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marea
Prodi si beve la spremuta di partite Iva di ATTILIO BARBIERI
Conti spiati, cauzioni per lavorare con l'estero, ispezioni preventive: il cerchio si stringe sugli autonomiROMA Da domani il Grande fratello fiscale passerà al setaccio i nostri conti correnti. E lo farà con una efficienza assai superiore rispetto al passato. Come anticipato ieri da Libero, infatti, l'Agenzia delle entrate ha aggiornato i dati presenti nell'anagrafe tributaria, che ora sono corretti al 98 per cento, mentre prima la corrispondenza fra i profili dei contribuenti e i dati utili a individuare eventuali "anomalie" non arrivava al 73 per cento. Forte di questo database fiscale l'Agenzia delle Entrate e Riscossione Spa - che ha preso il posto dei 42 concessionari locali - rinforzate dai super esperti della Guardia di Finanza, cominciano da domani a mettere il naso nei nostri movimenti bancari. Questo vale indistintamente per tutti i contribuenti. Ma nella stretta fiscale che scatterà a ore, un capitolo importante riguarderà i titolari delle partite Iva e soprattutto quanti ne apriranno una d'ora in poi. E quella che in molti cominciano a definire "spremuta di partite Iva" rischia di essere più radicale del previsto. I controlli, infatti, anziché scattare a posteriori, arrivano subito, prima ancora che l'amministrazione fiscale attribuisca il numero di partita Iva al richiedente. In base al decreto Bersani, approvato dal Parlamento appena prima della pausa estiva, infatti, le verifiche partono al momento in cui la domanda viene inoltrata attraverso uno qualsiasi dei canali previsti: uffici finanziari, registro delle imprese e intermediari abilitati. I riscontri, condotti dall'Agenzia delle entrate con il supporto della Guardia di Finanza comportano una serie di verifiche incrociate che nel gergo vengono definite "monitoraggio". In realtà la posizione del richiedente verrà passata al setaccio. E fra i tributaristi c'è chi arriva a immaginare che il meccanismo delle verifiche preventive rischia di diventare una trappola: in base alle norme introdotte dal decreto Bersani, oltre ai controlli elettronici è previsto infatti che il richiedente possa ricevere una visita della Polizia Tributaria sul luogo destinato a ospitare l'attività d'impresa. Prima ancora che abbia cominciato a operare. Il meccanismo delle verifiche - fanno sapere all'Agenzia delle Entrate non congela l'attribuzione del numero di partita Iva. Ma è una magra consolazione: lo stop può arrivare in qualunque momento, anche dopo aver richiesto informazioni aggiuntive al malcapitato lavoratore autonomo. Chiunque, ottenuto il sospirato via libera, abbia in previsione di acquistare alcunché da uno qualsiasi dei Paesi aderenti all'Unione europea, deve però mettere in conto una garanzia assai onerosa. Il solito pacchetto Bersani prevede che per i cosiddetti "acquisti intracomunitari" il titolare di partita Iva offra in garanzia una fidejussione di importo non inferiore a 50mila euro. Quest'ultimo provvedimento non colpirà indiscriminatamente tutti ma soltanto alcune categorie di contribuenti che verranno individuate dall'Agenzia prima che la norma entri in vigore, il 1° novembre. Chiunque volesse avviare una attività in proprio è avvertito. C'è tutto il tempo per ripensarci.
http://libero-news.dnsalias.com/libe...n=31%2F08%2F06
certo che con questi presupposti anche burocratici chi avrà piu' voglia di intraprendere un'attività in proprio?