In progetto la riedizione dell’importante “volumetto” del 1988 con un aggiornamento. Offrire il proprio contributo è possibile.

Ancora oggi il così detto "ambiente di destra" nelle sue varie espressioni e autodefinizioni, nel bene e nel male, con intelligenza o con stupidità, in termini di autenticità o di fuorviante polemica non può prescindere da un evento straordinario: la pubblicazione nel 1963 di Cavalcare la tigre. Ne abbiano coscienza oppure no i soggetti che si muovono in quell'area, è a partire da li, da quella pubblicazione, che si determina un passaggio irreversibile verso una nuova dimensione dell'agire nel sociale da parte dell'uomo differenziato. Centrale in quel libro è l'elaborazione che parte dal concetto di apolitìa per cui la militanza politica, al limite, può essere assunta come fattore tattico e non più come condizione della specificità del tipo umano tenuto in considerazione da Evola fin dal suo esordio come teorico.
"Apolitìa - dice Evola - è la distanza interiore, irrevocabile, da questa società e dai suoi 'valori'; è non accettare di essere legati ad essa per un qualche vincolo spirituale o morale". E' da passaggi come questo che orecchianti e lettori superficiali hanno potuto trarre conclusioni assolutamente non pertinenti, buone per giustificare la propria personale indole o inclinazione morale.
Di questa attitudine dovuta a superficialità o mancanza di mezzi idonei per una corretta valutazione, in quanto animatori delle Edizioni Barbarossa ce ne eravamo accorti nel 1988. Per quella ragione stampammo con i poveri mezzi che allora ci erano consentiti un volumetto dal titolo: Tradizione e/o Nichiilismo? la cui stesura è dovuta ad Alessandra Colla, Carlo Terracciano e Omar Vecchio. Il libretto è ancora disponibile, ma reputiamo necessaria una nuova edizione. In primo luogo per porre rimedio alla deficienza grafica e alla qualità di stampa di allora e, in secondo luogo, perché se i tre interventi e la relativa appendice valgono ancora, alla luce dell'attuale situazione urge un aggiornamento e un ampliamento.
Per tale ragione intendiamo aprirci ai contributi di quanti ci seguono e condividono con noi il percorso intrapreso.
Noi sosteniamo la tesi che l'Evola di Cavalcare la tigre rappresenta a tutt'oggi la piattaforma teorica da cui partire per elaborare le forme di resistenza e contrattacco al mondo moderno. Quel che ci attendiamo dai contributi di quanti vogliono intervenire è la rilettura e rielaborazione di "Cavalcare" sulla scorta degli accadimenti che vanno dal 1969 ai giorni nostri. Rilettura e proposta di progettualità per un nuovo soggetto aggregato (gruppo primario) impegnato per il mutamento, presente nel sociale (politico) con chiara coscienza dell'attuale condizione del contesto e dei tempi in cui si opera.