FISCO: SCATTATI CONTROLLI IN DISCOTECA, EVASI META' INCASSI
(ANSA) - ROMA, 29 ago - Il fisco va in discoteca a caccia di
evasione fiscale. Gli ispettori dell' agenzia delle entrate,
insieme a quelli della Siae hanno setacciato lo scorso fine
settimana 13 discoteche sulle riviere liguri ed hanno scoperto
che in media non veniva dichiarata almeno la metà degli
incassi. In un caso gli ispettori hanno trovato un incasso
cinque volte superiore al dichiarato.
Ad annunciare i risultati di quella che viene definita l'
operazione "Ve.n.e.r.di (verifica notturna e riscontro
discoteche)" è stata l' Agenzia delle Entrate. Un centinaio di
ispettori dell'Agenzia delle Entrate e della Siae (Società
Italiana Autori ed Editori) lo scorso fine settimana sono stati
impegnati in Liguria a controllare palmo a palmo i locali e i
ritrovi notturni più rinomati e frequentati delle due Riviere.
"A partire dalle 22 di venerdì 25 agosto, sotto il
coordinamento della direzione regionale ligure
dell'Amministrazione fiscale, 80 funzionari delle Entrate -
appartenenti a dieci uffici della Liguria e al nucleo operativo
della direzione regionale - affiancati da 20 funzionari Siae,
per tutta la notte hanno passato al setaccio 13 locali, cinque
in provincia di Savona, due in quella di Imperia, uno nello
Spezzino e cinque a Genova e provincia".
Durante le ispezioni - spiega l' Agenzia - i funzionari del
fisco hanno piantonato i registratori di cassa per l'intero arco
di apertura dei locali, riscontrando salvo alcune eccezioni -
introiti effettivi mediamente pari al doppio degli incassi
registrati in corrispondenti serate di settimane precedenti. In
un caso, in particolare, è emerso un incasso cinque volte
superiore. I titolari di una discoteca che, per il 2004, non
avevano presentato alcuna dichiarazione, sono poi risultati
addirittura essere evasori totali.
Le squadre di verificatori hanno anche svolto controlli per
quanto riguarda i contributi previdenziali Inps ed Enpals,
individuando 29 lavoratori "in nerò - fra cui quattro dee-jay
- e compensi "fuori busta" per lavoratori regolarmente
assunti, per i quali però veniva annotato un orario di lavoro
giornaliero inferiore a quello prestato.
"L'operazione sarà ripetuta anche in futuro - è scritto
nel comunicato - ed ha avuto pure lo scopo di verificare la
genuinità dei dati forniti da discoteche e locali da ballo in
funzione degli studi di settore, che consentono di determinare i
ricavi in base a elementi come il numero di punti bar, il prezzo
delle consumazioni, la metratura del locale, la presenza di
piscina e il numero delle piste da ballo". In diversi casi, i
funzionari del fisco hanno riscontrato differenze tra lo stato
di fatto e le dichiarazioni degli esercenti. Inoltre hanno
segnalato ai Vigili del Fuoco le situazioni in cui era stata
superata la capienza massima prevista nella licenza.
Sono stati poi anche individuati locali che si sono
dichiarati a "ingresso libero e consumazione facoltativa", dai
quali però, in realtà, non è possibile uscire se non
mostrando la contromarca dell'avvenuta consumazione. "Questo
comportamento, apparentemente innocuo - prosegue la nota -
nasconde una forte evasione, sia per l'imposta sugli
intrattenimenti sia per quanto riguarda l'Iva. E, proprio per
regolamentare questo aspetto, sono state introdotte recentemente
nuove norme con la legge Bersani-Visco che prevedono aliquote
differenziate a seconda del tipo di biglietto di ingresso, con o
senza consumazione.
(ANSA).




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