Vengo ad esprimere qui diffusamente quanto oggidì maturato nella lettura di innumerevoli discussioni variamente inerenti l'attività della Corte, presente o passata, la mia persona, negli atti e nelle convinzioni, le persone dei miei colleghi, nelle loro qualità ed azioni.
Rilevo anzitutto, stigmatizzandola, la vergognosa opera di aggressione, delegittimazione, insinuazione e velata sovversione rivolta contro la Corte da minoranze organizzate dedite alla distruzione dell'ordine e l'insulto professionale di galantuomini.
Offro in considerazione di ciò la mia totale solidarietà al Collega Cristiano72, insultato quanto in passato, ed in presente, sono stato, e sono, io da persone indegne del ruolo che a loro viene riconosciuto dai sodali che si ritrovano.
Annuncio la mia intenzione di non cedere in alcun modo alle medesime pressioni e di resistere, anche a prezzo di una considerevole dose di fango, dove mi trovo nella difesa strenua dell'Ordinamento, della Giustizia e delle linee programmatiche da me espresse il giorno della prima riunione della Corte.
Comunico di ritenere vergognoso che qualcuno dopo aver di fatto costretto ad un gesto di protesta estrema un galantuomo osi negare di aver messo in dubbio la correttezza della Corte come si legge nel 3d delle dimissioni di Cristiano72 perfino arrogandosi un falso ruolo propositivo dopo l'infame atto di eversione consumato.
Agli eversori incidentalmente comunico l'irrilevanza delle loro convinzioni ai fini del diritto costituzionale, il quale prevede la validità erga omnes delle sentenze della Corte Suprema, dalle quali, anche ove fossero state emanate, e non lo sono state, nessuno puo' prescindere salva l'amministrazione, alla quale il nostro ordinamento è subordinato e rimanda in modo esplicito.
Chi intendesse dunque montare teoremi su presunte delegittimazioni avvenute o innescare polemiche sul ruolo della Corte non si attenti ad usare argomenti smontati in partenza.
Ronnie
Giudice della Corte Suprema




