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  1. #1
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    Predefinito Un governo di sinistra non può non riformare le pensioni

    A mio parere le varie formazioni di Sx che si affannano da anni a dife l'attuale sistema pensionistico sbagliano clamorosamente.
    E sbaglia clamorosamente anche il sindacato.

    A mio parere non solo dovrebbero partecipare alla riforma del sistema pensionistico ma anzi dovrebbero essere essi stessi a promuovere una radicale riforma !!

    Forse a questo punto qualcuno penserà, ma questo è pazzo !!! quindi è meglio che giustifichi le mie affermazioni.

    E per farlo prendo a spunto le parole di Bertinotti tratte dall'intervista che trovate sul sito di Repubblica

    "I miei 66 anni non sono quelli di una donna che ha cominciato a lavorare a 15 anni, che ha lavorato tutta una vita in una fabbrica tessile e in più ha seguito la propria famiglia. Pensare di elevare l'età pensionabile per tutta la popolazione - aggiunge - secondo me è del tutto inaudito".

    L'attuale sistema pensionistico prevede una differenziazione in termini di età pensionabile solo tra uomini e donne, non in funzione del tipèo di lavoro svolto. E come giustamente dice Fausto questo è profondamente ingiusto.

    Ma Fuasto giustamente non si ferma qui e dice.

    "7 milioni di pensionati prendono meno di 600 euro al mese"

    Cioè l'attuale sistema pensionistico è una "Fabbrica di povertà".

    Ed allora perchè cercare semplicemente di oppoorsi ai tagli di Prodi e Padoa Schioppa ?
    Perchè invece di trincerarsi dietro un "non se ne parla" non assumere pesantemente l'iniziativa con una proposta forte ?

  2. #2
    Gianicolo, 1849
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio
    "7 milioni di pensionati prendono meno di 600 euro al mese"

    Cioè l'attuale sistema pensionistico è una "Fabbrica di povertà".

    Ed allora perchè cercare semplicemente di oppoorsi ai tagli di Prodi e Padoa Schioppa ?
    Perchè invece di trincerarsi dietro un "non se ne parla" non assumere pesantemente l'iniziativa con una proposta forte ?
    Perchè peggiora la situazione, avremo più poveri, meno potere d'acquisto, calo dei consumi interni, più poveri, calo dei consumi interni, più poveri....
    Non è difficile da capire.
    Al crollo dell'Unione Sovietica i pensionati alla fine con la pensione ci compravano un uovo.
    Prodi ha dichiarato che sulle pensioni sarà "meno rigido", per cui alla fine del processo di risanamento, due uova.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Perchè peggiora la situazione, avremo più poveri, meno potere d'acquisto, calo dei consumi interni, più poveri, calo dei consumi interni, più poveri....
    Non è difficile da capire.
    Al crollo dell'Unione Sovietica i pensionati alla fine con la pensione ci compravano un uovo.
    Prodi ha dichiarato che sulle pensioni sarà "meno rigido", per cui alla fine del processo di risanamento, due uova.
    Non hai capito il senso.
    Ovviamente la riforma che la Sx dovrebbe promuovere nomn avrebbe come unico obiettivo il risanamento dei conti pubblici.
    La riforma invece dovrebbe dare alle pensioni una forte impronta sociale.
    Insomma una Sx moderna dovrebbe far si che le pensioni statali tutelino la classi deboli, garantendo il mantenimento del tenore di vita nell'arco di tutta la vita pensionistica.
    Mentre siano le pensioni private a fornire il mantenimento del tenore di vita delle classi più abbienti.

    Per poter far questo ed allo stesso tempo rispettare i conti pubblici, occorre ovviamente rivedere totalmente i sistema e le regole dei contributi, ad esempio strutturando i contributi in
    Contributi previdenziali (Proporzionali al reddito)
    Contributi di solidarietà ( con aliquote crescenti al crescere del reddito)
    Contributi volontari ad enti privati, parzialmente detraibili dall'irpef.

    E' ovviamente solo un'esempio e non ha la pretesa di essere una proposta concreta.
    Un'idea insomma su cui lavorare

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio
    Non hai capito il senso.
    Ovviamente la riforma che la Sx dovrebbe promuovere nomn avrebbe come unico obiettivo il risanamento dei conti pubblici.
    La riforma invece dovrebbe dare alle pensioni una forte impronta sociale.
    Insomma una Sx moderna dovrebbe far si che le pensioni statali tutelino la classi deboli, garantendo il mantenimento del tenore di vita nell'arco di tutta la vita pensionistica.
    Mentre siano le pensioni private a fornire il mantenimento del tenore di vita delle classi più abbienti.

    Per poter far questo ed allo stesso tempo rispettare i conti pubblici, occorre ovviamente rivedere totalmente i sistema e le regole dei contributi, ad esempio strutturando i contributi in
    Contributi previdenziali (Proporzionali al reddito)
    Contributi di solidarietà ( con aliquote crescenti al crescere del reddito)
    Contributi volontari ad enti privati, parzialmente detraibili dall'irpef.

    E' ovviamente solo un'esempio e non ha la pretesa di essere una proposta concreta.
    Un'idea insomma su cui lavorare
    ascolti, sig, piccinini, apprezzo il suo approccio problematico al problema.
    le rispondo volentieri.
    e' evidente che la eventuale riforma pensionistica è un "problema", forse "Il" problema , assieme alla spesa sanitaria del tutto fuori controllo.

    e se ogni due, tre anni il problema rispunta , ognipersona con un minimo di raziociniocapisce che la cosa è legata a false riforme precedenti, propagandate come risolutive, negli anni , anzi nei decenni passati.
    le responsabilità , gravissime, dei sindacati , sono sotto gli occhi di tutti.
    ugualmente sotto gli occhi di tutti le responsabilità di una classe politica di sinistra che ha sempre lisciato il pelo, qualsiasi cosa accogliesse o rifiutasse, ai sindacati stessi.
    e le coaptazioni dei sindacalisti nella politica non insegnano niente?
    trenti, pizzinato, lama, d'antoni, marini, cofferati.
    ma come si fa a non vedere?

    ed adesso, dopo tutte le MENZOGNE sparate in campagna elettorale, quella faccia di bronzo di fassino e prodi ci vengono a ricordare che il problema è INELUDIBILE???

    ma come fanno ad essere così ipocriti?
    chi ha parlato in campagna elettorale di abbattimento dello scalone maroni per sostituirlo ( con che cosa è stato accuratamente evitato di dirlo)?

    e di che parla il prodi?
    DI INCENTIVI E DISINCENTIVI.

    Ma perbacco, su cosa è caduto il governo berlusconi nel 1994???
    SU UNA RIFORMA PENSIONISTICA CHE PROPONEVA INCENTIVI E DISINCENTIVI.

    E chi si vantava , allora, di aver portato un milione di pensionati( solita balla spaziale, ma lasciamo perdere) a Roma ad inveire contro tale proposta?
    LE STESSE FACCE DI BRONZO CHE OGGI LE PROPONGONO COME SOLUZIONE

    CHI PARLO' ALLORA DI MACELLERIA SOCIALE

    QUELLA FACCIA DI BRONZO DI D'ALEMA.

    Ma abbiamo una vaga idea di quanto le casse dell'inps avrebbero risparmiato se tale riforma fosse stata attuata DODICI ANNI FA??

    decie di migliaia di miliardi di vecchie lire.
    e nessuno parlerebbe più da tempo di "problema ineludibile"


    gli ipocriti, prima o poi, vengono sbugiardati.

    il problema sono quei boccaloni che bevono tutte queste menzogne senza battere ciglio.

    la saluto.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio
    Contributi previdenziali (Proporzionali al reddito)
    Contributi di solidarietà ( con aliquote crescenti al crescere del reddito)
    Contributi volontari ad enti privati, parzialmente detraibili dall'irpef.

    E' ovviamente solo un'esempio e non ha la pretesa di essere una proposta concreta.
    Un'idea insomma su cui lavorare
    Se il tuo modello è un dipendente che guadagna 4.000 euro al mese hai tutti i margini di manovra per intervenire.
    Se il tuo modello è un dipendente a 1.300 euro al mese (il 70% dei dipendenti) hai un margine quasi zero, perchè con questa cifra non si può accantonare niente per la cosiddetta previdenza integrativa, a meno che di vivere come in nostri bis-bis nonni di 80 anni fa (significherebbe il crollo definitivo della nostra economia)
    Se il tuo modello sono i giovani, condannati al precariato, che lavorano un mese si e uno no, e alla fine mediamente si portano a casa 4/500 euro al mese, non si possono comprare casa etc. etc. da questi non puoi cavare niente. Potrai scegliere, quando saranno vecchietti e dormiranno in mezzo alla strada, se dargli una pensione sociale di sopravvivenza (con grande strepito dei Padoa-Schioppa e risanatori in servizio) o mandare i camion del comune a sterminarli con il DDT, e i carretti dei monatti per la fossa comune.

    I discorsi sulle pensioni/conti pubblici si possono fare su certi modelli di società, in grado di crescere (vedi Germania, forse Francia (forse), USA.
    Noi siamo da quindici anni in picchiata stabile, senza materie prime, senza energia, con interi settori economici che spariscono per la concorrenza straniera, con una netta predominanza di impieghi finanziari sugli investimenti produttivi. Che fine hanno fatto le famose aziende del Nord Est? Che fine hanno fatto i distretti dei mobili nel meridione? Che fine hanno fatto le aziende della fascia ex Cassa del Mezzogiorno?
    Finalmente si sono confrontate con la "Concorrenza!", ci dice il babbeo di turno.
    Cioè sono "Sparite", non ci stanno più. Il Valore Aggiunto prodotto dal sistema Italia è sempre meno, vale sempre meno.
    Questo è il problema di fondo.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio
    ascolti, sig, piccinini, apprezzo il suo approccio problematico al problema.
    le rispondo volentieri.
    e' evidente che la eventuale riforma pensionistica è un "problema", forse "Il" problema , assieme alla spesa sanitaria del tutto fuori controllo.

    e se ogni due, tre anni il problema rispunta , ognipersona con un minimo di raziociniocapisce che la cosa è legata a false riforme precedenti, propagandate come risolutive, negli anni , anzi nei decenni passati.
    le responsabilità , gravissime, dei sindacati , sono sotto gli occhi di tutti.
    ugualmente sotto gli occhi di tutti le responsabilità di una classe politica di sinistra che ha sempre lisciato il pelo, qualsiasi cosa accogliesse o rifiutasse, ai sindacati stessi.
    e le coaptazioni dei sindacalisti nella politica non insegnano niente?
    trenti, pizzinato, lama, d'antoni, marini, cofferati.
    ma come si fa a non vedere?

    ed adesso, dopo tutte le MENZOGNE sparate in campagna elettorale, quella faccia di bronzo di fassino e prodi ci vengono a ricordare che il problema è INELUDIBILE???

    ma come fanno ad essere così ipocriti?
    chi ha parlato in campagna elettorale di abbattimento dello scalone maroni per sostituirlo ( con che cosa è stato accuratamente evitato di dirlo)?

    e di che parla il prodi?
    DI INCENTIVI E DISINCENTIVI.

    Ma perbacco, su cosa è caduto il governo berlusconi nel 1994???
    SU UNA RIFORMA PENSIONISTICA CHE PROPONEVA INCENTIVI E DISINCENTIVI.

    E chi si vantava , allora, di aver portato un milione di pensionati( solita balla spaziale, ma lasciamo perdere) a Roma ad inveire contro tale proposta?
    LE STESSE FACCE DI BRONZO CHE OGGI LE PROPONGONO COME SOLUZIONE

    CHI PARLO' ALLORA DI MACELLERIA SOCIALE

    QUELLA FACCIA DI BRONZO DI D'ALEMA.

    Ma abbiamo una vaga idea di quanto le casse dell'inps avrebbero risparmiato se tale riforma fosse stata attuata DODICI ANNI FA??

    decie di migliaia di miliardi di vecchie lire.
    e nessuno parlerebbe più da tempo di "problema ineludibile"

    gli ipocriti, prima o poi, vengono sbugiardati.

    il problema sono quei boccaloni che bevono tutte queste menzogne senza battere ciglio.

    la saluto.
    Guardi che non a caso io ho parlato solo della SX, quella vera.
    E l'ho fatto per evidenziare come i continui no o NIET se preferisce degli ultimi 10-15 anni anche se apparentemente di sinistra in realtà sono un clamoroso errore.
    Questo era il tema che m'interessava discutere.
    Non certo delle bocciature delle riforme Berlusconi o dei voltafaccia di Prodi e Fassino.

    Quindi credo comprenderà se, pur condividento in parte alcune sue affermazioni evito di replicare.
    Io pur essendo tendenzialmente di Sx non sono schierato.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Se il tuo modello è un dipendente che guadagna 4.000 euro al mese hai tutti i margini di manovra per intervenire.
    Se il tuo modello è un dipendente a 1.300 euro al mese (il 70% dei dipendenti) hai un margine quasi zero, perchè con questa cifra non si può accantonare niente per la cosiddetta previdenza integrativa, a meno che di vivere come in nostri bis-bis nonni di 80 anni fa (significherebbe il crollo definitivo della nostra economia)
    Se il tuo modello sono i giovani, condannati al precariato, che lavorano un mese si e uno no, e alla fine mediamente si portano a casa 4/500 euro al mese, non si possono comprare casa etc. etc. da questi non puoi cavare niente. Potrai scegliere, quando saranno vecchietti e dormiranno in mezzo alla strada, se dargli una pensione sociale di sopravvivenza (con grande strepito dei Padoa-Schioppa e risanatori in servizio) o mandare i camion del comune a sterminarli con il DDT, e i carretti dei monatti per la fossa comune.

    I discorsi sulle pensioni/conti pubblici si possono fare su certi modelli di società, in grado di crescere (vedi Germania, forse Francia (forse), USA.
    Noi siamo da quindici anni in picchiata stabile, senza materie prime, senza energia, con interi settori economici che spariscono per la concorrenza straniera, con una netta predominanza di impieghi finanziari sugli investimenti produttivi. Che fine hanno fatto le famose aziende del Nord Est? Che fine hanno fatto i distretti dei mobili nel meridione? Che fine hanno fatto le aziende della fascia ex Cassa del Mezzogiorno?
    Finalmente si sono confrontate con la "Concorrenza!", ci dice il babbeo di turno.
    Cioè sono "Sparite", non ci stanno più. Il Valore Aggiunto prodotto dal sistema Italia è sempre meno, vale sempre meno.
    Questo è il problema di fondo.
    Mi costringi ad entrare nei dettagli.
    Il vecchio sistema pensionistico era del tipo "Tanto paga pantalone".
    La Riforma dini, per colmare i debiti passati ha introdotto il metodo contributivo con coefficienti penalizzanti.
    Un operaio che andrà in pensione a 60 anni con sistema contributivo e che prenderà uno stipendio in Euro fututi equivalente agli odienri 1500 Euro, Percepirà una pensione che a fatica arriverà a 1000.
    E questo anche grazie alle resistenze dei sindacati sulla previdenza integrativa.
    Viceversa un Dirigente, che la previdenza integrativa l'ha da tantissimi anni andròà in pensione con una pensione prossima all'ultimo stipendio.

    Questo è il quadro di qui il concetto di fabbrica di povertà. Di qui il sospetto che un simile sistema non possa essere accettato dalla SX, figuriamoci poi difenderlo a spada tratta.

    Quanto io propongo è una radicale revisione del concetto.
    Tutti devono contribuire alla funzione "Sociale della pensione" in proporzione la proprio reddito.
    Lo stato garantisce solo ed unicamente la funzione sociale mewntre il mantenimento del reddito delle fasce medio alte della popolazione è totalmente affidato alla previdenza complementare.
    Agendo opprtunamente sui vari parametri.
    Anni di contribuzione differenziati per lavoro.
    Contributi previdenziali
    Contibuti di solidarietà
    Sgravi fiscali per la previdenza integrativa.
    credo sia possibile creare un sistema in equilibrio (vedi conti pubblici) e Giusto.
    Vedi pensioni eque per le fasce deboli per tutta la durata della vita.

    Un'Utopia ? Forse, ma credo che per la SX sarebbe un'utopia migliore di quella di credere di poter tenere in piedi il sistema attuale.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio

    Se il tuo modello è un dipendente che guadagna 4.000 euro al mese hai tutti i margini di manovra per intervenire.
    Se il tuo modello è un dipendente a 1.300 euro al mese (il 70% dei dipendenti) hai un margine quasi zero, perchè con questa cifra non si può accantonare niente per la cosiddetta previdenza integrativa, a meno che di vivere come in nostri bis-bis nonni di 80 anni fa (significherebbe il crollo definitivo della nostra economia)

    Se il tuo modello sono i giovani, condannati al precariato, che lavorano un mese si e uno no, e alla fine mediamente si portano a casa 4/500 euro al mese, non si possono comprare casa etc. etc. da questi non puoi cavare niente.

    Potrai scegliere, quando saranno vecchietti e dormiranno in mezzo alla strada, se dargli una pensione sociale di sopravvivenza (con grande strepito dei Padoa-Schioppa e risanatori in servizio) o mandare i camion del comune a sterminarli con il DDT, e i carretti dei monatti per la fossa comune.

    I discorsi sulle pensioni/conti pubblici si possono fare su certi modelli di società, in grado di crescere (vedi Germania, forse Francia (forse), USA.
    Noi siamo da quindici anni in picchiata stabile, senza materie prime, senza energia, con interi settori economici che spariscono per la concorrenza straniera, con una netta predominanza di impieghi finanziari sugli investimenti produttivi.

    Che fine hanno fatto le famose aziende del Nord Est? Che fine hanno fatto i distretti dei mobili nel meridione? Che fine hanno fatto le aziende della fascia ex Cassa del Mezzogiorno?
    Finalmente si sono confrontate con la "Concorrenza!", ci dice il babbeo di turno.
    Cioè sono "Sparite", non ci stanno più. Il Valore Aggiunto prodotto dal sistema Italia è sempre meno, vale sempre meno.
    Questo è il problema di fondo.
    concordo al 100% e aggiungo che le analisi che provengono dagli "esperti"
    che sono lontani mille chilometri dalle problematiche di chi fatica
    ad arrivare a fine mese, sono del tutto assurde e fuorvianti, perché come tu ben scrivi, questi vogliono tutto e il suo contrario;

    insomma dovresti lavorare di più, per meno soldi, consumare e spendere
    a tutta birra per fare ripartire la macchina produttiva...........

    ma sanno quello che dicono?
    è tutto così allucinante..........


  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    concordo al 100% e aggiungo che le analisi che provengono dagli "esperti"
    che sono lontani mille chilometri dalle problematiche di chi fatica
    ad arrivare a fine mese, sono del tutto assurde e fuorvianti, perché come tu ben scrivi, questi vogliono tutto e il suo contrario;

    insomma dovresti lavorare di più, per meno soldi, consumare e spendere
    a tutta birra per fare ripartire la macchina produttiva...........

    ma sanno quello che dicono?
    è tutto così allucinante..........

    C'è un esempio che io amo sempre fare...
    Negli anni '70 le industrie motociclistiche inglesi e italiane, onuste di gloria ma "vecchie", si trovarono di colpo ad affrontare la concorrenza giapponese, agguerrita e innovativa.
    L'industria inglese (BSA, Triumph, Norton, AJS etc) semplicemente sparì.
    In Italia si fece una legge "protezionista". Per le moto oltre 500cc iva dal 18 al 38%. Per le moto meno di 350cc divieto di importazione, a meno che l'80% del valore fosse prodotto in Italia.
    La Honda, primo produttore mondiale, decise di aprire lo stabilimento di Atessa, dove i motori venivano dal Giappone e tutti i componenti prodotti in Italia (telai da Verlicchi, carburatori da Dell'Orto, impianti elettrici Ducati, freni Grimeca, ruote Campagnolo etc.)
    La Yamaha, secondo produttore mondiale, si fece costruire i motori da un'azienda bolognese, la Motori Minarelli, e tutto il resto lo portava dal Giappone.
    A quasi quarant'anni di distanza abbiamo che:
    - Atessa è il più grande stabilimento Honda fuori del Giappone, dove si producono modelli di punta (come le Hornet) che vanno in tutto il mondo.
    - La Minarelli è la più grande fabbrica di motori per moto d'Europa, con oltre 600.000 motori l'anno.
    - La produzione motociclistica italiana (dei marchi italiani) è la terza nel mondo
    - L'industria delle parti staccate (o aftermarket) italiana è la prima nel mondo
    - Per quanto ne so io alcune progettazioni e produzioni (es. le carrozzerie degli scooteroni, i telai etc) sono fatte in italia per mezzo mondo.

    Morale: se ci fossimo affidati alla "concorrenza" avremmo fatto la fine degli inglesi.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    C'è un esempio che io amo sempre fare...
    Negli anni '70 le industrie motociclistiche inglesi e italiane, onuste di gloria ma "vecchie", si trovarono di colpo ad affrontare la concorrenza giapponese, agguerrita e innovativa.
    L'industria inglese (BSA, Triumph, Norton, AJS etc) semplicemente sparì.
    In Italia si fece una legge "protezionista". Per le moto oltre 500cc iva dal 18 al 38%. Per le moto meno di 350cc divieto di importazione, a meno che l'80% del valore fosse prodotto in Italia.
    La Honda, primo produttore mondiale, decise di aprire lo stabilimento di Atessa, dove i motori venivano dal Giappone e tutti i componenti prodotti in Italia (telai da Verlicchi, carburatori da Dell'Orto, impianti elettrici Ducati, freni Grimeca, ruote Campagnolo etc.)
    La Yamaha, secondo produttore mondiale, si fece costruire i motori da un'azienda bolognese, la Motori Minarelli, e tutto il resto lo portava dal Giappone.
    A quasi quarant'anni di distanza abbiamo che:
    - Atessa è il più grande stabilimento Honda fuori del Giappone, dove si producono modelli di punta (come le Hornet) che vanno in tutto il mondo.
    - La Minarelli è la più grande fabbrica di motori per moto d'Europa, con oltre 600.000 motori l'anno.
    - La produzione motociclistica italiana (dei marchi italiani) è la terza nel mondo
    - L'industria delle parti staccate (o aftermarket) italiana è la prima nel mondo
    - Per quanto ne so io alcune progettazioni e produzioni (es. le carrozzerie degli scooteroni, i telai etc) sono fatte in italia per mezzo mondo.

    Morale: se ci fossimo affidati alla "concorrenza" avremmo fatto la fine degli inglesi.
    Permettimi di dissentire e fortemente.
    Tutto quanto affermi è vero, tranne la conclusione.
    E la conclusione è sbagliata perchè nel tuo racconto riporti un quadro parziale degli avvenimenti. L'inizio e la fine ma non l'imntero svolgimento,
    Infatti gli interventi protezionistici non servirono a nulla e gloriosi marchi come Ducati, Beneli, Guzzi, Laverda Gilera etc, sparirono comunque o si ridussero al lumicino.
    Esattamente come accadde in Inghilterra.
    Nel 1995 la produzione Italiana era di sole 92000 unità. Niente in confronto al glorioso passato.
    Ma qualcuno nel frattempo aveva capito che non si poteva competere coi giapponesi sulle produzioni di grande scala e che occorreva fare di ogni moto un prodotto Unico.
    E la produzione risalì sino alle 520000 unità del 2000 per poi stabilizzarsi intorno alle 400000 Unità.

    L'industria motociclistica Italiana, ancora lontana dall'essere salva e salda, ha avuto un rilancio grazie all'abilità e genialità dei suoi tecnici e manager, non certo per le misure protezionistiche.

 

 
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