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  1. #1
    Essere comunisti
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    Predefinito Auguri a Cossutta... ma restiamo comunisti!

    Buon complenno compagno Armando! Nonostante la scissione del 1998, nonostante il manifesto che fece una copertina davvero ingenerosa all'epoca definendoti con sarcasmo il "salvatore della Patria".
    Buon compleanno, dunque. In occasione di questo ottantesimo genetliaco, hai pensato di esprimere a La Stampa i tuoi pensieri in merito al futuro della sinistra che, diciamolo in tutta franchezza, è come sempre un futuro incerto, pieno di torsioni politiche, di rimescolamenti e raffazzonamenti da una parte e dall'altra di mille soggetti partitici e movimentistici.
    Tu, ora, ci proponi un superamento dei due partiti comunisti che vi sono in Italia. E' sicuramente una semplificazione, ma doverosa, perchè il Partito comunista di Ferrando ancora non esiste in quanto partito, e dubito che possa in futuro avere anche solo quel 2% che, de facto, il PdCI ha ottenuto in tanti anni di vita. E', vero, Rifondazione è sul 6% dei voti. Facendo la media con la percentuale ottenuta al Senato, è al 6,5%. Ma non è tanto questo quello che ti preoccupa. L'ansia ti assale quando pensi che a sinistra dei DS c'è uno scompaginamento, che non è presente sulla scena politica italiana una forza di "sinistra". Tu la chiami ripetutamente solo "di sinistra". E allora il giornalista ti chiede: "Ma secondo lei è da superare anche il termine comunista?", che nel codice giornalistico vuol dire: volete non essere più comunisti? Volete fare come Lafontaine e Gisy in Germania che hanno dato vita alla Linke? La tua risposta Armando è temporeggiatrice: "Ci sarà tempo per verificare ciò". Io penso che un riavvicinamento dei due soggetti poltici, PRC e PdCI possa col tempo avvenire, ma altrettanto penso che non basterebbe un reincontro dei due partiti per avere un partito nuovo, ma che comunque un PARTITO COMUNISTA debba continuare ad esistere e ad essere fortemente presente nella vita degli italiani e in una prospettiva anche continentale. Ecco perchè anche la proiezione continentale di un partito politico della sinistra radicale, quale è la Sinistra Europea, si appresta a fondarsi nel prossimo anno su una piattaforma che esclude una cultura politica riconoscibile, dai tratti anticapitalisti, ed invece permeata di genericità, di amalgama di diversissime culture comunque pregnate dall'antagonismo sociale e al sistema del mercato. Non basta. C'è bisogno oggi più di ieri dei comunisti, e per questo noi de l'ernesto facciamo una battaglia molto intransigente all'interno del nostro Partito perchè continui sulla scia del proprio Dna, ad essere comunista, a ricercare il superamento del capitalismo non in nome di miti ed esegesi di chissà quale natura, rifacentisi sia al '900 che all' '800, ma bensì alla storia del comunismo come movimento di vera liberazione degli oppressi in tutto il mondo, come avversario primo del fascismo, del nazismo e degli imperialismi tuttoggi sempre più diffusi sul pianeta.
    Se, dunque, è condivisibile l'appello che fai ad una maggiore unità della sinistra, è un pò meno auspicabile che questo avvenga nel definire questa unità solo come "sinistra", una sinistra che si collocherebbe accanto ai Ds o a quel che ne resterebbe se si sciogliessero con i soggetti moderati dell'Unione nel probabilmente costituibile "Partito Democratico" che, ancora pochi giorni fa, Prodi ha rilanciato con urgenza.
    A sinistra dei Ds non può che esservi un partito comunista. Se il PRC e il PdCI riusciranno, anche con il contributo di tanti altri compagni e compagne, a rompere schemi e indugi, a rimettere a margine i miti delle compatibilità governiste e a riprendere a schema di azione l'autonomia e l'unità dei comunisti, allora una crescita di un nuovo partito potrà essere anche concretizzabile. Ma non una fotocopia degli esperimenti socialisti alla Pietro Folena con "Uniti a sinistra" o alla Antonello Falomi.
    Non è anacronismo, seppure il Presidente della Repubblica lo affermi, essere e continuare ad essere comunisti oggi. E' una necessità, e noi vogliamo espletarla in tutto e per tutto, senza demagogie, senza altisonanti proclami di purezza di partito o di ideologia, con una rivisitazione critica del marxismo, ma con una altrettanto pragmatica resistenza alle forze dominanti, ai poteri forti del capitale che non guardano nessuno in faccia e che sono sempre pronti a schiacciarti, ad annullarti, a mettere in campo ogni metodo di divisione delle forze operaie e del lavoro, delle forze che si oppongono al mercato, delle forze pacifiste, come in questi mesi.
    Dunque, Armando, buon compleanno, all'uomo partigiano, al comunista e all'uomo che, in una lunga vita, ha dato tanto per l'emancipazione sociale dei lavoratori e degli sfruttati. E speriamo, quanto prima, di poter ritornare tutti sotto un unico tetto. Rosso e comunista.

    Marco

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Julianred
    Buon complenno compagno Armando! Nonostante la scissione del 1998, nonostante il manifesto che fece una copertina davvero ingenerosa all'epoca definendoti con sarcasmo il "salvatore della Patria".
    Buon compleanno, dunque. In occasione di questo ottantesimo genetliaco, hai pensato di esprimere a La Stampa i tuoi pensieri in merito al futuro della sinistra che, diciamolo in tutta franchezza, è come sempre un futuro incerto, pieno di torsioni politiche, di rimescolamenti e raffazzonamenti da una parte e dall'altra di mille soggetti partitici e movimentistici.
    Tu, ora, ci proponi un superamento dei due partiti comunisti che vi sono in Italia. E' sicuramente una semplificazione, ma doverosa, perchè il Partito comunista di Ferrando ancora non esiste in quanto partito, e dubito che possa in futuro avere anche solo quel 2% che, de facto, il PdCI ha ottenuto in tanti anni di vita. E', vero, Rifondazione è sul 6% dei voti. Facendo la media con la percentuale ottenuta al Senato, è al 6,5%. Ma non è tanto questo quello che ti preoccupa. L'ansia ti assale quando pensi che a sinistra dei DS c'è uno scompaginamento, che non è presente sulla scena politica italiana una forza di "sinistra". Tu la chiami ripetutamente solo "di sinistra". E allora il giornalista ti chiede: "Ma secondo lei è da superare anche il termine comunista?", che nel codice giornalistico vuol dire: volete non essere più comunisti? Volete fare come Lafontaine e Gisy in Germania che hanno dato vita alla Linke? La tua risposta Armando è temporeggiatrice: "Ci sarà tempo per verificare ciò". Io penso che un riavvicinamento dei due soggetti poltici, PRC e PdCI possa col tempo avvenire, ma altrettanto penso che non basterebbe un reincontro dei due partiti per avere un partito nuovo, ma che comunque un PARTITO COMUNISTA debba continuare ad esistere e ad essere fortemente presente nella vita degli italiani e in una prospettiva anche continentale. Ecco perchè anche la proiezione continentale di un partito politico della sinistra radicale, quale è la Sinistra Europea, si appresta a fondarsi nel prossimo anno su una piattaforma che esclude una cultura politica riconoscibile, dai tratti anticapitalisti, ed invece permeata di genericità, di amalgama di diversissime culture comunque pregnate dall'antagonismo sociale e al sistema del mercato. Non basta. C'è bisogno oggi più di ieri dei comunisti, e per questo noi de l'ernesto facciamo una battaglia molto intransigente all'interno del nostro Partito perchè continui sulla scia del proprio Dna, ad essere comunista, a ricercare il superamento del capitalismo non in nome di miti ed esegesi di chissà quale natura, rifacentisi sia al '900 che all' '800, ma bensì alla storia del comunismo come movimento di vera liberazione degli oppressi in tutto il mondo, come avversario primo del fascismo, del nazismo e degli imperialismi tuttoggi sempre più diffusi sul pianeta.
    Se, dunque, è condivisibile l'appello che fai ad una maggiore unità della sinistra, è un pò meno auspicabile che questo avvenga nel definire questa unità solo come "sinistra", una sinistra che si collocherebbe accanto ai Ds o a quel che ne resterebbe se si sciogliessero con i soggetti moderati dell'Unione nel probabilmente costituibile "Partito Democratico" che, ancora pochi giorni fa, Prodi ha rilanciato con urgenza.
    A sinistra dei Ds non può che esservi un partito comunista. Se il PRC e il PdCI riusciranno, anche con il contributo di tanti altri compagni e compagne, a rompere schemi e indugi, a rimettere a margine i miti delle compatibilità governiste e a riprendere a schema di azione l'autonomia e l'unità dei comunisti, allora una crescita di un nuovo partito potrà essere anche concretizzabile. Ma non una fotocopia degli esperimenti socialisti alla Pietro Folena con "Uniti a sinistra" o alla Antonello Falomi.
    Non è anacronismo, seppure il Presidente della Repubblica lo affermi, essere e continuare ad essere comunisti oggi. E' una necessità, e noi vogliamo espletarla in tutto e per tutto, senza demagogie, senza altisonanti proclami di purezza di partito o di ideologia, con una rivisitazione critica del marxismo, ma con una altrettanto pragmatica resistenza alle forze dominanti, ai poteri forti del capitale che non guardano nessuno in faccia e che sono sempre pronti a schiacciarti, ad annullarti, a mettere in campo ogni metodo di divisione delle forze operaie e del lavoro, delle forze che si oppongono al mercato, delle forze pacifiste, come in questi mesi.
    Dunque, Armando, buon compleanno, all'uomo partigiano, al comunista e all'uomo che, in una lunga vita, ha dato tanto per l'emancipazione sociale dei lavoratori e degli sfruttati. E speriamo, quanto prima, di poter ritornare tutti sotto un unico tetto. Rosso e comunista.

    Marco

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    E' un sincero.I soldi da Mosca disse che erano veramente arrivati al PCI !

    Mkica tuttop fu fatto con il Gratta e Vinci di Dongo !

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Julianred
    Buon complenno compagno Armando! Nonostante la scissione del 1998, nonostante il manifesto che fece una copertina davvero ingenerosa all'epoca definendoti con sarcasmo il "salvatore della Patria".
    Buon compleanno, dunque. In occasione di questo ottantesimo genetliaco, hai pensato di esprimere a La Stampa i tuoi pensieri in merito al futuro della sinistra che, diciamolo in tutta franchezza, è come sempre un futuro incerto, pieno di torsioni politiche, di rimescolamenti e raffazzonamenti da una parte e dall'altra di mille soggetti partitici e movimentistici.
    Tu, ora, ci proponi un superamento dei due partiti comunisti che vi sono in Italia. E' sicuramente una semplificazione, ma doverosa, perchè il Partito comunista di Ferrando ancora non esiste in quanto partito, e dubito che possa in futuro avere anche solo quel 2% che, de facto, il PdCI ha ottenuto in tanti anni di vita. E', vero, Rifondazione è sul 6% dei voti. Facendo la media con la percentuale ottenuta al Senato, è al 6,5%. Ma non è tanto questo quello che ti preoccupa. L'ansia ti assale quando pensi che a sinistra dei DS c'è uno scompaginamento, che non è presente sulla scena politica italiana una forza di "sinistra". Tu la chiami ripetutamente solo "di sinistra". E allora il giornalista ti chiede: "Ma secondo lei è da superare anche il termine comunista?", che nel codice giornalistico vuol dire: volete non essere più comunisti? Volete fare come Lafontaine e Gisy in Germania che hanno dato vita alla Linke? La tua risposta Armando è temporeggiatrice: "Ci sarà tempo per verificare ciò". Io penso che un riavvicinamento dei due soggetti poltici, PRC e PdCI possa col tempo avvenire, ma altrettanto penso che non basterebbe un reincontro dei due partiti per avere un partito nuovo, ma che comunque un PARTITO COMUNISTA debba continuare ad esistere e ad essere fortemente presente nella vita degli italiani e in una prospettiva anche continentale. Ecco perchè anche la proiezione continentale di un partito politico della sinistra radicale, quale è la Sinistra Europea, si appresta a fondarsi nel prossimo anno su una piattaforma che esclude una cultura politica riconoscibile, dai tratti anticapitalisti, ed invece permeata di genericità, di amalgama di diversissime culture comunque pregnate dall'antagonismo sociale e al sistema del mercato. Non basta. C'è bisogno oggi più di ieri dei comunisti, e per questo noi de l'ernesto facciamo una battaglia molto intransigente all'interno del nostro Partito perchè continui sulla scia del proprio Dna, ad essere comunista, a ricercare il superamento del capitalismo non in nome di miti ed esegesi di chissà quale natura, rifacentisi sia al '900 che all' '800, ma bensì alla storia del comunismo come movimento di vera liberazione degli oppressi in tutto il mondo, come avversario primo del fascismo, del nazismo e degli imperialismi tuttoggi sempre più diffusi sul pianeta.
    Se, dunque, è condivisibile l'appello che fai ad una maggiore unità della sinistra, è un pò meno auspicabile che questo avvenga nel definire questa unità solo come "sinistra", una sinistra che si collocherebbe accanto ai Ds o a quel che ne resterebbe se si sciogliessero con i soggetti moderati dell'Unione nel probabilmente costituibile "Partito Democratico" che, ancora pochi giorni fa, Prodi ha rilanciato con urgenza.
    A sinistra dei Ds non può che esservi un partito comunista. Se il PRC e il PdCI riusciranno, anche con il contributo di tanti altri compagni e compagne, a rompere schemi e indugi, a rimettere a margine i miti delle compatibilità governiste e a riprendere a schema di azione l'autonomia e l'unità dei comunisti, allora una crescita di un nuovo partito potrà essere anche concretizzabile. Ma non una fotocopia degli esperimenti socialisti alla Pietro Folena con "Uniti a sinistra" o alla Antonello Falomi.
    Non è anacronismo, seppure il Presidente della Repubblica lo affermi, essere e continuare ad essere comunisti oggi. E' una necessità, e noi vogliamo espletarla in tutto e per tutto, senza demagogie, senza altisonanti proclami di purezza di partito o di ideologia, con una rivisitazione critica del marxismo, ma con una altrettanto pragmatica resistenza alle forze dominanti, ai poteri forti del capitale che non guardano nessuno in faccia e che sono sempre pronti a schiacciarti, ad annullarti, a mettere in campo ogni metodo di divisione delle forze operaie e del lavoro, delle forze che si oppongono al mercato, delle forze pacifiste, come in questi mesi.
    Dunque, Armando, buon compleanno, all'uomo partigiano, al comunista e all'uomo che, in una lunga vita, ha dato tanto per l'emancipazione sociale dei lavoratori e degli sfruttati. E speriamo, quanto prima, di poter ritornare tutti sotto un unico tetto. Rosso e comunista.

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    Credimi il fatto che qualcuno resti comunisti ci tranqueillizza . Sarebbe un peccato che la specie si estinguesse.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da gfieramosca
    Credimi il fatto che qualcuno resti comunisti ci tranqueillizza . Sarebbe un peccato che la specie si estinguesse.
    Magari ben protetta in qualche riserva naturale.Consiglierei il Parco Nazionale degli Abruzzi.

  5. #5
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    Sarebbe un bel posto, ma saremmo troppi e non vi troveremmo posto... Neppure in tutti i parchi d'Italia. I comunisti ci sono, sono tantissimi, anche se alcuni non sanno di esserlo, altri si sono dimenticati di esserlo...

    Marco

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  6. #6
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    Sarebbe un bel posto, ma saremmo troppi e non vi troveremmo posto... Neppure in tutti i parchi d'Italia. I comunisti ci sono, sono tantissimi, anche se alcuni non sanno di esserlo, altri si sono dimenticati di esserlo...

    Marco

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    Predefinito auguri

    "Armando Cossutta mi è simpatico perchè assomiglia a mio zio, e questo suo aspetto familiare mi mette di buon'umore"


  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Sferini
    Sarebbe un bel posto, ma saremmo troppi e non vi troveremmo posto... Neppure in tutti i parchi d'Italia. I comunisti ci sono, sono tantissimi, anche se alcuni non sanno di esserlo, altri si sono dimenticati di esserlo...

    Marco

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    Altri , la maggioranza , invece hanno mollato per pura convenienza soprattutto economica !

    Il cuore con la Rivoluzione ma la pancia con le COOP !

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca78
    "Armando Cossutta mi è simpatico perchè assomiglia a mio zio, e questo suo aspetto familiare mi mette di buon'umore"

    non pensavo che agli italiani piacessero così tanto i pagliacci....

  10. #10
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    Predefinito di mangiafuoco_www.articolo21.info

    "Il compagno Silvio" Quando Berlusconi confezionava gli spot pubblicitari per i comunisti

    "L’ossessione, la fobia, mostrata dal il premier in tutte le occasioni per il comunismo e’ pari solo a quella che ha per gli scorpioni. E questa e’ ormai cosa nota. Quello che e’ meno noto sono gli affari che Silvio ha fatto con i “mangiatori di bambini”. Chi avrebbe potuto immaginare che Berlusconi ha confezionato per la TV di Stato Sovietica, prima della caduta del muro di Berlino, in pieno regime comunista, un vero e proprio “carosello” pubblicitario per alleviare le fredde giornate dei telespettatori dell’est? Nessuno ci avrebbe creduto. Eppure e’ cosi’.
    L’Urss nel 1986 e’ un grande mercato televisivo, conta circa 280 milioni di utenti e 110 milioni di televisioni . Le trasmissioni vengono gestite dalla Gostelradio, la concessionaria esclusiva dello stato sovietico. L’informazione copre il 50 per cento dei palinsesti, il resto e’ riservato all’ intrattenimento leggero musica e sport. Che pacchia!!! Avra’ pensato il diabolico Silvio, saranno pure comunisti ma pur sempre potenziali consumatori!
    Ed e’ cosi’ che nel 1986, grazie anche alla mediazione di Programma 2000, societa’di Giuseppe Stante ( imprenditore vicino a Cossutta) la prima impresa occidentale che riesce a entrare nel settore delle comunicazioni televisive dell’impero sovietico e’ proprio la Fininvest. Una penetrazione che avviene attraverso la sua concessionaria di pubblicita’, Publitalia 80, e che negli anni si allarga alla Polonia, Cecoslovacchia, Romania, Ungheria e Cina. Il meccanismo e’ il seguente : “ io ti do i programmi televisivi confezionati e in cambio tu mi cedi in esclusiva le concessioni di pubblicita’. Che nel linguaggio elettorale di Berlusconi potrebbe essere tradotto cosi’: “ io salvo la vita a tanti bambini che rischiano di essere pappati, in cambio del crudele pasto vi fate una sana bevuta di coca cola”!
    Il 30 aprile del 1988 la firma. Fu Vittorio Dotti a rappresentare Publitalia –Fininvest al Cremlino. In base all’ accordo triennale Berlusconi avrebbe potuto raccogliere in esclusiva la pubblicità in Europa delle società che intendono pubblicizzare i propri prodotti. Secondo quanto raccontato ai magistrati da Flavio Di Leonardo, imprenditore collegato alla casa editrice delll’ex P.C.I, Editori Riuniti, proprio dopo la stipula del contratto tra Fininvest e l’Urss, accordo che sarebbe stato favorito dai buoni uffici dell’allora PCI- Berlusconi avrebbe ritirato la querela contro la casa editrice per il libro Inchiesta sul signore tv , scritto da Giovanni Ruggeri e Mario Guarino. Per conto della Tv di Stato, dunque, Publitalia 80 gestisce in Urss “ Progress Informajia Reclama” ( progresso informazione pubblicità), un’ agenzia che produce un “carosello” lungo 35 minuti che va in onda sulle 3 tv sovietiche . Nel 1989 il fatturato arriva a circa 4 miliardi di lire, e viene addirittura quadruplicato nel 1990. Ma l’espansione affaristica nei paesi comunisti “veri” non si ferma, in quegli anni arrivera’ addirittura in Cina . Dall’ottobre del 1990 Publitalia ’80 gestisce in esclusiva la pubblicità europea di China Central television, un’emittente con 600 milioni di potenziali telespettatori.
    I rapporti tra Mikhail Gorbaceev e Berlusconi sono ottimi tanto che il 18 settembre del 1993 e’ ospite nella villa di Arcore Probabilmente il leader Russo ignorava che nelle stesse stanze Silvio stava preparando la campagna elettorale che gli avrebbe fatto dire “ la parola comunista che ci fa tanta paura , esiste ancora (repubblica del 26 novembre 1995) oppure “sono preoccupato per il futuro per quello che e’ accaduto in Romania, in Ungheria, ora in Polonia. E anche in Russia .. pure li’ hanno vinto i comunisti, (messaggero del 2 dicembre del 1995).!!! Pecunia non olet, e i comunisti nemmeno, quando pagano tra un pasto di bambini e l’altro. Ma d’altra parte, cosa aspettarsi da uno che sbraitava da Santoro di non aver mai avuto societa’ all’estero per ammetterlo poi sudando davanti ai giudici di Milano? "

    Fonti : Millecanali aprile 1992.
    “ Millecanali marzo 1990
    “Il rosso e nero” di Roberto Di Fede (da dove è tratta la citazione Armando Cossutta mi è simpatico perchè assomiglia a mio zio, e questo suo aspetto familiare mi mette di buon'umore)

 

 
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