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  1. #1
    naufrago
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    Predefinito Rosymauro e la voglia di piazza della LN

    LaPadania.com

    In piazza con i lavoratori del Nord
    Rosi Mauro

    Il Sindacato Padano è pronto a scendere in piazza e a manifestare a fianco dei lavoratori nel caso in cui il Governo dovesse mettere mano al sistema previdenziale.
    Il nostro timore è infatti quello di vedere ripetersi il copione già visto in occasione delle precedenti riforme delle pensioni (ben 4 in 15 anni) che hanno sempre penalizzato i lavoratori ed in particolare quelli del Nord, dove ci sono più pensioni di anzianità che di vecchiaia come, invece, al Sud.
    Nel periodo tra la riforma del mercato del lavoro e quella delle pensioni i sindacati confederali risposero al ministero del Welfare con 7 scioperi generali. Oggi il ministro Damiano (ex sindacalista Cgil) afferma che la legge Biagi è un punto fermo e che occorrerà ritoccarne solo uno o due articoli, questo anche alla luce dei dati Istat secondo i quali l’80-90% dei lavoratori che trovano un impiego attraverso gli istituti previsti dalla legge Biagi viene poi confermato con contratto a tempo indeterminato.
    Sulla riforma delle pensioni va ricordato che, una decina d’anni fa, il primo Governo Berlusconi la propose così come viene ventilato oggi, ovvero penalizzando chi va in pensione prima di avere maturato 40 anni di contributi.
    Allora i sindacati portarono in piazza un milione di persone e contribuirono alla caduta del Governo. Oggi, con nostro grande rammarico, Cgil, Cisl e Uil, al di là di vuote dichiarazioni di principio, davanti ad affermazioni tanto gravi del Governo, prendono tempo e chiedono di “visionare i documenti”. Chiedono, in altre parole, il ritorno a quella concertazione che coinvolga solamente loro e che già tanto danno ha procurato in passato ai lavoratori.
    Noi del Sin.Pa. ci auguriamo che tutta la nostra gente sia disposta a mobilitarsi di fronte alle prese in giro di Governo e sindacati confederali. Da parte nostra non mancheremo certo di fare la nostra parte vigilando attentamente sulle proposte che farà il Governo. Siamo pronti a scendere in piazza con tutti i lavoratori che hanno sempre dato e continuano a dare i loro soldi senza sapere dove sono andati a finire e dove finiranno in futuro. Il Sin.Pa. darà battaglia per tutelare il diritto acquisito dei lavoratori ad una pensione certa e dignitosa, come garantito dall’attuale Costituzione.
    Non dimentichiamoci poi il problema dei lavoratori precoci. Quei ragazzi e quelle ragazze che hanno iniziato a lavorare giovanissimi e che rischiano ora di trascorrere una vita intera sul posto di lavoro se il Governo non si deciderà ad affrontare la loro situazione.
    Quello che davvero mi stupisce da un lato, e mi spaventa dall’altro, è però il totale silenzio della piazza. Se le parti sociali che dovrebbero difendere i lavoratori tengono ferme le piazze davanti a certe scelte politiche vuol dire che davvero qualche cosa non va.
    Ma al di là del tema pensionistico, molte sono le carenze messe in luce dalla squadra di Romano Prodi. Primo su tutti il tema dello spacchettamento dei ministeri. Seguendo un “progetto” dell’allora ministro Bassanini, infatti, nella scorsa legislatura la Casa delle Libertà ha unificato diversi dicasteri dando vita al ministero del Welfare. Tornato al Governo, il centrosinistra altro non ha saputo fare se non dividere nuovamente le deleghe, ricreando di fatto tre ministeri con una conseguente moltiplicazione di poltrone, burocrazia e spese.
    Sul tavolo c’è poi il tema dell’immigrazione, lo stesso Zapatero ha lanciato l’allarme. Non possiamo fingere di non vederlo. A quei signori che si riempiono la bocca di paroloni quali solidarietà e assistenza ricordo che solidarietà vuol dire offrire una vita dignitosa a chi viene a lavorare - non a ingrassare le fila della malavita - nel nostro Paese.
    Ma come possiamo offrire una vita dignitosa agli immigrati quando i nostri pensionati non riescono ad arrivare alla fine del mese? Vogliono darci lezioni di solidarietà e dimenticano i nostri poveri, i nostri giovani e le nostre famiglie. Si ricordino, questi signori, che l’integrazione è possibile solo se la società ospitante è forte.
    Mi chiedo come facciano a dire che gli immigrati sono necessari perché c’è un “sacco” di lavoro. Come può esserci così tanto lavoro da fare se in Italia ci sono milioni di disoccupati?
    Chi crede realmente nel valore della solidarietà sa che la cosa migliore è aiutare i popoli a casa loro.
    Un aiuto ben diverso da quello che il Governo vuole portare nelle aree industriali dell’estremo oriente. Dire, come hanno fatto alcuni, che è necessario scommettere sul mercato cinese e indiano vuol dire spronare la delocalizzazione e, a ruota, aumentare la disoccupazione.
    Per quello che ci riguarda continueremo a farci sentire e a essere la campana intonata, visto che di stonate tra Governo, Triplice e Confindustria ce ne sono molte...
    *Segretario Generale del Sindacato Padano
    [Data pubblicazione: 08/09/2006]

    scenderanno in piazza così come han fatto dopo la riforma Maroni...
    e poi basta criticare il turbocapitalismo e la delocalizzazione nei paesi quali cina ed india se intanto tiene stretta stretta l'allenza con i forzisti che sulle delocalizzazioni ci mangiano... coerenza mai, eh?

    •   Alt 

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  2. #2
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    Bisogna anche prendere atto del fallimento dei sistemi pensionistici pubblici. Per due motivi fondamentali: la tendenza demografica verso la riduzione delle nascite e il progresso della medicina che allunga la vita delle persone. Quindi, più passa il tempo, meno saranno i lavoratori attivi rispetto al numero dei pensionati. Dato che tanto l'innalzamento dell'età pensionabile quanto quella del numero delle pensioni ha un limite, prima o dopo il sistema è costretto a ridurre i benefici finali promessi, segnale di un sistema che si avvia alla bancarotta. Ecco perchè il Cile ci ha pensato venti anni fa, con un sistema a capitalizzazione individuale che sarebbe utile importare (non all'itagliana).

  3. #3
    naufrago
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Bisogna anche prendere atto del fallimento dei sistemi pensionistici pubblici. Per due motivi fondamentali: la tendenza demografica verso la riduzione delle nascite e il progresso della medicina che allunga la vita delle persone. Quindi, più passa il tempo, meno saranno i lavoratori attivi rispetto al numero dei pensionati. Dato che tanto l'innalzamento dell'età pensionabile quanto quella del numero delle pensioni ha un limite, prima o dopo il sistema è costretto a ridurre i benefici finali promessi, segnale di un sistema che si avvia alla bancarotta. Ecco perchè il Cile ci ha pensato venti anni fa, con un sistema a capitalizzazione individuale che sarebbe utile importare (non all'itagliana).
    Intervento preciso e puntuale, come al solito.

    Infatti lo stato attuale è la dimostrazione di come il sisema INPS sia collassato, merito soprattutto di chi ha voluto attingere da quelle casse per le cosiddette "pensioni sociali" e cagate simili. In Lombardia, se non ricordo male, il bilancio INPS era in pari fino all'anno scorso... ovvio che poi quando si permette ad una persona di andare in pensione a 50 anni dopo aver lavorato solo alcuni anni, o quando basta una legisatura per averne diritto, o quando vedi come sono distribuite pensioni contributive e pensioni di anzianità, capisci che le cose non vanno perchè a qualcuno fa comodo così.
    Viviamo nel paese dove c'è ancora gente che ti dice "con Craxi si viveva da dio!!!" ma poi dimentica che era come entrare in un ristorante, mangiare fino a scoppiare e lasciare il conto da pagare a tuo figlio...

  4. #4
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    Voglia di pizza? ma quanti sono i seguaci di Rosy?

  5. #5
    riflettere..e poi agire
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    Ma quanti tesserati ha il sinpa?

  6. #6
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    Scusate, e i baby pensionati'? Quanta gente è andata in pensione dai 35-40 anni in su, mentre la maggioranza va in pensione intorno ai 55-60 anni. Chì ha fatto quelle leggi? I baby pensionati statali si trovano soprattutto in certe latitudini e se sono qui..normalmente sono statali, quindi prevalentemente di certe latitudini. Quindi, queste persone percepiscono per 20 anni circa stipendi mensili senza aver versato i contributi e lavorato. E' pazzesco, immorale, truffaldino e ingiusto verso tutti i normali lavoratori, la maggioranza. Basterebbe mettere una tassa "una tantum" che so io 100 euro all'anno a queste persone che hanno usufruito di questi privilegi..un po' di danee entrerebbero nelle casse dello "sctatu" per il momento..e loro non fiaterebbero, perchè tutti sanno che è un'ingiustizia un vergognoso privilegio. Per me, la gente sarebbe contenta e i privilegiati starebbero zitti...zitti..invece di studiare strane formule alchemiche (tasse sui risparmi, sulla casa, ecc. ecc. che sono frutto di lavoro)

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da armida Visualizza Messaggio
    Scusate, e i baby pensionati'? Quanta gente è andata in pensione dai 35-40 anni in su, mentre la maggioranza va in pensione intorno ai 55-60 anni. Chì ha fatto quelle leggi? I baby pensionati statali si trovano soprattutto in certe latitudini e se sono qui..normalmente sono statali, quindi prevalentemente di certe latitudini)
    se i padani
    non si fosero meticciati con gente di certe latitudini , ora sarebbe più facile staccarsi da certi problemi , invece uh lo zio di giù ha la pensioncina , uh e cose simili,

  8. #8
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    -Le regioni della Padania hanno un saldo pensionistico attivo (nonostante un sistema centrale errato)
    -L'idaglia del sud ha il record planetario di invalidità permanenti tale che se fosse vero sarebbe un fenomeno sanitario da studiare
    -I siculi dipendenti pubblici vanno ancora in pensione con i ventanni di contributi a nostre spese (essendo la siculonia in deficit)
    -La fusione delle casse INPS-INAIL è stata la cigliegina sulla torta in quanto in idaglia c'è anche il record mondiale di infortuni sul lavoro

  9. #9
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    Queste erano le giuste motivazioni che ci hanno attratto e per cui è nata e prosperata la Lega Nord, unitamente alla diffusione del grande imbroglio dell'artificiale unità d'itaglia, le nostre lingue, ecc. ecc. Abbiamo ragione. Quindi...stiamo a vedere.... da bravi nani politici non sapevamo niente..ci hanno tenuto nell'ignoranza da regime sovietico. Adesso però abbiamo aperto gli occhi... A qualcosa servirà...Intanto diffondiamo a tutti

  10. #10
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    il problema pensionistico non esiste in padania;
    come entità statuale indipendente, potrebbe senz'altro
    mandare in pensione tutti suoi lavoratori dopo 35 anni
    senza che questo faccia andare in rosso i bilanci.

    le magagne sono da addebitare a ben altre cause e
    situazioni che però sono abilmente taciute dai soliti cialtroni,
    che devono far cassa con i sacrosanti diritti di coloro che
    hanno VERAMENTE LAVORATO E PRODOTTO REDDITO.


 

 
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