

Bella l'idea del podcast! Quell'omino d'oro, poi, mi fa impazzire! Certo che la grafica del sito... non ci siamo...![]()




spiace vedere che ci si sia affrettati a dire che il simbolo del decennale non rappresentava un fascio littorio.
vabe'.....


La "Vigilanza Democratica" supera se stessa: scovato un fascio nel manifesto di Azione Giovani (di Annalisa Terranova)
da IL SECOLO D'ITALIA
La vigilanza democratica, per essere davvero ortodossa, deve intendersi estesa anche ai messaggi subliminali: ne è fulgido esempio la pagina d’apertura di ieri della cronaca romana dell’«Unità» dove leggiamo che sul manifesto con il quale Azione Giovani presenta la sua festa nazionale “Atreju” compare un fascio littorio. Un’approfondita indagine oculare rintraccia in un innocuo numero 1 (non disegnato ma “importato” da una fonte predefinita dei programmi di grafica) uno stentato simulacro dell’infernale fascio caro a Mussolini. L’incriminato numero 1 è seguito dal logo di Ag e da uno zero piccolino per spiegare iconograficamente che si tratta della decima edizione della manifestazione. In verità nel manifesto c’è ben altro: per esempio un robottino stilizzato che estrae la spada da una roccia rotonda. Insomma una specie di Artù tecnologico. C’erano altri elementi, a voler commentare la cartellonistica post-fascista, che avrebbero potuto attrarre brillanti escursionisti nell’esoterismo politico. Invece che ti vanno a mettere a fuoco? Un presunto fascio stilizzato. Impossibile ricavare commenti dai dirigenti dell’organizzazione giovanile di Fini. Tutti si fanno una risata. E pensare che lo slogan portante della festa è «Essere, non sembrare». Evitare le apparenze, dunque, per concentrarsi sulle essenze. Ma si vede che, sulla scia del consumismo simbolista inaugurato da Dan Brown con la sua caccia magica al tesoro, lo sguardo disincantato intravede bagliori di perversione audacemente riproposti là dove nessuno se li aspetterebbe, sui muri della città, o in un’innocua sequenza numerologica. Un po’ come i censori del rock satanico che ti avvertono che se ascolti certi dischi al rovescio ci trovi gli inni a Satana, o come i critici bacchettoni del film di Walt Disney «Il Re leone» che avvertono che nel cielo stellato osservato da Simba, ad un certo punto, le nebulose formano la scritta «sex» o come quelli che ti mettono in guardia contro i Teletubbies che sarebbero piccole icone asessuate del movimento gay americano o come quelli che hanno intravisto in un murales del Parco Disney in Florida un soldato con la divisa da SS. Una specie di via libera alle proprie ossessioni interiori che, nelle forme esterne più innocenti, si specchiano e si sbalordiscono nonostante ogni logica. E poi dicevano di Berlusconi, che vedeva i comunisti spuntare ad ogni crocicchio e che gli lanciava contro i suoi esorcismi politici. Almeno, la sua, era una deformazione visionaria che ha fatto quasi perdere le elezioni a Prodi. Qui siamo ai tic: c’è da decidere solo se vanno curati da un oculista o da un analista. In ogni caso, da un bravo specialista.

