Castrazione - I molti, troppo atti di violenza contro le donne rendono urgente una riflessione sui metodi da adottare per rendere le nostre città e le nostre vite più sicure. I recenti fatti di cronaca, da Milano a Chieti, sono solo gli ultimi esempi di una lunga serie di brutalità cui sono sottoposte le donne.
La castrazione chimica o chirurgica è il rimedio proposto dall'assessore alla Salute del Comune di Milano Carla de Albertis (An). "Questo - dichiara l'assessore - è l'unico modo per evitare la reiterazione di tali orrendi delitti". "Non possiamo restare con le mani in mano" aggiunge la De Albertis.
La castrazione chimica non è definitiva ed è causata da farmaci che agiscono sul cervello inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone. Molte persone considerano questa pratica più umana della castrazione vera e propria.
Posizioni a favore - "Non vedo altra soluzione che la castrazione chimica per i violentatori" sostiene l'europarlamentare di Alternativa Sociale e Segretario nazionale di Azione Sociale Alessandra Mussolini.
Anche Roberto Calderoli sostiene la proposta di Carla De Albertis. Proprio il vicepresidente del Senato Calderoli è stato il promotore di una proposta di legge che vedeva nella castrazione il rimedio necessario per "debellare questa piaga".
"La pratica della castrazione chimica è utilizzata in Europa in 5 Paesi e viene adottata anche in diversi Stati americani" spiega il vicepresidente del Senato. Secondo Calderoli, se al posto di castrazione si usasse il temine "androsospensione" non ci sarebbe nessuna polemica.
Posizioni contro - "Il Medioevo è finito" risponde il deputato dei Comunisti italiani Rosalba Cesini. "La proposta dell'assessore alla Salute di Milano per risolvere il problema delle violenze sessuali sulle donne è semplicemente aberrante" continua la Cesini, secondo la quale "alla brutalità di questi atti lo Stato non può rispondere con altrettanta brutalità". Anche per il deputato dei Comunisti italiani è da condannare ogni tipo di abuso sulle donne ma "la risposta che si deve dare a questi fenomeni deve essere innanzitutto culturale".




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