
Originariamente Scritto da
gianni g.
Qualcuno finito male, tra l' altro...
Comunque eccolo li sul palco di Rimini, il solito sbruffone megalomane.
"Son condannato a restare, mezza Italia mi ama" (mica vero, per F.I. ha votato solo il 23,7% degli aventi diritto. Nel 2001 erano stati il 29,5. Resta solo per difendere meglio le sue aziende, la robba)
"Don Giussani un giorno mi disse che ero l' uomo della Provvidenza" (peccato gliel' abbia detto in privato, senza testimoni, e oggi non ci sia più per confermarlo)
Eppoi le usuali sparate contro i comunisti, l' euro, i brogli.
Il solito repertorio, la solita minestra riscaldata.
Ma era quello che la platea voleva sentire e lui li ha accontentati.
Una platea composta sopratutto da giovani sui 25-30, che se avessero barba e baffi alla Socci e un turbante in testa, potrebbero essere tranquillamente scambiati per dei mujaheddin khomeinisti. Giovani dall' aspetto emaciato (sospetto alcuni di loro indossino il cilicio), le spalle ricurve a causa del frequente prostrarsi a baciare l' anello al vescovo di turno, pieni di brufoli nonostante l' età per via della volontaria astinenza sessuale.
In compenso però protervi ed intolleranti. Eh si, perché tutta quell' energia repressa, alla quale è impedito sfogarsi in una sana attività sessuale, poi da qualche parte deve pur fuoriuscire.
Di preferenza nelle invettive e nei fischi contro chi non la pensa come loro, Epifani, Rutelli e la Binetti ad esempio.
Quest' ultima sommersa dai fischi non perché atea o musulmana, ché è cattolica osservante quanto se non più di loro, ma perché si è schierata con la sx e non con Berlusconi
Una contestazione politica, insomma.
Già, perché quando si arriva al dunque, i ciellini sono cosi poco cristiani da preferire i caimani divorziati che sulle tette e i culi televisivi hanno costruito un impero, a quella mezza suora della Binetti.
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