Israele pronto allo scambio dei prigionieri dopo l’inutile strage di civili libanesi
di Dagoberto Bellucci

Lo stato israeliano sembra dunque esser pronto a quello scambio di prigionieri che aveva sempre rifiutato fin dalla mattina dello scorso 12 luglio.

Dopo l’apertura di un inutile quanto disastroso conflitto bellico - scatenato con terroristica precisione contro il Libano e la sua popolazione civile - Israele si prepara a “negoziare” lo scambio di prigionieri con Hezb’Allah attraverso la mediazione di alti esponenti dei servizi di sicurezza tedeschi.

E’ quanto emerge da una serie di indiscrezioni apparse anche sulla stampa libanese in queste ultime quarantott’ore. Ieri, giovedi’ 31 agosto, il quotidiano libanese “as Safir” aveva pubblicato la notizia dell’imminente arrivo di una delegazione dei servizi tedeschi a Beirut.
Secondo il quotidiano una serie di incontri avrebbero fatto da cornice alla visita dei delegati della BND tra i quali la visita al Direttore Generale della Surete’ Generale , Gen. Mag. al Wafiq Jezzini , prevista questo sabato 2 settembre.
La delegazione della BND tedesca dopo aver preso i contatti con il Governo e i servizi di sicurezza libanesi volera’ probabilmente in direzione Tel Aviv dove sara’ , con ogni probabilita’, ricevuta dal Ministro degli Esteri Tzipi Livni recentemente recatasi in visita a Berlino.

Sarebbe probabilmente maturata proprio in occasione della visita del ministro israeliano in Germania l’idea dello scambio di prigionieri.

Informazioni concernenti il definitivo ritiro israeliano dal territorio libanese sono inoltre passate , sullo stesso quotidiano “as Safir” che ha riportato indiscrezioni provenienti da “Israele”.
Secondo queste voci di corridoio ci vorranno almeno altre due settimane prima del definitivo ritiro israeliano dal paese dei cedri. A tutt’oggi, 1 settembre, l’esercito israeliano presidia stabilmente nove punti strategici a poche centinaia di metri dalla linea di confine tra la Palestina e il Libano.

Incursioni notturne con bulldozer, camion e jeep militari sono ancora all’ordine del giorno in diversi punti della frontiera.

Israele, dopo aver ucciso civili innocenti e distrutto un intero paese - quindicimila le case devastate o rase al suolo e centocinquanta i ponti colpiti dai raid dell’aviazione - si e’ finalmente deciso ad accettare quello scambio pretestuosamente rifiutato fin dall’inizio delle ostilita’.

Vedremo dove porteranno questi contatti tra i servizi di sicurezza tedeschi , i loro omologhi israeliani, libanesi e Hezb’Allah…
Gli occhi del mondo, a due settimane dalla fine delle ostilita’, restano puntati sul Libano che rimane un braciere semi-spento a cielo aperto.