Idee poche, ma confuse....
Da TGFIN
Alitalia spicca il volo a Piazza Affari, dove chiude la seduta con un guadagno dell'1,82% a 0,934 euro. Il mercato scommette ancora una volta sulle possibili alleanze della compagnia. E se fino a qualche giorno fa le indiscrezioni puntavano su una integrazione con Air France-Klm, ora si fa strada l'ipotesi di un asse con la tedesca Lufthansa, caldeggiata anche dal senatore Ds Brutti, segretario della commissione Lavori pubblici.
Non solo, ad alimentare le speculazioni la "cura dimagrante" in arrivo per Az Servizi, che avrebbe deciso di costituire tre newco, in cui far confluire le attività dei call center, dei servizi informatici e dei contratti e personale.
Ma a trainare il titolo oggi è soprattutto il cambio di rotta sullo scenario delle possibile alleanze per il salvataggio dell'ex compagnia di bandiera disegnato da Paolo Brutti.
Il senatore diessino, esperto dei dossier più caldi sul fronte trasporti e infrastrutture, ha bocciato senza remore l'asse Roma-Parigi perché, dice, "non funzionerebbe sul piano commerciale, non vi sono compatibilità da integrare", e mette invece sul piatto una nuova idea di nozze, quella con i tedeschi della forte Lufhansa alla quale, sostiene, fa molto gola il mercato italiano e la possibilita' di orientare il proprio baricentro verso i due hub Fiumicino e Malpensa.
E mentre fioccano le smentite, anche dall'Eliseo, circa l'esistenza di una trattativa italo-francese - avanzata dal quotidiano Le Parisien - avente per oggetto le rispettive compagnie aeree in cambio di un patto di non belligeranza da parte di Enel su Suez, con l'ipotesi Lufthansa Alitalia avrebbe la possibilità di un'alleanza con un partner forte, nella convinzione diffusa all'interno dell'attuale Esecutivo che da sola, in un mercato sempre piu' spietato, la compagnia non potrà sopravvivere a lungo.
Lo scenario prospettato dal quotidiano francese, secondo Brutti "non ha senso. Se un accordo è un merger e ha validità industriale sta in piedi da solo, senza bisogno di sommare due debolezze, altrimenti non si fa. Intanto, va detto che non si cerca un partner nella fase attuale mentre la società è debolissima e il suo valore è al minimo. Condizione sine qua non e' per evitare un'operazione che presenterebbe solo rischi e svantaggi - prosegue il senatore Ds - e' il riequilibrio dei conti. Prima l'aeroplano deve essere raddrizzato con i propri mezzi, quindi si cerca un partner valido, con caratteristiche sommabili alle nostre, sul terreno del network e non solo: una strada percorribile e non ancora abbastanza esplorata - afferma - e' quella con Lufthansa".
"C'e' un precedente - sottolinea Brutti - le due compagnie si conoscono gia', gli accordi con Lufthansa sui servizi di manutenzione hanno funzionato abbastanza bene. L'ipotesi di alleanza Air France non e' mai stata giustificata nei termini di complementarieta', ne' rispetto al network ne' alla flotta. L'aeroporto Charles De Gaulle e' allineato a Malpensa e Fiumicino lungo le direttrici nordamericane, il nostro sistema di hub ne verrebbe ulteriormente schiacciato, gia' non funziona su due scali, figuriamo su tre. Air France ci correrebbe incontro solo se avesse la certezza di poter sterilizzare Alitalia sul piano industriale".
"Attualmente vedo una situazione pericolosa: Alitalia e' una compagnia gracile su un mercato interno molto ricco: le regioni dell' Italia settentrionale volano molto, c'è una domanda forte che continua a crescere e che certo fa gola ai partner. Ma prima di tutto Alitalia deve equilibrare la propria situazione finanziaria correggendo elementi strutturali: attualmente ogni ora volata costa di più di quanto si incassa per passeggero, i proventi sono bassi e non si vendono i posti da business class. I costi per unità di prodotto sono più simili a quelli di una low cost, solo che poi Alitalia ha i costi di una compagnia tradizionale". Il presidente e ad Giancarlo Cimoli deve quindi "prima portare a termine la mission del riequilibrio dei conti". Alla base della sua riconferma recente da parte del Tesoro, "hanno contato le forti pressione delle banche che hanno sottoscritto il prestito Alitalia".
Nemmeno gli accordi di Lufthansa con Air One "rappresentano un ostacolo", secondo Brutti. Sul piatto della bilancia pesano di piu' i vantaggi; come ad esempio "una forte presenza della numero uno tedesca sull'Estremo Oriente, dove Alitalia brilla invece per assenza; la buona capacita' di tenuta sul traffico interno e sul corto raggio, oltre che sulle rotte internazionali. Inoltre, gli hub tedesco e italiani tra loro non si pestano i piedi, come invece accadrebbe con il principale scalo parigino, ma anzi rappresenterebbero un'opportunita' in piu' per i tedeschi".




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