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  1. #1
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    Predefinito Prodi, Annan, Hezbollah

    Il Foglio, 29/08/2006
    Hezbollah non disarma e lo dice, Prodi e Annan fingono di non sentire
    L’Italia va in Libano fidandosi del premier Siniora. Il Partito di Dio non accetta la risoluzione 1.701 e smentisce Roma
    --------------------------------------------------------------------------------
    Roma. Il governo italiano ha approvato, ieri, il decreto sulla missione militare in Libano, con circa 2.500 soldati. Il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, ha parlato di “forte ripresa dell’iniziativa internazionale per la pace nell’intera regione”. Da Beirut, prima tappa di un tour di undici giorni in medio oriente, Kofi Annan, ha detto che “il disarmo di Hezbollah e il controllo dei confini sono importanti per l’unità nazionale del Libano”. Il segretario generale dell’Onu ha incontrato il premier Fouad Siniora e il ministro dell’Energia, Mohammed Fneish, membro di Hezbollah. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha evitato di rispondere nel merito ai giornalisti che chiedevano lumi sul netto rifiuto da parte del ministro del Lavoro libanese, Tarrad Hamade, dirigente di Hezbollah, di ogni ipotesi di disarmo delle milizie: “Le regole d’ingaggio sono chiarissime, poi ognuno fa le sue dichiarazioni”. La posizione di Hamade non riguarda le regole d’ingaggio, né si limita a essere semplice propaganda, evidenzia invece un secco rifiuto del senso complessivo della risoluzione 1.701 dell’Onu, mostrando un’ambiguità di fondo, non risolta, legata al documento. Nonostante Annan, ieri, abbia detto di avere ottenuto dal governo libanese e da quello israeliano l’impegno a rispettare la risoluzione 1.701, Hezbollah, protagonista del conflitto, accetta soltanto la prima parte della risoluzione: il cessate il fuoco, ma rifiuta di collaborare alla soluzione politica. Non ha mai infatti annunciato un disarmo.
    L’ipoteca che grava sulla missione dell’Unifil in Libano non riguarda più le regole d’ingaggio, ma proprio il rifiuto della principale condizione posta dallo stesso Prodi alla missione: Hezbollah continua a non accettare nel suo complesso la risoluzione 1.701 (mentre Israele l’ha approvata integralmente).
    A tutt’oggi, non esiste una sola dichiarazione o un solo documento ufficiale in cui il leader del Partito di Dio, Hassan Nasrallah, accetta le prescrizioni della 1.701. A fronte di questo significativo vuoto, Prodi sostiene che il 17 agosto il premier libanese Fouad Siniora “ha assicurato che Hezbollah ha accettato le disposizioni della risoluzione 1.701 e che collaborerà con la forza dell’Onu”. L’assicurazione non trova nessun riscontro ed è anzi smentita da Nasrallah e dai dirigenti di Hezbollah (e dai loro partner iraniani e siriani). In particolare, il leader sciita rigetta apertamente, con parole non equivocabili, il richiamo – ribadito dalla 1.701 – alla risoluzione 1.559 del 2004 che intimava il disarmo di Hezbollah: “Rispetteremo la cessazione delle ostilità; ma la guerra non è ancora finita. Continueremo la resistenza fino a quando il nemico continuerà l’aggressione. Non è il momento per discussioni pubbliche sul disarmo di Hezbollah, è immorale parlarne adesso. Qualcuno afferma che il disarmo della resistenza è la condizione essenziale per uno stato libanese forte. Io penso esattamente il contrario”.

    Assicurazioni di seconda mano
    Questa posizione è sostenuta dal presidente libanese, Emile Lahoud: “In queste condizioni non è possibile richiedere il disarmo della resistenza senza risolvere prima i problemi che la resistenza solleva”. La voluta confusione – in cui i paesi che mandano i contingenti militari, Italia in testa, non si fanno carico di ottenere una accettazione aperta e piena da Hezbollah della risoluzione dell’Onu, accontentandosi di assicurazioni di seconda mano di un premier libanese che è ostaggio politico di Hezbollah – costituisce un’ipoteca drammatica. Si prospetta, infatti, la ripetizione del quadro tipico delle missioni dell’Onu, a partire da quella del Congo del 1961, in cui fu massacrato Patrice Lumumba: le faticose mediazioni lessicali degli ambasciatori, definite nell’asettico Palazzo di vetro, le volute ambiguità delle risoluzioni, sono meccanicamente trasferite su un terreno di battaglia, in cui vigono ben altre regole.
    Si inviano poche migliaia di Caschi blu a far da barriera tra eserciti armati in totale vuoto di strategia
    . La Francia, che ha ben chiara l’inattendibilità delle assicurazioni di Siniora su Hezbollah, non a caso ha tergiversato a lungo, richiedendo all’Onu la garanzia di regole d’ingaggio precise. L’Italia, invece, punta a un protagonismo effettivo del contingente internazionale, alla sua capacità di contribuire a impostare scenari di pace, non disarmando direttamente Hezbollah, ma assistendo il governo e l’esercito libanese ai quali la 1.701 assegna il compito. Ma l’esercito libanese è molto debole e ha limitata operatività sul piano militare.


    Piccolo quesito: ma se appena appena un camion carico di armi passa davanti ai soldati onu, questi che fanno?
    se chiedono che vengano consegnate e gli viene risposto di no?

    io la vedo brutta.

  2. #2
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da svicolone
    Piccolo quesito: ma se appena appena un camion carico di armi passa davanti ai soldati onu, questi che fanno?
    se chiedono che vengano consegnate e gli viene risposto di no?

    io la vedo brutta.
    Il disarmo di Hezbollah è una barzalletta,comunque la si rigiri,ma i cashi blu NON hanno questo compito.
    Le armi per Nasrallah arrivano dalla Siria,quindi hanno kilometri di confine prima di farle passare davanti ai soldati Unifil,non"credo" ci sarà occasione.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc
    Il disarmo di Hezbollah è una barzalletta,comunque la si rigiri,ma i cashi blu NON hanno questo compito.
    Le armi per Nasrallah arrivano dalla Siria,quindi hanno kilometri di confine prima di farle passare davanti ai soldati Unifil,non"credo" ci sarà occasione.
    ergo, la risoluzione 1701 è una barzelletta.
    e si mandano 2500 uomini a cinquemila euro al mese per sostenere una barzelletta?

  4. #4
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da svicolone
    ergo, la risoluzione 1701 è una barzelletta.
    e si mandano 2500 uomini a cinquemila euro al mese per sostenere una barzelletta?
    Serve per far cessare (momentaneamente) le ostilità.
    Non è affatto una missione "risolutiva",ma è utile e più plausibile moralmente di quella in Iraq.

  5. #5
    echeneso
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    le ostilità sono cessate perchè così ha voluto israele

  6. #6
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    Orgoglio e reticenza
    D'Alema non spiega come si fermerà il riarmo di Hezbollah

    Dall'intervista del ministro D'Alema al "Corriere della Sera" non provengono purtroppo quei chiarimenti utili sullo scopo della missione Onu nel sud del Libano a cui partecipano le nostre forze militari, che pure avremmo gradito ricevere. Tanto che il ministro degli Esteri italiano, più che "preoccupato ed orgoglioso", come lo descrive il "New York Times", a noi pare, semmai, orgoglioso e reticente, e in questa ennesima intervista del responsabile della Farnesina abbiamo visto un'occasione sprecata. Vorremmo sapere cosa faranno i nostri militari se Hezbollah non solo rifiuta di deporre le armi, ma si riarma e colpisce di nuovo, con i suoi missili, Israele.



    Potremmo credere che il cambiamento di rotta nella politica internazionale del nostro Paese, che il ministro D'Alema saluta come la fine dell'unilateralismo statunitense, preveda che soggetti i quali hanno finora mantenuto un profilo ostile nei confronti di Israele e dell'Occidente, si rendano più disponibili al dialogo. Quali strumenti D'Alema possegga per essere convinto di vedere realizzata questa svolta, lo sa solo lui. Da parte nostra possiamo solo sperare che non si illuda. E' vero, ad esempio, come il ministro degli Esteri dice, che l'Iran è un grande paese che presenta una società civile forte ed articolata, ma il fatto che Ahmadinejad rappresenti comunque politicamente quel paese, pone un problema di non poco conto alle democrazie occidentali, che hanno una qualche difficoltà a trattare con chi nega l'olocausto e minaccia e predispone l'allestimento dell'arma atomica. D'Alema è convinto invece di un successo nella trattativa con l'Iran. Noi glielo auguriamo di cuore. Temiamo che sottovaluti il fondamentalismo islamico: forse non lo si sconfiggerà con le crociate; però, compiacendolo con le trattative diplomatiche, si rischia di lasciargli campo aperto.

    Ci ha poi sorpreso la natura dei rapporti confidenziali ostentati da parte del nostro ministro degli Esteri nei confronti del segretario di Stato statunitense, che pure a noi risulta parte - e non certo irrilevante - di quel cosiddetto "unilateralismo" che il ministro italiano avversa e ritiene oggi superato. Per quello che sappiamo, negli Usa vi è ancora un governo repubblicano, un presidente che si chiama Bush e un segretario di Stato di quel governo che è la signora Rice. Ci chiediamo se tra un telefonino, una barca e un "bye bye Condy", il ministro D'Alema se ne renda conto.

    Roma, 29 agosto 2006



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  7. #7
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    Il partito di Dio non deporrà MAI le armi e se anche dovesse
    far parte un domani delle FF. AA. Libanesi, lo farà solo sulla
    base di sue precise condizioni.
    Il professore e l'armatore hanno mandato l'Invincible Armada
    in un casino della madonna, mettendosi alla pari con la para-
    culata irakena fatta dal Berluska. Ne più, ne meno.
    A meno che i "balilla e figli della lupa" si "comportino" come
    hanno fatto i loro padri nel 1982-83: non vedo, non sento e
    ovviamente non parlo. OBH, der Oberbefehlshaber.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa
    Orgoglio e reticenza
    D'Alema non spiega come si fermerà il riarmo di Hezbollah
    Non lo fermeranno, non è il loro compito.
    Inoltre un altro leader di HZ ha affermato che HZ ripetterà il cessate il fuoco, non riponderà alle provocazioni israeliane, ritirerà oltre i 40 km dal confine le truppe e le armi e ha consigliato (oltre che accettato) alle truppe onu e alle truppe libanesi di catturare qualunque miliziano HZ armato nella zona entro i 40 km dal confine israeliano.
    Non sò voi, ma io i missili me li aspetto da parte d Israele più che da parte libanese. In ogni caso, si troveranno tra l'incudine e il martello.

 

 

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