Erano una ventina, dicono di essere marocchini, non avevano più acqua né cibo
Diciassette fermati dai carabinieri e trasferiti in un centro d'accoglienza. Tre in fuga
Immigrati, primo sbarco in Sardegna
Scendono da un barcone tra i turisti
CAGLIARI - Questa volta non sono sbarcati a Lampedusa. Per la prima volta, una barca di clandestini è approdata su una spiaggia sarda. Forse hanno sbagliato rotta; forse questa volta non sono partiti dalla Libia, ma dalla Tunisia o dall'Algeria. Erano una ventina quando sono scesi sulla sabbia di Santa Margherita di Pula, una ventina di chilometri da Cagliari, nella punta Sud della Sardegna. Una striscia di spiaggia stretta tra il mare e gli scogli che scendono a picco.
Si sono mischiati tra i pochi turisti; erano stanchi, stremati dalla traversata e affamati. Sul barcone non avevano più niente: consumate tutte le provviste; di acqua dolce non ne avevano più neppure un goccio. Qualcuno teneva per mano un sacchetto di plastica gonfio di stracci. "Erano tutti uomini", racconta un turista. "Avevano sui trent'anni ma c'erano anche ragazzi più giovani. Donne non ne ho visto ma c'é chi mi ha detto che tra loro c'era anche una ragazza. Bambini no, non ce n'erano".
Si sono sdraiati sulla spiaggia a tirare un respiro di sollievo. Ma sono fuggiti presto: si sono incamminati lungo la strada che porta al paese, l'unica che risale la scogliera e accompagna verso l'interno del paese. I carabinieri li hanno sorpresi ai confini della città, quando erano già convinti di avercela fatta. Diciassette sono stati fermati; tre sono riusciti a scappare. Dicono di essere marocchini; non hanno passaporti, non hanno soldi, non parlano una parola d'italiano e ripetono che nel loro paese non vogliono ritornare.
(30 agosto 2006)
Domanda: la guardia costiera dov'era?




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