"…Due sono le porte,
l’una che scende verso Borea è per gli uomini,
l’altra verso Noto ha (un carattere) più divino;
per di là non entrano gli uomini, ché è la via degli Immortali".
Il Poeta ci dice che la caverna di Itaca ha due porte: l’una porta è volta verso Borea, e l’altra, che 'ha un carattere più divino', verso Noto.
La porta settentrionale scende, mentre quella verso Noto è la «via degli Immortali», non consentita agli uomini.
Giustamente, gli ingressi dell’antro volti a Borea discendono per gli uomini, mentre le parti di Meridione sono proprie a coloro che ascendono agli Dèi, e non agli Dei stessi. Per questa ragione Omero non dice via ‘propria agli Dèi’, bensì agli Immortali.
Il poeta associa i venti alle anime che vanno verso la generazione, e a quelle che si separano dalla generazione: il vento di Borea, freddo, è conveniente a quelle che vanno verso la generazione. Essendo più freddo, congela e trattiene nella freddezza della generazione terrestre. Noto, più caldo, dissolve e rimette all’elemento igneo degli Dei.
Anche Platone parla di due ‘bocche’: attraverso l’una passano coloro che salgono in cielo, attraverso l’altra coloro che scendono in terra.
Gi ingressi corrispondono alle ‘estremità del cielo’ e sono due: Cancro e Capricorno.
Di queste, il Cancro è quella per cui le anime discendono, ed il Capricorno quella per cui ascendono. Ma il Cancro è settentrionale e atto alla discesa, mentre il Capricorno è meridionale e atto all’ascesa. Perciò le parti di Settentrione sono proprie alle anime che discendono verso la generazione.
Interessante il riferimento alle celebrazioni solstiziali. I Romani celebravano le feste di Kronos/Saturno quando il sole entrava nel Capricorno. Sono noti i festeggiamenti dei Saturnali: si assisteva ad un ‘rivolgimento’ durante il quale si faceva tra l’altro indossare agli schiavi le vesti dei liberi, e i beni venivano messi in comune. Si potrebbe in ciò cogliere un’allusione a questo ingresso del cielo: coloro che per la nascita si trovavano nella condizione di schiavi, durante le feste di Kronos e nella casa consacrata a Kronos, vengono liberati, e vivificati tornano alla generazione. Quindi a partire dal Capricorno la via è per loro adatta alla discesa; dicendo januarius, l’apritore della porta, il mese nel quale il sole ritorna dal Capricorno verso Oriente, volgendosi alle parti di Settentrione.