Terrorismo: una sanguinosa sceneggiata?
Le ignobili menzonge della stampa favorevole all'asse americano sionista, cioè la grande maggioranza dei centri di informazione, crescono in misura esponenziale con l'avvicinarsi di un conflitto con il mondo islamico, in particolare con Siria e Iran. Un conflitto che Israele vuole ad ogni costo con l'aiuto degli Stati Uniti e possibilmente trascinando anche l'Europa, accusata ad arte di "non capire il terrorismo".
Abbiamo già scritto cosa pensiamo dei gravissimi atti terroristici del passato. E' dai tempi delle "strategie della tensione" che sappiamo come in servizi segreti usino i terroristi , fanatici pilotati, per creare un atmofera adatta alle vere strategie dei burattinai del terrore.
In un sondaggio annunciato significativamente solo da RAI 3 il 70% degli italiani si è dichiarato ostile ad Israele e alla sua folle politica ( e in vari sondaggi la proporzione di anti israeliani in vari paesi europei . Svizzera compresa) era ancora maggiore) nonostante una propaganda che usa tutti i mezzi, dalla culla alla tomba per fare apparire gli ebrei come eterne vittime, anche quando sono chiaramente carnefici: si pensi all'orrore degli omicidi indiscriminati a Gaza, dove è in atto una vera politica di sterminio.
Di fronte a questo rifiuto di accettare menzogne evidenti da parte della pubblica opinione, la stampa parasionista accentua i toni parossistici, riempie le pagine di articoli di lacrimevoli testimonianze di israeliani ( il Corriere della Sera ha dedicato paginate alla morte del figlio di uno scrittore ebreo, David Grossman, pagine patetiche sul "dolore per quel lutto" ma il giovane Grossman era un carrista combattente, non Teresa di Calcutta: in comprenso il CdS dedica poche righe ai bambini - bambini, non soldati - che quotidianamente vengono assassinati dalle "eliminazione mirate" o dai bombardamenti tipo Cana) falsifica deliberatamente i fatti per un lavaggio del cervello sempre più insopportabile.
Componente essenziale del lavaggio del cervello è la dilatazione sino all'inverosimile del pericolo terrorismo islamico.
Che esiste ma è in primo luogo l'ultimo atto di una inevitabile radicalizzione del conflitto medio orientale dovuta ai decenni di piratesca politica sionista e in secondo luogo è un fenomeno del tutto marginale rispetto al terrorismo su vasta scala dell'asse israelo -americano e alla demenziale asimmetria tra un atto terroristico, pur grave, e la guerra "infinita", lo scontro di civiltà fino alla folle "guerra preventiva" di Bush e Tel Aviv che legittima qualsiasi crimine.
Si pensi alla guerra in Iraq e agli infiniti lutti, miseria e dolore che ha provocato agli iracheni senza che quel paese fosse minimamente implicato in atti di terrorismo.
Ma l'amplificazione del "pericolo terrorismo" è essenziale alla "strategia del terrore" internazionale, così come la legittimazione di un "terrorismo buono" contro quello "cattivo": ci vogliono portare ad una guerra che avrà conseguenze ancora inimmaginabili e solo instillando una colossale paura nell'opinione pubblica si riuscirà a creare fra la gente quella carica di "odio" ( sì , proprio la parola che da anni ormai viene usata ipnoticamente dalla stampa sionista: ci odiano, il seme dell'odio, odio qui e odio là: ma sono loro che odiano assai di più) necessaria all'accettazione di un conflitto disastroso per tutto salvo (forse) che agli interessi di Israele della cui sorte, chissà perchè, dovremmo tutti essere partecipi anche se in realtà non ce ne importa un fico secco, visto il suo comportamento.
Nella realtà si sta creando un clima di guerra effettiva in cui lentamente ma nemmeno troppo qualsiasi analisi obbiettiva diventerà collusione con il nemico, alto tradimento. E' la tecnica del Male assoluto: dal dopo guerra il Male Assoluto è la Germania naziionalsocialista, il Bene sono gli Ebrei. Da allora ogni avversario di Israele viene paragonato ad Hitler ( Nasser, Arafat, Khomeini, Saddam, Ahamadin Nejad) : e contro il Male assoluto tutti i mezzi sono leciti: quindi gli americano sionisti possono tranquillamente essere terroristi e torturatori, sono assolti.
La stampa italiana in questi giorni è andata in fibrillazione perchè le comunità islamiche hanno pubblicato a pagamento un'inserzione ( non c'è altro modo per comunicare con la pubblica opinione sulla stampa controllata e presti sarà vietato anche quello) in cui si dimostrava che l'esercito ebraica usava metodi anche peggiori della Wehrmacht. Ai sionisti gli si sono attorcigliate le budella ed hanno scatenato il solito coro dei crucifige: chi parla male di Israele è un terrorista.
Unico mezzo ormai per spaventare la gente che non crede - e sono sempre di più - che gli ebrei siano il Bene e gli Arabi il Male.
Ma cosè davvero questo terrorismo? Se si esamina da vicino la strategia della tensione è inevitabile porsi delle domande.
Innanzittutto questo terrorismo è spettacolare, funzionale cioè alla giustificazione di reazioni spropositate, senza però arrecare danni essenziali ai paesi colpiti ( parliamo ovviamente di Europa- USA, non di Israele dove il terrorismo dei kamikaze è vera guerra, così come il terrorismo dello Stato ebraico) .
Cosa si vuol dire con questo? Semplice. L'attacco alle due torri - a nostro avviso l'inizio pianificato di tutto come abbiamo già scritto - fece una strage di poveri diavoli ( stranamente quasi tutto il personale - specie direttivo - degli istituti della grande finanza ebraica erano fuori sede, quel giorno) ma non fece grandi anni finanziari salvo alle assicurazioni svizzere ( e alle compagie aeree, ma questo era inevitabile) e anzi permise ai bene informati di vendere azioni in anticipo guadagnando soldi a palate e tanto per cambiare ad essere rovinati in Borsa furono i meno informati.
Se il terrorismo fosse combattente...
Ora cosa dovrebbe fare in Occidente un'armata terrorista combattente? Non certo attacchi ad aerei o metropolitane che giustamente indignano l'opinione pubblica provocando però esclusivamente risultati negativi agli autori.
Dovrebbe fare cose molto più semplici e molto, molto più efficaci.
Un attentato areo come quello recentemente sventato dai servizi non deviati britannici , richiede una preparazione enorme e attentatori suicidi. Inoltre è difficilissimo da fare: lo spionaggio è capillare ( satelliti, intercettazioni, controlli di ogni genere) ed è quasi impossibile sfuggire.
Ma immaginiamo di dover organizzare un terrorismo di guerra, che in terminiu tecnici si chiama "sabotaggio".
Tutto è molto più semplice. Esempio. Si prendono tre o quattro camioncini, li si riempie di esplosivo e materiale infiammabile ( un'operazione molto più semplice che imparare a guidare un Boeing) li si porta nei tunnel del San Gottardo, del Monte Bianco, del San Bernardino e del Brennero e li si fanno esplodere. Abbiamo visto cosa è successo in un semplice incidente. Figurarsi un potente attentato: un simile atto bloccherebbe tutti gli accessi veloci dall'Italia e da parte del Mediterraneo all'Europa del Nord. Un danno enorme.
Ora simili attentati, con vaste comunità islamiche presenti in Europa, sarebbero facilissimi.
Parlamo solo dell'Italia ma é evidente che potrebbero essere organizzati in tutta Europa su obbiettivi diversi, mirati a paralizzare l'attività industriale e commerciale. La vena giugulare italiana è l'asse autostradadele dell'autostrada del Sole che unisce Nord e Sud: i viadotti appennici possono essere colpiti senta difficoltà con poche cariche di plastico. Per servire Milano occorrono 10.000 camions al giorno: basta provocare un gigantesco blocco stradale negli snodi nevralgicie e sarà il caos. Altro che due torri!
E naturalmente si possono ampliare a piacimento gli obbiettivi, dalle comunicazioni alle centrali elettriche. Tutti indifendibili. In poche settimane si aprirebbero i presupposti di una colossale crisi economica: e visto che l'obbiettivo dei terroristi non è l'Italia o la Francia ma Israele l'opinione pubblica si renderebbe conto che è meglio star fuori dal conflitto e lasciare gli USA e Israele fare le guerre che vogliono, anzichè pagare un prezzo altissimo per gli affaracci loro.
Se ciò non è ancora avvenuto è perchè gli islamici non hanno ancora portato la guerra in Europa.
Ma vogliono costringerli a farlo portando Israele in Europa. Questo è in questo momento l'obbiettivo micidiale delle forze sioniste, così come viene fatto con la Turchia, alleata (almeno a livello governativo: a livello popolare i turchi non amano affatto Israele) degli americanosionisti.
Il terrorismo è una manna per l'asse israelo americano: trasforma gli Stati europei in stati di polizia più facilmente controllabili, permette un giro di vite ulteriore alla libertä di opinione e dà maggior peso ai partiti collaborazionisti ( la fogna dei radicali italiani del bevitore di orina gIacinto Pannella , difensore di tutte le perversioni, definisce vergognosa ogni critica ai sionisti) prepara la strada a nuovi sanguinosi interventi.
Il miglior modo per liberarsi del pericolo terrorista sarebbe ovviamente e semplicemente bloccare l'immigrazione ed essere il più lontani possibili da Israele, la cui politica non merita alcuna simpatia.
Ma nessun giornale - nessuno- oserà sostenere una simile linea: il filo sionismo è obbligatorio. A tutto scapito del nostro futuro.




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