
Originariamente Scritto da
Libdx
Ragionando sul recente meeting di Cl mi sono chiesto: era veramente fuori luogo Berlusconi quando ha parlato dei Circoli della Libertà? O è stato più strano sentire Cesana che diceva no a questo possibile impegno da parte dei ciellini? Credo che, in questo caso, Berlusconi non abbia fatto una delle sue sparate, ma non si è reso conto che CL è mutata in questi ultimi anni. Premetto che io sono osservatore esterno, laico che non nutre alcuna simpatia verso CL. Però è successo qualcosa di importante: CL ha confermato il suo più totale appiattimento verso una visione della vita pubblica come un qualcosa di conforme o difforme dalla dottrina cattolica, o meglio da quei principi che la CEI definisce “non negoziabili”. Cl è sempre stato un movimento che conciliava i propri valori con l’impegno sociale, anche politico (non a caso bersani ha puntato molto su quest’aspetto nel suo intervento e non è stato poi trattato male..). Qualcosa è cambiato se CL esulta per Pera, Buttglione, Ferrara (l’anno scorso) e Berlusconi quando parla di italia cattolica agli italiani. CL ormai si è messa l’elmetto, proprio per questo non ha risposto favorevolmente alla richiesta di Berlusconi di attivarsi sul campo. Ormai sono battaglie di principio quelle che il movimento, e molti altri cattolici, vogliono condurre. In questo modo, però, CL rischia di perdere veramente la sua forza di movimento che si confronta con tutte le realtà. Ormai quella di CL è la linea CEI: vigilare su quei principi non negoziabili e ammonire tutti coloro che non rispettano questa linea (i fischi alla binetti e a rutelli). Penso che tutto questo sia un grosso errore. Un grande errore perché si rischia di perdere l’interessante complessità della religione cattolica (che dovrebbe riguardare tutti noi e non solo i cattolici!) a favore di una visione, da rispettare, ma molto limitata e con orizzonti ristretti. Del resto non tutto il mondo cattolico è su queste posizioni e mi chiedo se forse non è un semplice caso che quei movimenti cattolici che non hanno aderito a questa visione dello scontro di valori (ma anche di civiltà) siano quelli che si impegnano giorno dopo giorno sul campo e non fuggono l’ipotesi di impegnarsi in qualcosa di concreto. Da laico non sono contento che un movimento importante come CL si chiuda nei propri fortini e sposi ciecamente le idee di difesa dell’occidente e di intransigenza totale sui principi “non negoziabili” senza accettare il confronto. La dottrina cattolica, lo dico da osservatore esterno, è qualcosa di complesso, bello e interessante, ma non può essere ridotta sempre alla sola lotta contro quello che non è conforme.