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Discussione: Licenziamo gli statali

  1. #1
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    Predefinito Licenziamo gli statali

    IL SONDAGGIO / Consenso sulla proposta di Ichino rilanciata da Prodi per gli impiegati pubblici
    Statali, larghe intese antifannulloni
    Il 70% degli italiani, sia a destra sia a sinistra, favorevole al licenziamento




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    L'Italia e gli stataliLicenziare almeno una parte dei dipendenti pubblici che non lavorano? La proposta, avanzata qualche giorno fa sul Corriere della Sera da Pietro Ichino, ha suscitato grandi polemiche. Alcuni esponenti del mondo dell'economia e della politica (compreso lo stesso presidente del Consiglio, Romano Prodi) hanno detto di condividerla. Mentre altri, specie nel sindacato, l'hanno definita una «sciocchezza » o, tutt'al più, una «provocazione ».
    Tra gli italiani nel loro insieme l'idea suscita una larga approvazione. E, ciò che è più significativo, il consenso è presente tra tutte le categorie, con una accentuazione tra i più giovani e tra chi possiede un titolo di studio più elevato. Ancoramaggiore è l'adesione tra i residenti nel Nord-Est. Com'è ovvio, l'idea di licenziare trova minor plauso nell'elettorato di centrosinistra. Ma anche qui resta maggioritaria: persino tra chi si definisce di sinistra tout-court, il 62% condivide la proposta di Ichino. Unorientamento così diffuso trae origine dalla visione che, a torto o a ragione, gli italiani si sono fatti del settore pubblico. Giudicato dalla maggioranza (quasi il 60%) meno efficiente di quello privato (anche se il 14% - che diventa il 24% tra chi si dichiara di sinistra tout-court - lo ritiene viceversa più efficiente).
    Al sostanziale accordo con l'idea di licenziare i «lavativi», si accompagna però la convinzione che il giudizio sull'efficienza dei singoli debba essere espresso da criteri oggettivi: la proposta, sempre avanzata da Ichino, concernente l'indicazione degli inefficienti da parte di altri lavoratori accusati di scarso rendimento, trova consenso solo in una minoranza (17%). Quasi tre italiani su quattro (anche in questo caso, specialmente i giovani), viceversa, suggeriscono una più estesa e puntuale applicazione dei sistemi di misurazione della produttività anche ai lavoratori pubblici.
    Alcuni, pur condividendo il suggerimento di Ichino, ne hanno sottolineato la difficoltà - secondo qualcuno l'impossibilità - di implementazione, sia per le resistenze interne alla stessa P.A., sia per gli intrecci tra quest'ultima e il mondo della politica. Forse anche per questi motivi, gran parte degli italiani, benché persuasa dalla proposta in sé, non ritiene che la sua attuazione possa rendere davvero più efficiente il settore pubblico. Per questo, la maggioranza auspica, da subito, una più ampia riorganizzazione dell'intero comparto. Si tratta, certo, di una richiesta fondata.
    E' del tutto evidente, infatti, che, oltre a sollevare conflitti sociali rilevantissimi, specie in certe zone del Paese (una larghissima parte della popolazione meridionale vive, come si sa, del «pubblico »), il licenziamento degli inefficienti non garantirebbe di per sé il ritorno al buon funzionamento del settore. Che necessita di interventi organizzativi e normativi di più vasta portata. Resta il fatto, però, che la reale introduzione, anche nel settore pubblico, della possibilità di licenziare, costituirebbe, secondo la maggioranza degli italiani - anche di quelli residenti al sud - un segnale forte di svolta e di rinnovamento.


    Renato Mannheimer



    31 agosto 2006

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  2. #2
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    Predefinito E i sindacati li difendono

    Le reazioni dopo l'editoriale del professor Ichino sul Corriere della Sera
    Dipendenti nullafacenti, Prodi apre
    Cgil: «Diffamatorio come Berlusconi da premier. La Uil: «Non tocca al sindacato». Cisl: «Provocazione». Ma i lettori apprezzano




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    FORUM
    Pietro Ichino
    dialoga con i lettori su recupero di efficienza del pubblico impiego, nullafacenti e sindacato

    La proposta di Pietro Ichino, che sul Corsera del 29 ha scritto un editoriale dal titolo «Il sindacato e i nullafacenti», lanciando l'idea di una commissione che valuti quali lavoratori dello Stato sono i più nullafacenti e ne proponga il licenziamento (uno ogni cento era la proposta del giuslavorista) è arrivata anche alle orecchie del presidente del Consiglio.

    Romano Prodi, intervistato alla festa dell'Udeur a Telese, apre a Ichino pur facendo dei distinguo: «In ogni mestiere servono i controllori- dice il premier- servono i controlli sui professori universitari che non fanno lezione o su chi si dà malato».

    Insomma, «il discorso di Ichino sulla necessità seria di controlli anche nella pubblica amministrazione sia giusto, ma dando il diritto ai controllati di difendersi e perciò in questa commissione dovrebbero avere una parola, un ruolo, anche i sindacati». Certo è, conclude Prodi, che «non possiamo permetterci di avere degli intoccabili».

    Dopo quella di Prodi, arriva la presa di posizione del ministro per le riforme e l'innovazione nella Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais (Ds): «Il licenziamento non è la strada migliore per rendere più efficiente la pubblica amministrazione. È preferibile migliorare i sistemi di valutazione, dando la parola ai cittadini, che sono i fruitori dei servizi». «Nel disegno di legge che sto mettendo a punto è prevista proprio la possibilità per gli utenti di valutare l'efficienza e l'efficacia del lavoro della pubblica amministrazione», ha spiegato Nicolais, prendendo le distanze dalla polemica sui dipendenti pubblici nullafacenti, partita con i fondi di Pietro Ichino sul Corriere. «Come in tutte le amministrazioni esistono elementi di debolezza che non devono far dimenticare però i punti di eccellenza», ha detto il ministro, che ha ribadito l'importanza dell'elemento umano nel lavoro.

    A difesa dei lavoratori della pubblica amministrazione è intervenuto anche Paolo Nerozzi della segreteria Cgil: «Non esistono nullafacenti - ha detto -. Le responsabilità dell'inefficienza dovrebbero essere ricercate piuttosto nelle dirigenze, non sempre idonee, e gli sprechi nel moltiplicarsi dei consigli di amministrazione e degli enti inutili, rispolverati nei cinque anni di governo Berlusconi».

    L'editoriale
    dunque ha innescato un ampio dibattito nel mondo politico e sindacale italiano ma anche tra i lettori che approvano le posizioni del professore, come testimoniano le numerose email che sono giunte in redazione. Tanto che Corriere.it ha ritenuto opportuno aprire un forum sull'argomento, nel quale lo stesso Ichino risponde ai lettori.
    Ichino propone di iniziare a tagliare dai dipendenti pubblici improduttivi e nullafacenti piuttosto che dagli investimenti o dai servizi pubblici che meglio funzionano. Ichino, tra l altre cose, propone un organo indipendente di valutazione che individui i nullafacenti, almeno quelli più smaccati. «La posizione di rendita dei nullafacenti del settore pubblico non merita indulgenza maggiore rispetto a quelle, tutto sommato meno costose per la collettività, dei tassisti e di alcune categorie di liberi professionisti», dice Ichino.
    Sui dipendenti pubblici il professor Ichino «sbaglia e persevera nell'errore», commenta il segretario generale della Funzione pubblica Cgil, Carlo Podda. «Ichino non dà dati empirici, non fa confronti con il resto d'Europa, né segnala un caso in cui queste ricette abbiano dato risultati. Quella di Ichino è solo campagna diffamatoria, in linea con la posizione sui dipendenti pubblici di Berlusconi quando era presidente del Consiglio. Ichino è rimasto vittima di un colpo di sole».

    Per una maggiore efficienza della pubblica amministrazione bisognerebbe «semplificare le procedure» piuttosto che «criminalizzare i lavoratori». Lo sostiene il segretario confederale della Uil Antonio Foccillo. «Se le cose non funzionano e ci sono i nullafacenti bisogna vedere perché si permette loro di esserlo. Ci sono modi per verificare chi lavora e chi no. Spetta ai capiufficio e ai dirigenti individuare chi non lavora. Non si capisce perché debba toccare al sindacato». Il segretario generale della Uil pubblica amministrazione, Salvatore Bosco, dice di «non capire il nesso tra le problematiche sollevate e la posizione del sindacato. Non è con i tribunali speciali o con la logica delle delazioni che si può realizzare l’obiettivo di una pubblica amministrazione più efficiente, ma con la corretta applicazione della normativa che già esiste».
    «Ichino utilizza un luogo comune con frasi trite e ritrite», secondo il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. «Ooccorre un nuovo piano industriale per la pubblica amministrazione».

    «È una provocazione che spero e credo non abbia ispiratori nel governo», replica il segretario confederale e responsabile del pubblico impiego della Cisl, Gianni Baratta. «Un atteggiamento di moralizzazione ogni oltre limite che non dà un contributo serio al problema di migliorare l’efficienza dei servizi nella pubblica amministrazione. E poi le purghe appartengono alla cultura bolscevica».

    «Invece di discutere sull'inefficienza di lavoratori, che giornalmente con il loro impegno consentono alla macchina statale di non fermarsi», afferma Fulvio Depolo dell'Ugl statali, «sarebbe più opportuno attivare un osservatorio con il fine di avviare un serio controllo sugli sperperi nella pubblica amministrazione».

    Ma la posizione del professor Ichino ha trovato estimatori tra i lettori, come lo testimoniano le numerose email che sono giunte in redazione. «Mi auguro che il governo voglia finalmente affrontare il problema storico degli impiegati pubblici 'inesistenti' nullafacenti o meglio attivissimi in lavori produttivissimi solo per il medesimo», scrive Luca Biliotti. «Lo faccia per rispetto dei dipendenti pubblici che lavorano, questi sì che devono essere tutelati dai sindacati».
    «Mi viene da pensare che ci sia sempre un'eterna volontà a lasciare le cose così come stanno», è l'amara considerazione di Ludovico, 26 anni, laureato precario a 830 euro al mese. «A lasciar cadere e sprofondare questo Paese che sta perdendo tutte le sfide della globalizzazione giorno dopo giorno. Un Paese che ha veramente paura di investire nei giovani».

    «Non capisco perché non si estende ai lavoratori del settore pubblico la legislazione che regola i rapporti di lavoro nel settore privato», si domanda Alfredo Ancora, di Lecce. «Compreso il licenziamento per giusta causa e giustificato motivo prevsito dallo Statuto dei lavoratori, che gli stessi sindacati, giustamente, hanno difeso strenuamente pochi anni fa».
    «Ichino quantifica i nullafacenti intorno all’1%, ma è ottimistico», porta la sua esperienza Sara Smarti, 36 anni, laureata con 110 e lode, titolo di avvocato, vari master e corsi post universitari. «Nella mia amministrazione (lavoro in un ministero) adocchio e croce io licenzierei il 20% del personale perché assolutamente inutile, improduttivo, incapace. Sono di sinistra, ma quello che ho visto in cinque anni di amministrazione mi ha reso spietata con questa categoria di persone. Ma ci sono anche quelli che non hanno perso ancora del tutto l’entusiasmo di lavorare e vorrebbero trovare il modo di farlo».




    30 agosto 2006

  3. #3
    denty
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    sarebbe decisamente un risparmio x lo stato...e mi sembra già un ottima cosa...basterebbe far delle commissioni d'inchiesta sperse x il territorio che verifichino in ogni azienda pubblica chi lavora meno e provveda al licenziamento...sarebbe anke un incentivo x i lavoratori di lavorare...no???

  4. #4
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    Ma queste cose non le avrebbe dovute fare un ministro al welfare leghista?

    P.S.: Oggi ho letto da qualche parte uno studio della CGIA di Mestre sulla disparità di trattamento economico tra i dipendenti pubblici e quelli del privato... Se qualcuno riuscisse a rintracciarlo e postarlo sarebbe utile alla discussione

  5. #5
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    al 95% sono tutti terroni, dopo due giorni dal taglio saranno in piazza e dopo tre tutto tornerà come prima

  6. #6
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    Intanto fanno parlare di un argomento che il Bobo non ha neanche visto col binocolo

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Furlan
    Intanto fanno parlare di un argomento che il Bobo non ha neanche visto col binocolo
    questo è certo

    ma sarà stata anche quella "una mossa strategica della dirigenza, così non perdiamo i voti di quei quattro terroni che ci votano! come sono furrrbi alla dirigenza!"

  8. #8
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    Per la veritù l'on.le Dario Galli della Lega Nord, questi discorsi li ha sempre fatti, da anni in Radio Padania.Questi suggerimenti li ha puiù volte sollecitati e ripetuti. Sembra però che questo onorevole ai più sia sconosciuto. Io lo seguo da anni e sono una sua supporter, unitamente a Pagliarini. Un altro suggerimento, da parte mia: voraria savè perchè gli enti pubblici, ASSL, comune, INPS ecc. fanno strani orari: chiudono alle 15..alle 14.30 e altro ancora. Ma perchè non lavorano come tutti noi, fino alle 17, 18, 19,ecc. ecc. ? Mio figlio a volte viene a casa alle 21.30, ecc. ecc.,lavora di sabato o domenica secondo le necessità lavorative, saltuariamente, naturalmente ( e mì l'istèss quand andavi in uffizi) Veramente, perchè smettono nel primo pomeriggio? Quanti privilegi..pagati da noi. Vergogna a noi che non abbiamo mai fatto nulla contro queste ingiustizie. ma almeno rendiamocene conto. Soprattutto rendiamoci conto che i dipendenti statali sono pagati da noi, soprattutto dai Padani.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Furlan


    «Nella mia amministrazione (lavoro in un ministero) adocchio e croce io licenzierei il 20% del personale perché assolutamente inutile, improduttivo, incapace.

    Sono di sinistra, ma quello che ho visto in cinque anni di amministrazione mi ha reso spietata con questa categoria di persone.


    30 agosto 2006
    perfettamente d'accordo su questo punto;
    rimane la spiacevole sensazione
    che tutto queste sacrosante prese di posizione con relativo tam-tam mediatico, siano il preludio e servano a coprire, il massiccio attacco su tutta la linea del welfare e dei diritti dei lavoratori.

    sapientemente mischiate innegabili verità e altrettante menzogne, sarà facile convincere l'opinione pubblica della "ineludibilità" dei provvedimenti
    che si andranno a prendere che naturalmente, coincideranno con i desiderata degli sponsor palesi e occulti di questo sinistro governo.

    tutto normale comunque, se si tratta di fare macelleria sociale, mi sembra che i veri o pseudo governi di sinistra, non siano secondi a nessuno.

    sentivo qualche tempo fa un esponente che si chiedeva con tono grave e dispiaciuto, se era mai possibile accettare il fatto che una persona che dopo 40 anni di lavoro e andava in pensione a 60 anni, aveva forti probabilità di percepirla per 20 anni..........

    inaudito,
    consiglio di portare l'età pensionistica a 88 anni compiuti,
    sempre comunque, in coincidenza dell'apertura
    dell'apposita finestra utilissima per l'uscita definitiva..........


  10. #10
    email non funzionante
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    Proseguo il discorso. Sulla Padania di oggi, pag.8..: "Da domani sotto controllo i conti correnti di tutto il paese...in arrivo nuovi strumenti per convincere i contribuenti a pagare. : fermo amministrativo dell'automobile..sequestro di un quinto dello stipendio..ipoteca. Poi: idea del governo: convogliare nel sud il boom delle entrate (infrastrutture, ecc..) Vi basta? E la Milano-Bergamo-Brescia? I nostri lavoratori..per venire a lavorare a Milano da Bergamo .si alzano alle 5 del mattino..Spero che questo, se ben pubblicizzato..faccia insorgere la nostra gente..

 

 
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