Riporto un pezzo di A. Mal. pubblicato su “Il Sole 24 Ore”.
ciao
af
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«Volete costruire un nuovo aeroporto? Almeno cercate di non spendere troppo, se no ce ne andiamo». La minaccia è stata rivolta in termini non troppo velati da EasyJet, la compagnia aerea a basso costo, alle autorità di Berlino. La capitale tedesca — impelagata da quindici anni nella discussione su cosa fare dei suoi tre aeroporti — è arrivata quest'anno alla decisione finale: chiudere Tempelhof (il più vicino) e Tegel, costruendo sul sito del terzo (Schoenefeld) un nuovo scalo: Berlin Brandeburg International (una vicenda che ai milanesi ricorda qualcosa).
EasyJet, però, non ci sta: i tempi di imbarco e sbarco nella nuova struttura si allungherebbero, «rendendo impossibile un utilizzo efficiente». Chi l'avrà vinta? Berlino sembra in una buona posizione: la lowcost locale Air Berlin ha detto che per lei il progetto va bene — «non ci sono né marmi né maniglie d'oro alle porte» — e ha accusato la rivale inglese di far la voce grossa «per difendere gli attuali sussidi». Una cosa è certa: come dimostrano le vicende seguite ai recenti attentati sventati a Londra, aeroporti e compagnie aeree sono sempre più in rotta di collisione.
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