Per il ministro dello Sviluppo economico nella Finanziaria
ci dovranno essere "elementi della riforma previdenziale"
Bersani: 'Manovra intorno ai 30 mld'
Sulle pensioni duello con Rifondazione
Ma il Prc insiste: "Teniamole fuori dalla legge di bilancio"
Il ministro del Lavoro Cesare Damiano
ROMA - Pensioni e Finanziaria, è ancora tensione nel governo. All'indomani dell'ipotesi fatta da Romano Prodi su una possibile esclusione della roforma pensionistica dalla manovra, il ministro dello Sviluppo economico rilancia: "Penso non ci sia nulla di male, anzi è positivo,se già nella Finanziaria potrà esserci una prima traccia di un discorso sulla previdenza".
Ma rispetto a Bersani, che conferma che sulla Finanziaria si sta lavorando attorno ai 30 miliardi di euro, diversa è la posizione di Rifondazione Comunista, che con il suo segretario Franco Giordano
chiede intanto una manovra senza tagli (dunque implicitamente ne chiede la riduzione dell'entità) e, soprattutto, insiste nel dire che "di pensioni si può discutere", ma non certo se la questione viene affrontata dentro la manovra.
Intanto anche i sindacati ribadiscono il convincimento che sia meglio affrontare in un secondo momento la questione delle pensioni, a Finanziaria chiusa. "Le riforme vanno fatte in un tempo necessario e con l'attenzione necessaria - ha detto stamane il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani - perchè quando le fai sotto l'assillo della finanziaria il risultato è uno solo: fai in fretta, fai male, scontenti e crei problemi. Sono materie delicate che vanno affrontate con ponderazione e attenzione".
"Vogliamo che lo 'scalone' dell'accesso alla pensione venga rimosso o modificato - ha poi affermato, entrando nel merito, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni -. Ma se deve costituire l'occasione per fare più danni di quelli che risolviamo allora è meglio lasciare il mondo com'è. Tuttavia siamo pronti al confronto e avremo una discussione senza fretta e senza isterie".




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