ROTTERDAM
L’incarico di Tariq Ramadan come consigliere della città di Rotterdam, con il compito di «stimolare» il dibattito sull’immigrazione e «costruire ponti» verso la comunità musulmana della seconda città olandese, sembra in pericolo. E il suo contratto con l’Università, da poco prolungato, è al centro di una vivace polemica che ha causato una scissione all’interno della coalizione che amministra la città.
I giudizi che Ramadan avrebbe espresso sugli omosessuali e le donne hanno rilanciato gli interrogativi sul suo incarico e, più in generale, sulle sue idee riguardo il ruolo dell’Islam nelle società europee. La rivista Gay Krant, che difende i diritti degli omosessuali, ha riprodotto il 21 marzo alcuni frasi dell’intellettuale svizzero di origine egiziana. Ramadan avrebbe detto che «l’Islam proibiva l’omosessualità», la quale sarebbe «un disturbo, una disfunzione, uno squilibrio». «Dio ha stabilito una norma che vuole che un uomo sia destinato a una donna e una donna a un uomo». A proposito delle donne, avrebbe evocato l’imperativo, per loro, di non preoccuparsi dell’aspetto, dei gesti, del profumo. Invitando alla «sobrietà», avrebbe sostenuto che questa consiste, per una donna che cammina per strada, «nel tenere sempre gli occhi fissi sull’asfalto». Uno dei difensori di Ramadan, Rik Grashoff, vicesindaco con delega all’ecologia e all’integrazione, ha condotto una controinchiesta. L’articolo, secondo Grashoff e lo stesso Ramadan, è «scorretto e tendenzioso», le frasi «tolte dal loro contesto». Anche se si oppone all’omosessualità, Ramadan mette al primo posto «il rispetto per la persona»
Il partito di Grashoff minacciava di lasciare la maggioranza se il contratto di Ramadan con la città fosse stato annullato. Ma sono stati i due vicesindaci del partito liberale Vdd a dimettersi, riducendo a un solo voto il vantaggio della coalizione che governa Rotterdam. Il sindaco Ahmed Aboutaleb, socialdemocratico (il primo d’origine straniera al vertice d’una grande città olandese), vuole evitare la crisi. «Portiamo avanti il dibattito sull’integrazione», ha detto, spiegando che la nomina di Ramadan era un elemento di questa ricerca, ma senza dubbio non «la migliore soluzione possibile». Ha poi spiegato che lui «non era presente» il giorno in cui è stata decisa la nomina di Ramadan, nel gennaio 2007. E che il dossier sarà «ripensato» fra qualche settimana, «forse con un nuovo approccio». Ora c’è chi sottolinea i risultati modesti del contributo di Ramadan: due rapporti e qualche decina di dibattiti in cambio di 27.500 euro l’anno e due giorni al mese da passare a Rotterdam. Invece l’università ritiene che la sua cattedra sia un successo. I suoi insegnamenti sarebbero «molto apprezzato» dagli studenti, tanto che il contratto è stato prolungato fino al febbraio 2011.
http://www.lastampa.it/redazione/cms...3213girata.asp




Rispondi Citando
ostridicolo:
