da parte di un collega Rai del Piemonte


LETTERA POLEMICA AL DIRETTORE DI TUTTOSPORT. DI SERGIO ARIOTTI

Caro Padovan,
ho creduto che il tuo fosse un giornale davvero “democratico”, che si scrivessero in buona fede delle opinioni condivisibili o meno, che ci fosse rispetto per la verità e le sue infinite sfaccettature. Evidentemente mi illudevo. Il prevalere delle “colombe” su “falchi” nell’infinita questione Juventus-giustizia lo hai salutato drasticamente come una vittoria della capacità di mediazione politica di Cobolli Gigli e non come un vergognoso “calar di braghe” o almeno come un atto contraddittorio, soprattutto hai bollato come velleitarie le strategie contrarie seppellendole sotto un ghigno perbenista. Ognuno è libero di pensarla come crede, intendiamoci. Ma il punto è un altro. Non ho trovato scritto in nessuna parte dei tuoi editoriali e del tuo giornale che il ricorso al Tar avesse ottime possibilità di andare a buon fine (cioè con la riammissione della Juventus in serie A ed il riottenimento dello scudetto scippato) per gli evidentissimi vizi formali del processo sportivo. Il parere di insigni giuristi è senza appello. Non entra in gioco infatti né il diritto della giustizia sportiva di punire, né la sperequazione delle pene. Faccende opinabili, ma la legalità del processo, la non validità delle intercettazioni, il diritto alla difesa, la violazione del giudizio precostituito per legge. Lo hai scritto mai? L’unica cosa fatta è stato l’aver sbandierato il caso Taranto che non ha nessuna analogia.
Il ricorso al Tar avrebbe squassato il calcio italiano certo (qualcuno pensa: chissenefrega) e dunque il ritiro del ricorso è eminentemente una faccenda politica. Una richiesta del nuovo governo a Montezemolo? Probabile no? Lo hai mai adombrato? Hai mai scritto che Montezemolo ha convinto Elkan? Sta nell’evidenza dei fatti, o almeno è una ragionevole congettura.
Lo stupore dei tifosi che, nell’occasione, Tu ritieni una frangia di incompetenti se non beoti guarda caso è lo stesso di quell’intelligente galantuomo di Deschamps, il quale non capisce il perché di una retromarcia tanto repentina e arlecchinesca. Lo hai mai scritto? Dovevi almeno precisare che è per il bene del calcio italiano che la Juventus ha sacrificato l’onorabilità dei suoi tifosi. Che Cobolli Gigli l’ha barattata con qualche punticino in meno di penalità, non gli undici del titolo del tuo giornale, vero? Che i giorni del suo governo sono stati tra i più discutibili e qualche volta dilettanteschi della storia della società? Lo hai mai scritto? Lo dice Claudio Gorlier: questo presidente non rimarrà certo negli annali. Hai mai scritto che l’Ifil era favorevole al ricorso? E perché mai? Per avventurismo? Per cedere la Juve anzitempo?
Hai mai scritto che il ricorso al Tar sarebbe stato quantomeno un segnale di fermo dissenso sulle sentenze che hanno fatto della Juventus la vittima sacrificale del processo di Calciopoli? No, meglio stare allineati con le strategie di Cobolli Gigli e soci, fiancheggiarle. Dalle svendite dei campioni in avanti.
Hai mai scritto che si doveva e si deve continuare a difendere uno scudetto regolarmente vinto sul campo? Che si trattava di una truffa pro-Inter? Anche adesso che la pax è scoppiata, o è stata imposta, non si deve dimenticarlo.
Hai mai scritto che la posizione di Blanc non era quello di un collerico? Che aveva fondamento e ragionamento?
No, hai superato tutti questi spunti di analisi, tutte queste domande con la brillante metafora: l’ora dei falchi è finita. Ineccepibile, ma sommario.
Sommario come il processo di Calciopoli, vizio, quello dei processi sommari, da cui noi italiani non siamo mai guariti del tutto.
Hai mai scritto poi che il mancato intervento del Sindaco Chiamparino nella faccenda era vergognoso? Temevi di perdere i lettori del Toro? E che il danno economico alla città era ingentissimo? Lo si poteva quantificare, o anche solo azzardare un dato.
Vedi, caro Padovan, i lettori di Tuttosport hanno qualche ragione per dolersi del tuo giornale che in definitiva era l’unico a difendere ma troppo genericamente la Juventus. Lo hai fatto con la mozione dei sentimenti, in primo luogo. Non basta. La Juve la si difende anche accettando i pareri discordanti da quelli del Professor Bertinetti e di Cobolli Gigli.
Che la Juve giochi in B forse dipende da errori che non sono solo quelli di Giraudo e Moggi.
Il Milan ha vinto “politicamente”: è un dato incontrovertibile, Direttore. Il Signor Rossi ha agito pro-Inter, un altro. Si abbia il pudore allora di non parlare di calcio pulito. Ci si astenga dal peloso vogliamoci bene di frasi ipocrite come: “ora la Juve è capofila del rinnovamento”. No, la Juventus e Torino hanno semplicemente subito una vendetta.
Amen. So che questa mia finirà nel cestino come le altre quattro lettere che Ti ho inviato.

Cordiali saluti dal collega Sergio Ariotti,
redazione Cultura del Telegiornale Rai del Piemonte.


ineccepibile caro leccaculo Padovan, questa se non altro non finirà nel cestino caro Ariotti