Leggendo il Corriere della Sera del giorno 7 settembre, della stringatissima (ed ingiusta) biografia di Mauro Moretti, nuovo probabile A.D. delle ferrovie italiane (un colosso) mi ha colpito uno stingatissimo riferimento al suo passato da sindacalistra CGIL. Mi chiedo perché quello che potrebbe costituire un merito lo si limiti ad uno scarno riferimento, peraltro limitativo, se è vero come è vero (stando a quanto riferì Milena Gabanelli in una storica puntata di Report sulle condizioni della sicurezza della rete ferroviaria italiana che costò il posto a tre ferrovieri che ne avevano denunciato le spaventose copndizioni di degrado) che Mauro Moretti era il capodelegazione della CGIL nelle trattative sindacali.
Tanto che alla stessa Gabanelli questo sembrò essere un conflitto di interesse palese (o una commistione di ruoli almeno imbarazzante) stante il fatto che Mauro Moretti "nonostante" quel suo ruolo o "grazie" a quello, potè diventare responsabile della stessa rete ferroviaria italiana.
Non oso altresì domandarmi, peraltro, se proprio a Moretti si deve la decisione di aver licenziato chi denunciava quelle condizioni di insicurezza, per il bene di noi tutti che in treno ci viaggiamo, o se tale responsabilità vada ascritta ad altri. Un vero peccato, dunque, che Milena Gabanelli, che per sua stessa ammissione, avendone troppo parlato e preannunciandola come sua massima aspirazione, non possa portare a termine la sua inchiesta sui sindacati che le parevano organizzazioni non troppo trasparenti. Dato il suo enorme professionismo ne sarebbe scaturita senz'altro una inchiesta interessante. E visto che si sta parlando dei nuovi assetti della RAI non mi parrebbe di poco conto sapere di cosa o meno i giornalisti che vogliono fare il loro lavoro si possano occupare con questo governo.


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