User Tag List

Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 43
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Talking La svolta di Bossi: «Mai più secessione»

    Intervista al leader della Lega che detta la nuova linea: «Lombardia e Veneto pronte alla guerra contro il centralismo. E se lo Stato ci terrà schiavi chiederemo l’indipendenza» La svolta di Bossi: «Mai più secessione»
    di Adalberto Signore

    Adalberto Signore

    nostro inviato a Mezzoldo (Bergamo)

    Un sorso di Coca-Cola e via, l’ennesima spipacchiata di toscano. Se la gode Umberto Bossi, che più passano i giorni da quel lontano 11 marzo del 2004 e più migliora. Non solo nei movimenti e nel fisico, ma pure nell’umore e nel tono della voce. Il comizio a passo Ca’ San Marco, il valico a 1.850 metri di altezza che divide la Val Brembana dalla Valtellina, è finito da una mezz’ora e il Senatùr si concede un po’ di relax al «Ristorante del Sole».
    La Lega si prepara a una nuova stagione di lotta. E tra i militanti presenti al raduno più d’una volta s’è alzato il grido «secessione». Crede sia una strada ancora percorribile?
    «“Secessione” è una parola di cui sono nemico. Prima di tutto bisogna cominciare a essere padroni a casa nostra, altro che secessione. Sbagliano quei militanti che ancora la invocano, non ci crede più nessuno. Posso capire che nel cuore di tutti c’è l’indipendenza, ma ora servono proposte ragionate, strade democratiche. Poi, se davvero lo Stato centralista continuerà a tenerci schiavi, allora rialzeremo la bandiera dell’indipendenza. Indipendenza, non secessione».
    E la base più «di lotta»? Non c’è rischio che resti delusa?
    «A chi pensa di conquistare qualcosa facendo casino sa cosa dico?».
    Prego.
    «Dico “tanti saluti”. Se ci fosse un’altra via l’avrei già battuta, ma la verità è che non c’è e con le chiacchiere non si conquista la libertà. Noi siamo democratici, mica musulmani. Le scorciatoie portano al dirupo. Io non grido “secessione”, io grido “libertà”».
    Dunque si riparte da Lombardia e Veneto?
    «Saranno due armi potentissime. A settembre le regioni della Cdl chiederanno allo Stato quei soldi che ci vengono rastrellati sul territorio. È per questo che a quei militanti che hanno qualche perplessità sulla nostra permanenza nell’alleanza dico di essere più cauti. Perché la Cdl e Berlusconi hanno sempre mantenuto gli impegni, hanno sempre votato tutto. Ed è con loro che si può arrivare davvero al federalismo attraverso l’azione di Lombardia e Veneto. Lo faremo applicando la Costituzione che c’è, quella voluta dalla sinistra che prevede che le Regioni possano chiedere al Parlamento più autonomia su alcune materie specifiche. Insomma, in questo momento le Regioni come istituzioni possono ottenere molti più risultati di quanti ne possa portare a casa Bossi o la Lega».
    Non teme che Formigoni possa scavalcarvi? In Lega c’è più d’un malumore per quello che molti considerano un eccessivo attivismo...
    </B>«Meglio che il federalismo diventi la bandiera di tutti, vuol dire che finalmente si realizzerà. Poi gli storici scriveranno che il merito è della Lega. E la gente lo sa bene».
    Oltre a Lombardia e Veneto è ipotizzabile che questa richiesta arrivi anche dalle province, per esempio da quelle del Piemonte che hanno votato sì al referendum?
    «La Costituzione vigente, che è un’ottima Costituzione, prevede che lo possano fare solo le Regioni. Ma visto che Lombardia e Veneto mantengono in piedi il bilancio dello Stato, è prevedibile che poi ci sia un effetto a catena. Insomma, non credo che le altre Regioni possano permettersi di rimanere inerti senza che i cittadini a cui devono rendere conto non si facciano sentire».
    Calderoli ha proposto di reinsediare il Parlamento del Nord. Che ne pensa?
    «Un’ottima cosa, abbiamo bisogno di un laboratorio che rastrelli idee da tradurre poi in azione politica».
    Dei tanti giovani leghisti arrivati in Parlamento c’è qualcuno che se la sta cavando meglio?
    «Sono tutti bravissimi».
    Qualche nome?
    «Giorgetti, come sempre. O Cota, che siccome è avvocato si occupa della miriade di processi che ho a carico».
    La Lega è l’unico partito che in Commissione ha scelto di astenersi sul voto della missione in Libano. Quando il decreto arriverà in Aula come vi comporterete?
    «Voteremo a favore, non possiamo certo andare contro l’Onu. Eppoi bisogna cercare di mettere un po’ d’ordine in Medio Oriente perché quando ci sono le guerre scappano milioni di persone e poi ce le ritroviamo tutte qui».
    Come valuta la fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo?
    «Una è di Milano, l’altra di Torino. Finalmente hanno fatto una grande banca del Nord che avrà a cuore gli interessi delle nostre imprese».
    Quello che aveva auspicato il Carroccio con l’Opa di Bpi su Antonveneta?
    «Sono andati a finire dove noi avevamo iniziato».
    Delle liberalizzazioni di Bersani cosa ne pensa?
    «Mi sembra che questo governo manchi di saggezza. Ad esempio con i tassisti. Hanno in mano le città, le bloccano quando vogliono e sono andati a toccare proprio loro. E per cosa? Cosa ci guadagna la gente comune se liberalizzano le licenze?».
    E le nuove iniziative fiscali di Visco?
    «In un modo o nell’altro la sinistra è sempre il partito delle tasse e della poca libertà. Sono riusciti a fare incazzare tutti, se ci fossero ora le elezioni andrebbero sotto. La marcia della pace ad Assisi lo dimostra. Per la prima volta non si sono schierati contro l’intervento ma con l’Onu. E l’hanno fatto solo per tenere in piedi un governo amico. I sondaggi li hanno anche loro e sanno che uno strappo ora potrebbe essere fatale. Ma fra poco arriverà il momento di mettere mano alla Finanziaria. E di lì non ne usciranno vivi».

    Adalberto Signore


    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    POLITICA
    IL RADUNO A CA’ SAN MARCO I MILITANTI GRIDANO «SECESSIONE», NON SI FANNO VEDERE NE’ MARONI NE’ CASTELLI

    Bossi gela le camicie verdi
    «C’è solo la via democratica»

    Il leader della Lega: Berlusconi fa quello che vogliamo noi

    28/8/2006
    di Marco Castelnuovo




    Umberto Bossi
    CA'SAN MARCO. Umberto Bossi lo ha ribadito anche nel primo pomeriggio davanti a un piatto di polenta all’albergo Sole di Mezzoldo, in provincia di Bergamo: «La Lega deve insistere sulla via democratica, è l’unica strada», ha detto il Senatùr ai suoi. Roberto Cota, deputato piemontese, e Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, che con lui dividevano il tavolo, hanno capito. Il raduno delle camicie verdi di Ca’ San Marco che si è svolto allo confine storico tra la Lombardia e il Veneto, poteva trasformarsi anche in un boomerang.

    Ca’ San Marco è un tradizionale appuntamento di fine agosto dei leghisti bergamaschi. Quest’anno Calderoli lo ha caricato di valenza nazionale riesumando le camicie verdi e facendo partire da questo rifugio a 2000 metri d’altezza la raccolta delle firme contro il disegno di legge che abbassa i termini per ottenere la cittadinanza italiana. La legge non c’è ancora e le firme non hanno valenza giuridica, ma «ci portiamo avanti - dice Calderoli - prima facciamo il referendum, prima evitiamo che tutti questi extracomunitari diventino italiani».

    La giornata è molto bella, il cielo è terso: le camicie verdi, almeno cinquecento, sono venute da Zogno o da Morbegno fino al passo solitamente meta dei ciclisti. A salire è la pancia del partito, la cosiddetta Lega di lotta: senza governativi (Maroni, Castelli e Giorgetti sono rimasti a casa) ma con Borghezio e il redivivo Erminio Boso in prima fila. Il «protocollo» prevede l’alzabandiera (il Sole delle Alpi) e la mano sul cuore all’«inno nazionale» (il Va’ pensiero di Verdi) e poi gli interventi. Comincia un Calderoli abbronzantissimo (lui giura: «è il sole di Bergamo»), l’unico in grado di fare da trait d’union tra Lega di lotta e quella di governo. La mise è già un programma: camicia verde, pantaloni corti e scarpe padane tutte bianche con la scritta (in verde) Lega Nord. Oltre agli attacchi alla legge sulla cittadinanza, l’ex ministro se la prende con Pisanu, colpevole di avere chiesto un «tagliando» alla Bossi-Fini e responsabile nel «non aver vigilato sui brogli della sinistra alle scorse elezioni». Tra i fischi al deputato di Forza Italia, Calderoli emette la sentenza: «Meglio un morto in casa che un democristiano al ministero dell’Interno».

    Le camicie verdi si scaldano, partono i cori «Secessione! Secessione!», il vicepresidente del Senato li solletica annunciando che il raduno di Venezia di metà settembre ricalcherà quello di dieci anni fa, quando i lumbard erano soli contro tutti e volevano la secessione. Anche quest’anno si parte dal Monviso, alle foci del Po, e si arriva nella città lagunare domenica 17 a bordo di un battello che salperà da Cremona. Calderoli chiede anche che si rinverdiscano i fasti del Parlamento padano e i cinquecento applaudono sempre più convinti. Rilancia Cota: «Anche il Piemonte è parte integrante del progetto di autonomia che chiedono Lombardia e Veneto. Il referendum parla chiaro: abbiamo vinto in cinque province su otto e siamo pronti a vincere la guerra nella trincea di Torino, dove Chiamparino ha vinto con i soldi che gli abbiamo dato noi per fare le Olimpiadi».

    Ma quando arriva Bossi, accolto dalle celtiche cornamuse, le cose cambiano. Impiega dieci minuti per quello che dovrebbe essere il suo unico comizio: attacca la legge sulla cittadinanza («la vicenda di Hina dimostra che l’integrazione non si conquista con gli anni che uno passa in Italia») e la sinistra colpevole di «barattare la nostra identità per un pugno di voti». Chiude rassicurando i suoi: «Berlusconi fa quello che vogliamo noi», poi si siede e ascolta. Interviene tra gli altri anche Angela Maraventano, da Lampedusa, animatrice del Comitato anti-sbarchi, avvelenatissima per quello che sta succedendo sull’isola.

    Ma Bossi è inquieto e decide di prendere la parola altre due volte. E spiazza la platea. Dice che i carcerati devono avere un lavoro, perché anche loro devono avere «la via della speranza», che gli immigrati «sono dei disperati e vanno aiutati a casa loro». Per questo lancia il progetto di costruire in Africa le infrastrutture necessarie per portare l’acqua potabile: «Dobbiamo obbligarci a farlo altrimenti continueranno gli sbarchi». Chiede alle Guardie Padane di aggiungere il simbolo della Protezione civile italiana sulle camicie verdi per far capire che noi «siamo dalla parte della gente e non contro».

    E soprattutto mette in guardia i suoi: «La parola indipendenza ce l’abbiamo stampata nel cuore ma l’unica via possibile è il federalismo da conquistare a Costituzione vigente». Il popolo padano si raffredda un po’, complici i nuvoloni che si stanno addensando sul passo. Bossi conclude: «Le scorciatoie ci porterebbero solo al dirupo. Dobbiamo stare dentro i confini democratici. No a strappi che ci porterebbero fuori dalla democrazia, che è un valore assoluto». Alza il pugno, intona il grido «Libertà! Libertà!» e se ne va, mentre comincia a piovere. Il cielo ora è nero, come l’umore di qualche camicia verde.

  3. #3
    Zero Sen
    Ospite

    Predefinito

    Tanti saluti a te, Umberto!

  4. #4
    Il Patriota
    Ospite

    Predefinito

    La parola indipendenza ce l’abbiamo stampata nel cuore ma l’unica via possibile è il federalismo da conquistare a Costituzione vigente

    vero e proprio ossimoro. Per i greci erano paralogismi (contro la logica), cioè puri e semplici errori di ragionamento.

  5. #5
    Zero Sen
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Il Patriota
    vero e proprio ossimoro. Per i greci erano paralogismi (contro la logica), cioè puri e semplici errori di ragionamento.
    L'omino è un po' confuso...

  6. #6
    independent
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    7,807
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Abbandoniamolo all' oblio

  7. #7
    Barbudo
    Ospite

    Predefinito

    Da non leghista dico che alla fine dei conti Bossi non ha torto.
    In politica, oggi, bisogna essere soprattutto razionali e realisti. I sognatori andavano bene fino a trent'anni fa.
    Chi si proclama secessionista, spieghi come può fare per raggiungerla. Con le armi? quello sarebbe l'unico modo...e dopo? dopo che hai balcanizzato l'Italia cosa hai risolto? coi cararmati della Nato sotto casa?!?
    L'indipendentismo, come dimostrano i popoli che lo perseguono (vedasi baschi) ha raggiunto buoni risultati.
    Detto ciò...a me va bene com'è il paese.

  8. #8
    Zero Sen
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Barbudo
    Da non leghista dico che alla fine dei conti Bossi non ha torto.
    In politica, oggi, bisogna essere soprattutto razionali e realisti. I sognatori andavano bene fino a trent'anni fa.
    Chi si proclama secessionista, spieghi come può fare per raggiungerla. Con le armi? quello sarebbe l'unico modo...e dopo? dopo che hai balcanizzato l'Italia cosa hai risolto? coi cararmati della Nato sotto casa?!?
    L'indipendentismo, come dimostrano i popoli che lo perseguono (vedasi baschi) ha raggiunto buoni risultati.
    Detto ciò...a me va bene com'è il paese.
    Il tuo ragionamento non è politicamente errato.
    Comunque separazioni sono avvenute anche senza bisogno di balcanizzazioni: la Slovacchia è un esempio.

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    10 Feb 2005
    Messaggi
    601
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Comunque apprezzo di piu' la retromarcia dichiarata e plateale di Bossi che le menzogne e le bugie che l'abbronzata Roberta e l'eunuco Floby continuano a raccontare ai militanti.

  10. #10
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    19 Sep 2005
    Località
    Oggiono (LC)
    Messaggi
    19,232
    Mentioned
    18 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Vlassov, un saluto dalla Cap.


 

 
Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Borghezio: O Bossi ministro o secessione
    Di leone di giuda nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 48
    Ultimo Messaggio: 08-04-08, 14:23
  2. Bossi: mai piu' secessione
    Di cangaru' nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 30-08-06, 00:38
  3. Bossi: secessione addio
    Di aussiebloke (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 38
    Ultimo Messaggio: 21-11-05, 00:56
  4. Bossi:se salta la devolution,è secessione
    Di Dragonball (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 20-11-02, 03:56
  5. Bossi , Venezia e la secessione
    Di mbragadin nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 17-09-02, 00:52

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226