IL DUELLO FINI-BERLUSCONI ALL'OMBRA DEI COLONNELLI DI AN
DI MIRIAM GIANGIACOMO - La sfida dei colonnelli è passata attraverso tutta la storia di Alleanza Nazionale e ha raggiunto in alcuni momenti storici toni a volte drammatici, a volte da complotto, a volte da regolamento dei conti. Ed è questa sfida che si è stagliata all'ombra dello scontro durissimo tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini e che come protagonisti ha avuto i colonnelli di An.
Italo Bocchino dalla parte di Fini, il nuovo colonnello che ha ottenuto sul campo i galloni da generale, e dall'altra parte il vecchio Ignazio La Russa con il supporto della passionaria Santanchè.
Sono loro che hanno tirato i fili del duro confronto tra Berlusconi e Fini, che Bocchino ieri ha concluso con la vittoria clamorosa e per taluni aspetti inaspettata.
Ma ripercorriamo brevemente le tappe della sfida. Alla fine di luglio La Russa aveva dato per certo che il gruppo di Fini non avrebbe superato il numero di 20 parlamentari, previsione che Bocchino ha reso vana portandone a casa 35.
In un'estate fatta di scontri tattici, il momento più importante è stato quando Berlusconi ha prorogato il suo discorso alla Camera il 29 settembre, contando di raccogliere un numero di deputati che gli consentisse di avere una maggioranza in Parlamento indipendentemente dai finiani.
Ieri la vittoria campale di Bocchino. Senza Fini questo Governo non sta in piedi. E oggi il cambio di rotta. L'accettazione di Fini come terza gamba del Governo, la legittimazione conquistata sul campo e i toni più dolci del Pdl che hanno spinto Bossi a chiedere scusa ad Alemanno per aver chiamato porci i romani e a rinunciare per ora all'idea golosa di elezioni anticipate.
Ora Bocchino, il vincitore, deve stare attento all'ebbrezza della vittoria, a non strafare perchè dipende dall'atteggiamento che terrà in Parlamento il destino di questa legislatura.
E se questa non è una vittoria...