Iniziamo a fare finta di far parte di questo mondo. Allego questo articolo, vediamo cosa ne pensate.
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LA MANOVRA BIS VOLUTA DALLE BANCHE.
Oramai ogni anno, tramite la citata manovra-bis, il Governo attua delle riforme in ambito economico che, accompagnando il DPEF, sono finalizzate ad una migliore distribuzione delle risorse sul territorio o almeno questi sono gli intenti dichiarati; è fin troppo facile tuttavia, rendersi conto di voragini che sia aprono nell’ordinamento e che il legislatore “rattoppa” alla meglio, molto spesso realizzando un obbrobrio legislativo.
Nello specifico, la manovra bis di quest’anno introduce alcune significative novità nel nostro ordinamento, e soprattutto quelle in campo fiscale rendono bene l’idea del ruolo assunto da certi poteri economici forti, come le banche, che di fatto posseggono i fili della giostra; l’art. 35, comma 12, della manovra prevede alcune modifiche alla vecchia legge tributaria emanata con DPR 29 settembre 1972, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi) avente come fine, il controllo del Fisco sui flussi economici di soggetti passivi, siano essi persone fisiche che giuridiche, al fine di contrastare l’elusione fiscale. Il comma 12 prevede che, all’art. 19 del citato decreto, dopo il secondo comma sia inserito quanto segue: “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese. I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 100 euro”.
Questa introduzione rischia di avere effetti devastanti in campo economico, poiché introduce una soglia di importo minimo, per gli acquisti, sufficientemente bassa per far sì che ogni operazione passi sotto le mani di una banca, affollando ancora di più l’ingorgo burocratico; l’idea che ha mosso le intenzioni del Governo, almeno nelle dichiarazioni del Ministro Padoa-Schioppa, è quella di voler combattere in modo tenace l’evasione fiscale, stringendo in una brutale morsa burocratica ogni movimento economico del singolo cittadino: la situazione paradossale che si potrebbe verificare, con il limite di importo a 100 euro, è che per anche per i più semplici acquisti sarà necessario possedere una carta bancomat, una carta postapay oppure una carta di credito. Un operaio che viene chiamato per effettuare dei lavori all’intero di una casa privata, dovrà essere pagato necessariamente con assegno o con altri sistemi telematici, non essendo più possibile il c.d. “pagamento in contanti” (pay cash).
Senza voler allungare il brodo e cercare di sbrigliare una matassa fin troppo aggrovigliata, è sufficiente qui fare le seguenti considerazioni: 1) Con questo ossequioso sistema di controllo, non un’operazione sfuggirà alle banche che quindi sapranno ogni nostro genere di acquisto. 2) Le banche acquisiranno ancora maggior potere politico, potendo fornire (attraverso i c.d. studi di settore) gli indirizzi economici (di stampo consumistico) verso i quali il Governo deve indirizzarsi. Loro sapranno in che settore si spende di più, il Governo appresterà le manovre per sfruttare questi flussi. 3) Le fusioni bancarie più recenti sono il frutto di una politica mirata alla distruzione di ogni parvenza di giustizia sociale, contando solo il super profitto non importa più come raggiungerlo 4) Dulcis in fundo, non vi è alcuna garanzia che tale sistema possa assicurare concreti passi in avanti alla lotta all’evasione, in quanto non si affronta il motivo delle elusioni, ovvero la presenza di tasse soffocanti.
Un ultimo breve appunto riguarda l’entrata in vigore di tale riforma, lo si può leggere facilmente dal comma 12bis, appositamente introdotto nella manovra: “Il limite di 100 euro di cui al quarto comma dell’articolo 19 del DPR 600/1973, introdotto dal comma 12 del presente articolo, si applica a decorrere dal 1° luglio 2008. Dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e sino al 30 giugno 2007 il limite è stabilito in 1.000 euro. Dal 1° luglio 2007 al 30 giugno 2008 il limite è stabilito in 500 euro”.




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