http://gazzettino.quinordest.it/Visu...8&Pagina=SPORT

Se il nome di Andrea Bargnani rimarrà negli annali del basket come quello del primo giocatore azzurro scelto come n.1 assoluto da una squadra Nba, quello di Michele Strazzabosco figurerà in quelli dell'hockey ghiaccio come quello del primo italiano a essere chiamato da una squadra Nhl, i Buffalo Sabres, per un training-camp. Le differenze sono sostanziali e non solo economiche: essere scelti al draft cestistico garantisce un contratto mentre il training-camp è una sorta di raduno pre-campionato a cui partecipano alcuni titolari e i giocatori che ambiscono a diventarlo. Strazzabosco, quindi, dovrà guadagnarsi il contratto in pista convincendo i tecnici dei Sabres, ma il solo fatto di essere stato notato da una squadra del campionato professionistico nordamericano (che si farà carico di ogni spesa) è senz'altro un fatto storico e assolutamente positivo per il nostro hockey.
Per Strazzabosco, nato 30 anni fa ad Asiago, nella cui squadra ha giocato per 11 stagioni prima di trasferirsi lo scorso anno a Milano con cui ha vinto il secondo scudetto della sua carriera, è il coronamento di un'annata eccezionale, caratterizzata non solo dal titolo con i Vipers, ma soprattutto dalle sue prestazioni in nazionale, di cui ha recentemente ricevuto i gradi di capitano. Dopo un'Olimpiade più che convincente, il massiccio difensore veneto è stato fondamentale per le sorti dell'Italhockey ai Mondiali di gruppo A di Riga dove ha segnato il gol salvezza a 99 secondi dalla fine del match con la Slovenia.

Ora la chiamata in Nhl - la durata del try-out è variabile e dipenderà soprattutto dalle sue capacità di adattamento alla maggiore velocità del gioco e alle dimensioni ridotte della pista rispetto a quelle europee - un'occasione che ogni giocatore al mondo spera di avere nella sua carriera.

Alberto Ambrogi