Di Enrico Piovesana

Lo scorso mese di giugno (8-11) l'élite economica e politica occidentale
si è riunita a Ottawa. A porte chiuse. Per decenni ne è stata negata
perfino l'esistenza, alimentando leggende e teorie cospirative. Oggi le
riunioni annuali del Gruppo Bilderberg, fondato in Olanda nel 1952, non
sono più un segreto, ma continuano a svolgersi a porte chiuse, senza
telecamere né conferenze stampa

Quest'anno, l'élite economica e politica occidentale si è data
appuntamento per tre giorni, lo scorso fine settimana, in Canada, in un
lussuoso albergo nella cittadina di Kanata, in Ontario, nei pressi di
Ottawa. Dall'8 all'11 giugno, il Brookstreet Hotel era chiuso al
pubblico, circondato da barriere di metallo e presidiato da polizia e
guardie private impegnate a tenere lontani i giornalisti, i fotografi e
quei pochi militanti no-global convinti che sia qui, e non ai G8, che
vengono decisi i destini del mondo. Uno di loro, lo statunitense Alex
Jones, impegnato a girare un documentario sul Gruppo Bilderberg, è stato
arrestato dalla polizia appena sbarcato all'aeroporto di Ottawa e
rilasciato solo dopo un lungo interrogatorio.
I temi dell'incontro.
Un comunicato stampa del gruppo ha spiegato che i temi dell'incontro
erano "le relazioni euro-americane, l'energia, la Russia, l'Iran, il
Medio Oriente, l'Asia, il terrorismo e l'immigrazione". Secondo le
indiscrezioni, le discussioni di sono concentrate su due argomenti,
entrambi legati al petrolio: l'Iran, i pro e contro di un attacco, le
conseguenze economiche e gli effetti sulla stabilità regionale e
globale; e America Latina, le contromisure da adottare per far fronte
alle nazionalizzazioni del petrolio e alle politiche economiche
anti-liberiste adottate dai nuovi governi di sinistra. Il comunicato
stampa, che racconta in sintesi mezzo secolo di storia del Gruppo
Bilderberg, afferma che la natura "privata" dei suoi incontri ha "il
solo scopo di incoraggiare i partecipanti a una discussione franca e
aperta".
I partecipanti.
Le foto scattate da reporter e paparazzi, ma sopratutto la lista completa
dei partecipantiallegata al comunicato, rendono bene l'idea di cosa
significi in concreto "èlite economica e politica". Ecco alcuni nomi:
la regina Beatrice d'Olanda (presenza tradizionale per motivi storici),
il "grande vecchio" della politica Usa, Henry Kissinger, l'ex
consigliere di Bush per la Difesa, Richard Perle, il grande banchiere
David Rockefeller, i dirigenti della Federal Reserve Bank, di Credit
Suisse e della Rothschild Europe (il vicepresidente Franco Bernabè),
delle compagnie petrolifere Shell, BP e Eni (Paolo Scaroni), della Coca
Cola, della Philips, della Unilever, di Time Warner, di AoL, della
Tyssen-Krupp, di Fiat (il vicepresidente John Elkann) i direttori e
corrispondenti del Times di Londra, del Wall Street Journal, del
Financial Times, dell'International Herald Tribune, di Le Figarò, del
Globe and Mail, del Die Zeit, rappresentanti della Nato, dell'Onu,
della Banca Mondiale e della Ue, economisti (tra cui risultano gli
italiano Giulio Tremonti e Mario Monti) e molti ministri dei governi
occidentali (per l'Italia era invitato il ministro del Tesoro, Tommaso
Padoa-Schioppa).
Dubbi.
Data la segretezza della discussione, gli argomenti trattati e il calibro
dei partecipanti, i dubbi e le domande sulla natura di questo tipo di
incontri sono inevitabili. E forse meriterebbero chiarimenti e risposte
chiare, dato che i temi in ballo non sono una faccenda privata, ma
questioni di pubblico interesse che riguardano tutti noi.

Tratto da www.peacereporter.net