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Citazione:
Originariamente Scritto da 14dicembre
questo in finanza non po' esistere:
automaticamente si verificherebbe quello che in gergo si chiama "cross default".
cioè se neghi il pagamento di un titolo il rating di tutti gli altri crolla e di conseguenza il prezzo.
è successo sia a cirio che a parlamalat.
Uff... questo mondo della finanza coi suoi meccanismi non dico che domina il mondo, ma sta cominciando sul serio a mettere i bastoni tra le ruote allo sviluppo dell'economia reale... una semplice constatazione generale.
Tipo per colpa loro oggi le autorità di politica economica sono molto più attente a risolvere il problema dell'inflazione piuttosto che quello della disoccupazione, quando è riconosciuto fra tutti gli economisti che i costi della prima sono assai inferiori rispetto a quelli della seconda.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Paul Z.
Uff... questo mondo della finanza coi suoi meccanismi non dico che domina il mondo, ma sta cominciando sul serio a mettere i bastoni tra le ruote allo sviluppo dell'economia reale... una semplice constatazione generale.
Tipo per colpa loro oggi le autorità di politica economica sono molto più attente a risolvere il problema dell'inflazione piuttosto che quello della disoccupazione, quando è riconosciuto fra tutti gli economisti che i costi della prima sono assai inferiori rispetto a quelli della seconda.
lo so e pur essendo uno "di loro" sono d'accordo con te.
credo che l'unico modo per rilanciare l'economia in modo robusto sia quello di ristabilire una proporzione tra pubblico e privato, dipendente e autonomo.
senti la mia idea:
1)governo raddoppia i salari della PA
2)governo si accorda con la grande distribuzione e le principali industrie per mantenere invariati i prezzi per x anni (o ad inflazione programmata)
3)i redditi del privato si adeguano gradualmente (con accordo col governo)
conseguenza positive:
a)il gettito fiscale aumenta molto più che proporzionalmente, per via del fiscal drag
b)si risolve il problema pensioni: i contributi dei lavoratori attuali sono più che sufficienti per garantire le pensioni dei vecchi lavoratori
conseguenze negative:
morte dell'industria manifatturiera italiana, raggiungimento di un modello britannico (non nel senso del welfare ma nel senso %servizi/industria).
buttata lì molto facile, non passerà mai
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Citazione:
Originariamente Scritto da 14dicembre
lo so e pur essendo uno "di loro" sono d'accordo con te.
credo che l'unico modo per rilanciare l'economia in modo robusto sia quello di ristabilire una proporzione tra pubblico e privato, dipendente e autonomo.
senti la mia idea:
1)governo raddoppia i salari della PA
2)governo si accorda con la grande distribuzione e le principali industrie per mantenere invariati i prezzi per x anni (o ad inflazione programmata)
3)i redditi del privato si adeguano gradualmente (con accordo col governo)
conseguenza positive:
a)il gettito fiscale aumenta molto più che proporzionalmente, per via del fiscal drag
b)si risolve il problema pensioni: i contributi dei lavoratori attuali sono più che sufficienti per garantire le pensioni dei vecchi lavoratori
conseguenze negative:
morte dell'industria manifatturiera italiana, raggiungimento di un modello britannico (non nel senso del welfare ma nel senso %servizi/industria).
buttata lì molto facile, non passerà mai
Bellissima "Forzatura"
Il problema non è tanto che non passerà mai. Il problema è che non funzionerebbe. O meglio in passato ha funzionato ma oggi non funzionerebbe più.
In passato l'Italia ( e molti nel mondo) scelsero la strada dell'inflazione per creare "Ricchezza". Per un po funzionò. I salari crescevano, i conti in banca si rinpinguavano.
Poi le banche scoprirono i mutui a tasso variabile, gli imprenditori si accorsero che bastava aumentare i prezzi un poco di più di quanto non aumentassero i salari....
La triste realtà contro la quale si sono scontrati tutti almeno una volta è che l'economia non può essere guidata, ma solo controllata.
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Citazione:
Originariamente Scritto da 14dicembre
lo so e pur essendo uno "di loro" sono d'accordo con te.
credo che l'unico modo per rilanciare l'economia in modo robusto sia quello di ristabilire una proporzione tra pubblico e privato, dipendente e autonomo.
senti la mia idea:
1)governo raddoppia i salari della PA
2)governo si accorda con la grande distribuzione e le principali industrie per mantenere invariati i prezzi per x anni (o ad inflazione programmata)
3)i redditi del privato si adeguano gradualmente (con accordo col governo)
conseguenza positive:
a)il gettito fiscale aumenta molto più che proporzionalmente, per via del fiscal drag
b)si risolve il problema pensioni: i contributi dei lavoratori attuali sono più che sufficienti per garantire le pensioni dei vecchi lavoratori
conseguenze negative:
morte dell'industria manifatturiera italiana, raggiungimento di un modello britannico (non nel senso del welfare ma nel senso %servizi/industria).
buttata lì molto facile, non passerà mai
Non lo so, più che altro non credo alla possibilità di bloccare i prezzi né molto alle potenzialità di sviluppo economico dei servizi.
Anzi io identifico i mali di oggi nell'abbandono in Occidente del modello d'industria "fordista-chandleriano" (specie in Italia col nostro nanismo industriale) il quale è stato delegato all'Asia, Cina in testa, mentre noi ci trastulliamo con un'economia aleatoria fatta di "servizi" (fin quando riusciremo a venderli, migliori rispetto a chi produce i beni reali?) e prodotti finanziari, ovvero la vendita di interessi sul lavoro altrui. Oggi in Italia il mercato finanziario non serve neanche più a finanziare gli investimenti in innovazione e produttività, ma solo alla creazione di plusvalenze. Insomma uno schifo.
Mi consola sperare nel fatto che lo sviluppo economico in Cina e in India spingerà prima o poi al rialzo i salari (sempre se la democrazia e i diritti dei lavoratori riusciranno a fare passi in avanti) e quindi il sistema globalizzato, auspicabilmente, a un migliore equilibrio.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Marco Piccinini
Bellissima "Forzatura"
Il problema non è tanto che non passerà mai. Il problema è che non funzionerebbe. O meglio in passato ha funzionato ma oggi non funzionerebbe più.
In passato l'Italia ( e molti nel mondo) scelsero la strada dell'inflazione per creare "Ricchezza". Per un po funzionò. I salari crescevano, i conti in banca si rinpinguavano.
Poi le banche scoprirono i mutui a tasso variabile, gli imprenditori si accorsero che bastava aumentare i prezzi un poco di più di quanto non aumentassero i salari....
La triste realtà contro la quale si sono scontrati tutti almeno una volta è che l'economia non può essere guidata, ma solo controllata.
non è una politica keynesiana classica
parlo di controllo dell'inflazione tramite accordi tra la grande distribuzione e il governo.
ora scappo ma se scrivete vi risponderò lunedì.
(PS stessa cosa han fatto UK e svizzera, non pare abbiamo grosse spinte inflazionistiche) cmq ora vado ciaaaaaaaaao:-:-01#19
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Citazione:
Originariamente Scritto da Paul Z.
Non lo so, più che altro non credo alla possibilità di bloccare i prezzi né molto alle potenzialità di sviluppo economico dei servizi.
vanno bloccati alcuni prezzi (per l'esattezza quelli del paniere istat)
Citazione:
Originariamente Scritto da Paul Z.
Anzi io identifico i mali di oggi nell'abbandono in Occidente del modello d'industria "fordista-chandleriano" (specie in Italia col nostro nanismo industriale) il quale è stato delegato all'Asia, Cina in testa, mentre noi ci trastulliamo con un'economia aleatoria fatta di "servizi" (fin quando riusciremo a venderli, migliori rispetto a chi produce i beni reali?) e prodotti finanziari, ovvero la vendita di interessi sul lavoro altrui. Oggi in Italia il mercato finanziario non serve neanche più a finanziare gli investimenti in innovazione e produttività, ma solo alla creazione di plusvalenze. Insomma uno schifo.
qui sei pessimista visto che i servizi oggi coprono la maggio parte del PIL dei paesi occidentali.
(ed è quello che in Urss non riuscirono a cogliere...)
Citazione:
Originariamente Scritto da Paul Z.
Mi consola sperare nel fatto che lo sviluppo economico in Cina e in India spingerà prima o poi al rialzo i salari (sempre se la democrazia e i diritti dei lavoratori riusciranno a fare passi in avanti) e quindi il sistema globalizzato, auspicabilmente, a un migliore equilibrio.
qui sono pessimista io
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Citazione:
Originariamente Scritto da Paul Z.
Io non sto cercando di discutere di un default completo, ma di un ripudio del debito selettivo e mirato. Che agisca almeno sui tassi d'interesse dei titoli pubblici, riducendoli molto se non annullandoli.
I cittadini che hanno investito nel debito italiano (bot, cct, btp, etc.) disinvestirebbero subito quello che rimane dei loro soldi e si andrebbe dritti dritti in default.
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E' un articolo interessante:
www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1128
inerente all'argomento, ci sarebbe pure il signoraggio :-01#44
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Citazione:
Originariamente Scritto da Paul Z.
Ci sto pensando da molti giorni. Risolverebbe molti problemi dell'Italia: niente tagli alla finanziaria, meno tasse, più investimenti.
Unici problemi: la decurtazione di gran parte della ricchezza di tutti i detentori di titoli di stato e del debito pubblico in generale e l'impossibilità di deficit spending in futuro per i prossimi, diciamo, 50 anni (indicativo).
Che ne pensate?
Che hai trovato il modo per avere un colpo di stato nella nostra pigra nazione.
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Citazione:
Originariamente Scritto da ziobob
Questo articolo dimostra a mio parere che l'economia reale esiste al di là e al di sopra di quella finanziaria.