Dio è un pazzo che crede di essere me
Miguel de Unamuno
E sia.
Ma mentre tu credi di lottare per la vittoria, io, invece, lotto per lottare.
Io lotto per amore della lotta stessa.
Ti sento replicare che la lotta è mezzo e non fine. Ebbene: ti dico subito che non ho mai capito la differenza tra mezzo e fine.
E se la vita è un fine, io credo che può ben esserlo la lotta stessa.
Ti prego, non predicarmi la pace: mi fa paura.
Pace vuol dire sottomissione e menzogna.
Tu conosci la mia divisa: prima la verità, poi la pace.
Preferisco la verità in guerra alla menzogna in pace.
Non conosco niente di più triste che ostinarsi a vivere d’illusioni, sapendo che sono tali.
E considero perduto colui che afferma: “Bisogna mantenere le illusioni”. Come potrà mantenerle se lui stesso le considera illusioni?
Cerco la religione della guerra, la fede nella guerra.
E se vinciamo – chiederai – quale sarà il premio della vittoria?
Non preoccupartene.
Va’ in cerca della lotta.
E se ci sarà premio, sarà un di più. E, forse, non consisterà in altro che nella lotta ulteriore...
Per caso, conosci le ore di disperata rassegnazione?
Conosci le ore in cui ci si sente soli?
Le ore in cui si avverte quanto sia illusorio quello che ci circonda?
Le ore in cui l'enorme gelo dell'apparenza circonda il nostro cuore?
La lotta è fragore e tumulto – siano benedetti!
Fragore e tumulto sperdano l’incessante rombo delle acque eterne e profonde là, nell’imo abisso delle cose, dove si va mormorando che:
"Tutto è vano, tutto è nulla...".
Sono le acque che si sentono quando c’è pace e silenzio...
Ecco perché la pace è terribile.
La lotta è il tempo: è il mare increspato e irritato per il soffiare dei venti, che manda le sue onde a morire sulla spiaggia.
La pace è l’eternità, è l’infinita distesa delle acque morte.
E l’eternità non ti sgomenta?
Che farai tu nell'eternità?
Tu,
povera onda nell’oceano di anime che non sono mai state.
O non sono più...”
Miguel de Unamuno
Da: "Corrispondenza di un combattente"


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