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Risultati da 1 a 10 di 49
  1. #1
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Il dopo Prodi è già iniziato

    Da l'Avanti

    Sono bastati tre mesi per liquidare i sogni e le speranze della sinistra italiana e per togliere coesione e iniziativa a quel variegato esercito che stava insieme solo con l’odio e l’insofferenza nei confronti di Silvio Berlusconi. Ora tutte le fragilità dell’Unione sono esplose in modo paralizzante: un esito elettorale contraddittorio e delegittimante; una presenza massiccia e agguerrita del massimalismo; tensioni patologiche e violente contraddizioni nella compagine di governo; la mancanza di una prospettiva politica che rafforzi il nucleo riformista. E l’opinione pubblica è rimasta profondamente delusa e poi irritata di fronte alle prime performance del governo. In primis la sceneggiata colorita di ministri che minacciano di dimettersi, che si autosospendono, che “esternano” su tutto con dilettantismo e veemenza ideologica, ossessionati da un’ansia disperata di autoreferenzialità. In secondo luogo il processo di liberalizzazione condotto all’insegna del dirigismo centralistico e del giacobinismo, con il risultato di un profondo isolamento sociale e di forti tensioni suscitate nel Paese. In terzo luogo la rinuncia alle modernizzazioni (Tav, Ponte di Messina, eccetera) e alle privatizzazioni: cioè la rinuncia alle sfide dello sviluppo sacrificato alla mistica del risanamento e alla vendetta ideologica classista (la retroattività sull’Iva). In quarto luogo la politica estera, in cui l’azione del governo appare impotente di fronte al ricatto degli antioccidentali: sull’Afghanistan, su Israele, su Hezbollah, su Hamas. E non è finita qui: basti ricordare gli scontri laceranti sulla bioetica, sull’indulto e si potrebbe continuare. In questo scenario di illusioni infrante, dove il tirare avanti giorno per giorno diventa una scommessa carica di incognite, Prodi ha scelto la mistica dell’autosufficienza, dell’arroccamento, della decretazione d’urgenza, dei voti di fiducia a raffica. Con una legittimazione elettorale incerta Prodi ha scelto la via della “tirannide della maggioranza” e dello svuotamento delle funzioni legislative del Parlamento; utilizza la fortissima presenza massimalista per reprimere e comprimere l’area riformista; brandisce a ogni piè sospinto la minaccia delle elezioni anticipate. E ora il Re Nudo imbocca la via del trasformismo, sperando di recuperare un supplemento di vita attraverso uno sparuto e raccogliticcio drappello di ascari. Ma chi mai salterà sulla nave che affonda? Tutti vedono i rischi di scissione dentro Rifondazione comunista, la crisi dei riformisti, il vasto scontento sociale e la palese presa di distanza dell’establishment. Perciò la via del trasformismo è la via maestra del suicidio politico. Di fronte al fallimento così palese ed eclatante dell’Unione, la via più limpida e coerente resta quella delle elezioni anticipate; certo è che le ragioni della politica possono rendere necessaria una fase di decantazione gestita da un governo istituzionale. Comunque i grandi partiti di massa devono guardarsi da disegni illuministici il cui esito può essere quello di allargare le aree del massimalismo, del radicalismo, del giustizialismo populistico. Quale prospettiva per la Casa delle libertà? Né arrocco, né inciucio; non servono le spallate, non servono i muscoli. Serve l’intelligenza, la flessibilità autorevole, la capacità di dialogo e di proposta della politica alta. Gestiamo quindi con lungimiranza, con organizzazione, con coesione, questo processo politico verso la nuova fase che è già iniziata.

    Gianstefano Frigerio

  2. #2
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    Francamente, dopo l'ancora recente fallimento del governo Berlusconi (niente crescita economica, debito e deficit sempre più pesanti, leggi "ad personam" e condoni a raffica, niente liberalizzazioni) mi aspetterei più prudenza da parte dei commentatori vicini alla CdL. Invece, 5 anni di fallimenti della CdL non sono bastati a convincerli. Però 3 mesi di primi atti del nuovo governo, secondo loro, costituiscono una prova inconfutabile a favore delle loro affermazioni.
    Sono proprio privi di qualsiasi senso della misura. E del pudore.

  3. #3
    Bananas
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    i bananas non sano più che scrivere... purtroppo l'azione di Prodi, per ora, va nel giusto orientamento... con berlusconi e la gang delle libertà proprie non abbiamo visto un bel niente...

  4. #4
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da Nebbia
    Da l'Avanti

    Sono bastati tre mesi per liquidare i sogni e le speranze della sinistra italiana e per togliere coesione e iniziativa a quel variegato esercito che stava insieme solo con l’odio e l’insofferenza nei confronti di Silvio Berlusconi.

    Gianstefano Frigerio
    Frigerio, Gianstefano


    Deputato della Repubblica. Forza Italia. Eletto in Puglia. Un nome, una garanzia. Già, ma qual è il nome? Nel collegio dove Silvio Berlusconi l’ha candidato, in Puglia, è Carlo Frigerio, com'era scritto sui manifesti. A Milano, dove da decenni fa politica, è Gianstefano. Eppure è sempre lui: come segretario regionale della Dc in Lombardia (e cassiere occulto del partito) ha incassato decine di tangenti, è stato arrestato tre volte tra il 1992 e il 1993, è stato coinvolto in molti processi. è accusato di aver accettato mazzette per le discariche lombarde, per il depuratore di Monza, per gli appalti alle Ferrovie Nord. Alcune tangenti le ha ammesse, pur minimizzando il proprio ruolo. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore.
    Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Ciò nonostante, dopo aver lasciato la Dc si è inventato una nuova vita come consigliere personale di Silvio Berlusconi e influente membro di Forza Italia, di cui dirige il centro studi. Mentre i giudici dell’esecuzione stavano esaminando le sentenze definitive che pesano su di lui per decidere il cumulo della pena da scontare, Gianstefano scompare e ricompare, in Puglia, Carlo: lì si è conquistato un bel seggio in Parlamento. Il 31 maggio, primo giorno di riunione della nuova Camera dei deputati, Frigerio è stato arrestato. Dovrà scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione (ma il giudice forse non conosceva il tasso di devianza di quell'ambiente...). Così Frigerio, che fuori dal Parlamento non puÚ votare perchè colpito da una pena accessoria che gli inibisce temporaneamente i diritti di voto, dentro il Parlamento vota e decide le leggi per tutti gli italiani.
    http://www.societacivile.it/primopia...candidati.html

    Cristiano

  5. #5
    Fu fgc.adelfia
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    Citazione Originariamente Scritto da Nebbia
    Da l'Avanti

    Sono bastati tre mesi per liquidare i sogni e le speranze della sinistra italiana e per togliere coesione e iniziativa a quel variegato esercito che stava insieme solo con l’odio e l’insofferenza nei confronti di Silvio Berlusconi. Ora tutte le fragilità dell’Unione sono esplose in modo paralizzante: un esito elettorale contraddittorio e delegittimante; una presenza massiccia e agguerrita del massimalismo; tensioni patologiche e violente contraddizioni nella compagine di governo; la mancanza di una prospettiva politica che rafforzi il nucleo riformista. E l’opinione pubblica è rimasta profondamente delusa e poi irritata di fronte alle prime performance del governo. In primis la sceneggiata colorita di ministri che minacciano di dimettersi, che si autosospendono, che “esternano” su tutto con dilettantismo e veemenza ideologica, ossessionati da un’ansia disperata di autoreferenzialità. In secondo luogo il processo di liberalizzazione condotto all’insegna del dirigismo centralistico e del giacobinismo, con il risultato di un profondo isolamento sociale e di forti tensioni suscitate nel Paese. In terzo luogo la rinuncia alle modernizzazioni (Tav, Ponte di Messina, eccetera) e alle privatizzazioni: cioè la rinuncia alle sfide dello sviluppo sacrificato alla mistica del risanamento e alla vendetta ideologica classista (la retroattività sull’Iva). In quarto luogo la politica estera, in cui l’azione del governo appare impotente di fronte al ricatto degli antioccidentali: sull’Afghanistan, su Israele, su Hezbollah, su Hamas. E non è finita qui: basti ricordare gli scontri laceranti sulla bioetica, sull’indulto e si potrebbe continuare. In questo scenario di illusioni infrante, dove il tirare avanti giorno per giorno diventa una scommessa carica di incognite, Prodi ha scelto la mistica dell’autosufficienza, dell’arroccamento, della decretazione d’urgenza, dei voti di fiducia a raffica. Con una legittimazione elettorale incerta Prodi ha scelto la via della “tirannide della maggioranza” e dello svuotamento delle funzioni legislative del Parlamento; utilizza la fortissima presenza massimalista per reprimere e comprimere l’area riformista; brandisce a ogni piè sospinto la minaccia delle elezioni anticipate. E ora il Re Nudo imbocca la via del trasformismo, sperando di recuperare un supplemento di vita attraverso uno sparuto e raccogliticcio drappello di ascari. Ma chi mai salterà sulla nave che affonda? Tutti vedono i rischi di scissione dentro Rifondazione comunista, la crisi dei riformisti, il vasto scontento sociale e la palese presa di distanza dell’establishment. Perciò la via del trasformismo è la via maestra del suicidio politico. Di fronte al fallimento così palese ed eclatante dell’Unione, la via più limpida e coerente resta quella delle elezioni anticipate; certo è che le ragioni della politica possono rendere necessaria una fase di decantazione gestita da un governo istituzionale. Comunque i grandi partiti di massa devono guardarsi da disegni illuministici il cui esito può essere quello di allargare le aree del massimalismo, del radicalismo, del giustizialismo populistico. Quale prospettiva per la Casa delle libertà? Né arrocco, né inciucio; non servono le spallate, non servono i muscoli. Serve l’intelligenza, la flessibilità autorevole, la capacità di dialogo e di proposta della politica alta. Gestiamo quindi con lungimiranza, con organizzazione, con coesione, questo processo politico verso la nuova fase che è già iniziata.

    Gianstefano Frigerio
    i soliti bananas...

  6. #6
    cercatore
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    Orcaloca, con questo direi che ci siamo detti tutto.....
    managuense

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Nebbia
    non servono le spallate, non servono i muscoli
    Infatti, ci avete già provato, ed è andata malissimo.


    Citazione Originariamente Scritto da Nebbia
    Serve l’intelligenza, la flessibilità autorevole, la capacità di dialogo e di proposta della politica alta.
    Se questo è ciò che serve vuol dire che per la CDL è finita

  8. #8
    kalashnikov47
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    Citazione Originariamente Scritto da Nikalte


    i bananas non sano più che scrivere... purtroppo l'azione di Prodi, per ora, va nel giusto orientamento...
    Sì, in Libano a far morire un po' di soldati e a fare da ascaro ad Israele.
    Complimenti vivissimi a tutti i mortadellas.

  9. #9
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    Predefinito Continuino pure, pare portino fortuna !

    Nei pochi mesi che sono trascorsi dalle elezioni, quante ne hanno raccontate ? Prima c'erano da ricontare i voti, a causa dei brogli (parlarono perfino di un seggio nel quale a Forza Italia erano stati attribuiti 37 voti anzichè 1037, dimenticandosi che seggi con 1037 elettori non ne esistono), poi i verbali, poi credo che ci fosse (o ci sia) la Giunta per le elezioni, poi ci fu la "spallata" delle regionali e quella del referendum, poi Prodi sarebbe dovuto cadere con l'elezione di Andreotti alla Presidenza del Senato, poi fu la volta del governo balneare e ora che l'estate è finita passano ad altro Che continuino, pare ci portino fortuna. Quello che mi scandalizza è che una testata storica come l'Avanti possa essere divenuta ricettacolo di tali sconcezze.



    Citazione Originariamente Scritto da Nebbia
    Da l'Avanti

    Sono bastati tre mesi per liquidare i sogni e le speranze della sinistra italiana e per togliere coesione e iniziativa a quel variegato esercito che stava insieme solo con l’odio e l’insofferenza nei confronti di Silvio Berlusconi. Ora tutte le fragilità dell’Unione sono esplose in modo paralizzante: un esito elettorale contraddittorio e delegittimante; una presenza massiccia e agguerrita del massimalismo; tensioni patologiche e violente contraddizioni nella compagine di governo; la mancanza di una prospettiva politica che rafforzi il nucleo riformista. E l’opinione pubblica è rimasta profondamente delusa e poi irritata di fronte alle prime performance del governo. In primis la sceneggiata colorita di ministri che minacciano di dimettersi, che si autosospendono, che “esternano” su tutto con dilettantismo e veemenza ideologica, ossessionati da un’ansia disperata di autoreferenzialità. In secondo luogo il processo di liberalizzazione condotto all’insegna del dirigismo centralistico e del giacobinismo, con il risultato di un profondo isolamento sociale e di forti tensioni suscitate nel Paese. In terzo luogo la rinuncia alle modernizzazioni (Tav, Ponte di Messina, eccetera) e alle privatizzazioni: cioè la rinuncia alle sfide dello sviluppo sacrificato alla mistica del risanamento e alla vendetta ideologica classista (la retroattività sull’Iva). In quarto luogo la politica estera, in cui l’azione del governo appare impotente di fronte al ricatto degli antioccidentali: sull’Afghanistan, su Israele, su Hezbollah, su Hamas. E non è finita qui: basti ricordare gli scontri laceranti sulla bioetica, sull’indulto e si potrebbe continuare. In questo scenario di illusioni infrante, dove il tirare avanti giorno per giorno diventa una scommessa carica di incognite, Prodi ha scelto la mistica dell’autosufficienza, dell’arroccamento, della decretazione d’urgenza, dei voti di fiducia a raffica. Con una legittimazione elettorale incerta Prodi ha scelto la via della “tirannide della maggioranza” e dello svuotamento delle funzioni legislative del Parlamento; utilizza la fortissima presenza massimalista per reprimere e comprimere l’area riformista; brandisce a ogni piè sospinto la minaccia delle elezioni anticipate. E ora il Re Nudo imbocca la via del trasformismo, sperando di recuperare un supplemento di vita attraverso uno sparuto e raccogliticcio drappello di ascari. Ma chi mai salterà sulla nave che affonda? Tutti vedono i rischi di scissione dentro Rifondazione comunista, la crisi dei riformisti, il vasto scontento sociale e la palese presa di distanza dell’establishment. Perciò la via del trasformismo è la via maestra del suicidio politico. Di fronte al fallimento così palese ed eclatante dell’Unione, la via più limpida e coerente resta quella delle elezioni anticipate; certo è che le ragioni della politica possono rendere necessaria una fase di decantazione gestita da un governo istituzionale. Comunque i grandi partiti di massa devono guardarsi da disegni illuministici il cui esito può essere quello di allargare le aree del massimalismo, del radicalismo, del giustizialismo populistico. Quale prospettiva per la Casa delle libertà? Né arrocco, né inciucio; non servono le spallate, non servono i muscoli. Serve l’intelligenza, la flessibilità autorevole, la capacità di dialogo e di proposta della politica alta. Gestiamo quindi con lungimiranza, con organizzazione, con coesione, questo processo politico verso la nuova fase che è già iniziata.

    Gianstefano Frigerio

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Nebbia
    Ma chi mai salterà sulla nave che affonda?

    Questo è da vedere....

 

 
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