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PRODI AD ANNAN, MANDATO ONU SIA SENZA AMBIGUITA'
ROMA - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha espresso a Kofi Annan ''la volonta' di mantenere uno stretto coordinamento ed una costante consultazione con il Segretariato dell'ONU per ottenere, tra l'altro, che l'UNIFIL abbia un mandato chiaro, privo di ambiguita' e con regole di ingaggio ben precise per i militari che saranno impegnati nella zona''.
Lo rende noto un comunicato di palazzo Chigi che riferisce una conversazione tra Prodi e il segretario delle Nazioni Unite sulla situazione in Libano.
''Il Presidente Prodi ha espresso soddisfazione per l'adozione della risoluzione 1701 e apprezzamento per gli sforzi svolti dal Segretario Generale per giungere a questo importante risultato, confermando la disponibilita' italiana a contribuire in modo significativo al rafforzamento della missione ONU dell'UNIFIL'': e' quanto il premier italiano ha detto a Kofi Annan.
Annan e Prodi hanno ''concordato sulla necessita' di affrontare in modo complessivo tutti i delicati problemi della regione'' del medio oriente, ''problemi - sottolinea un comunicato di palazzo Chigi - che verranno affrontati anche nell'incontro che si terra' in settembre a New York in occasione della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite''.
Il Presidente del Consiglio - prosegue la nota - ha anche sottolineato ''che l'Italia e' attiva anche a favore del dialogo e della ricerca di soluzioni durature ai problemi della regione. Analogamente a quanto gia' fatto nelle altre conversazioni con leader stranieri negli ultimi giorni, il Presidente Prodi ha insistito sulla necessita' che la comunita' internazionale resti mobilitata anche per la soluzione del problema israeliano-palestinese, registrando il pieno consenso del suo interlocutore''.
ANNAN A PRODI, VIVO APPREZZAMENTO PER CONTRIBUTO ITALIA
''Kofi Annan ha espresso vivo apprezzamento per la decisione italiana di contribuire alla Forza ONU per il Libano, evidenziando il ruolo di primo piano che da sempre l'Italia svolge nelle attivita' di peacekeeping delle Nazioni Unite. Il Segretario Generale ha inoltre espresso un sentito ringraziamento anche per il significativo impegno italiano nel settore umanitario e della ricostruzione'' e ha ''pienamente concordato sulla necessita' che Italia e Nazioni Unite mantengano uno stretto coordinamento e svolgano approfondite consultazioni sui prossimi passi inerenti il dispiegamento della Forza ONU in Libano'': e' quanto riferisce un comunicato di Palazzo Chigi sulla telefonata tra Annan e Prodi.
D'ALEMA, NON ANDIAMO DISARMARE HEZBOLLAH
Nella missione nel sud del Libano ''ci sono pericoli. Ma e' sbagliato dire che i nostri soldati vanno li' a disarmare Hezbollah''. Lo dice il ministro degli esteri Massimo D'Alema, in un'intervista a L'Espresso.
Per il disarmo degli Hezbollah, ''l'unica prospettiva realistica e' un accordo tra le forze politiche libanesi - afferma D'Alema - che probabilmente si risolvera' con l'integrazione di Hezbollah nella forza armata libanese regolare''. I soldati italiani andranno in Libano ''a coadiuvare l'esercito libanese ad acquisire piena sovranita' nel sud'', spiega D'Alema, per il quale ''ci sono differenze enormi'' tra l'Iraq e il Libano. ''Il quadro e' totalmente diverso'', spiega D'Alema, perche' in Libano ''ci andiamo con i caschi blu, nel rispetto del mandato costituzionale e per garantire la pace. La condizione della pace e' la presenza della forza dell'Onu''.
Dopo la guerra, che D'Alema giudica ''un disastroso errore politico'', Hezbollah ''ora e' percepito in larghe fasce della popolazione libanese, giusto o sbagliato che sia, come una sorta di forza di resistenza nazionale''. Pertanto, ''l'unica prospettiva realistica e' un accordo tra le forze politiche libanesi che probabilmente si risolvera' con l'integrazione di Hezbollah nella forza armata libanese regolare. D'altra parte - si chiede il ministro degli esteri - chi potrebbe mai fare azioni contro un movimento considerato da molti, in Libano, come patriottico? Dunque, la soluzione vera consiste nel ricondurre quella forza militare sotto l'autorita' di chi governa''.
Per D'Alema il disarmo di Hezbollah ''e' un punto cruciale per il governo del Libano. Perche' non c'e' governo democratico senza il monopolio della forza''. ''Il disarmo oltretutto e' previsto da un accordo infralibanese. Quindi - afferma D'Alema . noi andiamo li' ad aiutare il Libano a fare cio' che aveva deciso di fare. Non e' un'imposizione esterna''.
Sui tempi di invio dei nostri soldati, il titolare della Farnesina non da' indicazioni precise, ma ribadisce che saremo ''in grado di dispiegarci in un tempo rapido dal momento in cui tutti i passaggi politici internazionali e interni saranno completati''.
SINIORA A PRODI, GRAZIE PER INVIO 'SAN MARCO'
Il Primo Ministro libanese Siniora ha ''vivamente ringraziato'' il presidente del Consiglio Romano Prodi ''per il sostegno offerto dall'Italia, in particolare per la nave San Marco che sta portando verso il porto di Beirut ingenti aiuti umanitari''. Lo afferma un comunicato di palazzo Chigi che riferisce il contenuto di una conversazione telefonica tra Prodi e Siniora. ''Il Primo Ministro Siniora ha informato il Presidente Prodi che l'esercito libanese iniziera' a schierarsi oggi a Sud del fiume Litani, assicurando anche che Hezbollah ha accettato le disposizioni della risoluzione 1701 e che collaborera' con la forza ONU'': e' quanto rende noto un comunicato di palazzo Chigi che riferisce di una ''lunga e cordiale conversazione telefonica'' tra il presidente del consiglio Prodi e il Primo Ministro del Libano, Fouad Siniora.




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