificiale dell' ONU, l' ONU ha tutto il diritto di ritornare sulla questione e di correggere facendo tesoro delle esperienze del passato e del presente.
    Ah, addirittura un bello stato binazionale.

    Un po' come il Libano, che non è binazionale, era bireligioso, ma presto diventerà "monoreligioso"...

    E tutto questo anche grazie ai palestinesi.

 

 

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