Dal CORRIERE ADRIATICO del 29 Agosto 2006
Nel giro di qualche anno saranno realizzati 243 alloggi ad edilizia popolare e canone concordato ma nel frattempole famiglie restano senza un tetto sulla testa: “Le sosteniamocon dei contributi”
L’assessore Volpini: “Una situazione drammatica che non riguarda solo gli extracomunitari”
In trecento chiedono una casa che non c’è
SENIGALLIA - Case popolari al completo ma le richieste continuano ad arrivare. E’ grande l’emergenza di fronte alle centinaia di domande presentate in Comune per un alloggio che non c’è. Ben 288 richieste sono state presentate ai Servizi sociali per mettersi in lista di attesa, nella speranza che si liberi una casa. La graduatoria provvisoria è stata stilata in questi giorni dalla Commissione alloggi dell’ambito territoriale 4.
Una classifica ancora momentanea che necessita di ulteriori verifiche ed approfondimenti, che però non cambieranno un dato sostanziale. Al momento si può fare domanda ma non ci sono alloggi a disposizione. Una graduatoria che secondo una legge regionale va aggiornata ogni due anni e che, secondo l’assessore ai Servizi Sociali, privilegia gli extracomunitari rispetto ai cittadini del posto. Delle 288 domande pervenute,115 sono state presentate da stranieri che, per le precarie condizioni economiche in cui gravitano, svettato nei primi posti delle lista con i punteggi maggiori. Saranno quindi i primi ad essere “pescati” non appena si libererà un appartamento.
I senigalliesi, o più in generale gli italiani, che vivono nel loro Paese passano in secondo piano e questo non sembra accettabile. “Tra i vari problemi che la nostra città può avere - interviene Fabrizio Volpini - quello della casa è l’emergenza delle emergenze che non riguarda solo gli extracomunitari perché tocca direttamente anche molte famiglie autoctone, che si vedono passare avanti gli stranieri. Il regolamento per stilare le graduatorie lo fissa la Regione e noi come Comune ci limitiamo ad eseguire quello che ci viene chiesto di fare, sarebbe però opportuno rimettere mano al regolamento sul versante del punteggio, mettendo un limite ai cittadini extracomunitari perché possano accedere solo dopo cinque anni di residenza”.
L’amministrazione è già al lavoro per tamponare l’emergenza che potrà dirsi rientrata tra qualche anno. Nel giro di qualche anno verranno infatti realizzati 243 appartamenti ad edilizia popolare e canone concordato tra Cesano, Cesanella, Peep di via Piave, Marzocca e Villa Aosta che potranno rispondere alle esigenze, se non proprio di tutte le famiglie bisognose, almeno di una gran parte di loro. “Nell’immediato non siamo in grado di dare una risposta - aggiunge l’assessore ai Servizi Sociali - ma stiamo lavorando nella giusta direzione, ci siamo resi conto della gravità della situazione e abbiamo cambiato rotta per tentare di risolverla. La prima cosa che abbiamo fatto è stato riservare una quota della nuove lottizzazioni all’edilizia popolare - aggiunge Volpini -. Appena saranno pronte avrà un ruolo principale l’Agenzia Casa, che non abbiamo chiuso ma solo messo in stand-by, e che gestirà i canoni concordati”.
In attesa che, mattone dopo mattone, arrivino le case ci sono comunque altri strumenti con cui il Comune si fa carico delle famiglie indigenti che, con le proprie risorse non riescono a pagarsi un affitto piuttosto che le bollette, fornendo loro dei contributi per sostenere queste spese.




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