13/10/2006 11.08
Del Piero, il consiglio di Platini: «La sua Italia è la Juve» (la Stampa)
«A quell’età avevo già smesso: è chiaro che ormai il meglio l’ha dato».
Michel, non trovi che Donadoni abbia un po’ peccato di tatto? «Sbaglio o sabato sera all’Olimpico, con l’Ucraina, era partito titolare?».
Nessuno discute l’esclusione. La domanda è: perché in tribuna e non in panchina?
«Sono cose che devi chiedere al ct. Di testa, mi basta la mia: per favore, non farmi entrare in quella degli altri. Non conosco i loro rapporti. Gli spogliatoi sono luoghi sacri, democrazie chiuse».
Un’umiliazione che avrebbe potuto risparmiargli: lo pensano in molti.
«Sinceramente: non è che non giocare in Georgia ti cambi la vita. E nemmeno la carriera. Voi giornalisti cercate il caso ovunque: e se diventa un casino, fate pure la ola».
Visto da destra: Del Piero è finito.
«A novembre compie 32 anni. Io, alla sua età, avevo già smesso. Ale non è finito, ma è chiaro che ormai il meglio l’ha dato. Come l’aveva dato il sottoscritto».
Visto da sinistra: Del Piero è tutt’altro che bollito.
«Giudicare da fuori, credimi, non è semplice. Mettiamola così: dipende da lui».
Il tuo Del Piero qual è?
«Tanti. L’ultimo, quello del gol alla Germania. Splendido. Una carezza al calcio. I gol che si sognano da bambini».
E gli altri?
«È stato un grande. Ha vinto tutto. Non dimenticherò mai la rete che segnò alla Fiorentina, da 0-2 a 3-2, campionato 1994-95. Il gol del sorpasso. Di esterno destro, in acrobazia. Un capolavoro».
Dove lo collocheresti?
«Che discorsi: sul podio, con Totti e Baggio».
Stai parlando del primo Del Piero
«Gli anni passano per tutti. Lui, poi, ha iniziato molto presto e nel ‘98 si è sfracellato un ginocchio. Logico che non possa essere continuo e “padrone” come una volta. Se Capello in campionato e Lippi ai Mondiali lo portavano in panchina, non mi dirai che c’era sotto qualcosa».
Un consiglio?
«Non ne ha bisogno. Sono rari i campioni maturi e signori come Ale. E fedeli, soprattutto. Aver accettato la serie B fa onore alla sua storia, oltre che comodo alla sua società. Ecco: la Nazionale di Del Piero è la Juventus».
Traduzione: accontentati.
«Giocare nella Juve ti sembra riduttivo? Non è la A che manca a noi, siamo noi che manchiamo alla A».
http://www.goal.com/it/Articolo.aspx?ContenutoId=145858




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