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  1. #1
    piemonteis downunder
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    Zaia, il futuro della lega

    Visto che ogni tanto salta fuori qualcuno a dire che ci vuole gente nuova nella lega, come Zaia, ecco qui un'intervista che ne dimostra tutto il suo spessore politico....ahem.... Dalla pappagonia di oggi. Notare anche l'ordine di priorita' delle "battaglie della Lega", con la devolution al 7 posto ben dopo i crocifissi.


    [Bossi a Treviso] sarà salutato come «si fa con gli ospiti d’onore», ci annuncia Luca Zaia, vicegovernatore del Veneto ed ex presidente della provincia di Treviso. Semplicemente perchè «non c’è nulla da dimostrare. Bossi è e resta il nostro punto di riferimento e non ha certo bisogno di un avvocato d’ufficio», sentenzia Zaia, in Lega da una vita. Uno che di polemiche ne ha lette e ascoltate tante. Uno che ha visto gente «non secessionista diventarla, o signori «che si vergognavano di essere leghisti, mettersi il fazzoletto verde anche a letto».
    Ma i mal di pancia di Zaia non si fermano qui: «Non vorrei che si iniziassero a trasferire dibattiti da congressi sui giornali. E non vorrei che ci fosse qualcuno già pronto con la lista del re». «La Lega - attacca ancora - ha un obiettivo chiaro: arrivare al federalismo». Di questo si parlerà a Treviso. Nulla di più. Sebbene il vicegovernatore non chiuda ad eventuali e «legittime discussioni interne» ma precisa: «Se qualcuno ha cambiato obiettivo, lo dica apertamente».
    Poi arriva la bordata: «Nel 1996 Bossi ci portò al 10%, allora non ho sentito nessuno dire che qualcosa non gli andava bene...». Per Zaia non c’è tanto da girarci intorno: «Chi non riconosce la leadership di Bossi è libero di andarsene. L’importante è sapere che chi sta al tuo fianco nelle battaglie condivida le stesse idee».
    Treviso ha voglia di rivedere Bossi. Di ripartire sulla strada delle riforme. Per far capire anche al Capo che la spinta rivoluzionaria dell’inizio non si è affievolita su teorie stataliste come faceva intendere il Corsera. Una lettura che fa sorridere Zaia: «Se c’è qualcuno che ha la soluzione ai mali del Nord si faccia avanti. Ma dalla teoria si passi alla pratica». Perchè «qui ci sono 60 milioni di tecnici della Nazionale. Allora è forse il caso di rendersi conto che il primo nemico della Lega è in casa. Al Nord. Noi le battaglie le abbiamo fatte: indulto, l’immigrazione, il crocifisso, le infrastrutture, la Turchia in Europa, la concorrenza sleale della Cina, la devolution, la famiglia». «Ci dicono di non aver visto i risultati? Ma se ci hanno mandato a Roma con il 4 per cento...». «Sveglia - tuona il leghista - perchè qualcuno vota contro il Nord. L’Udc ha raddoppiato i suoi voti con una politica centralista a casa nostra». Allora «qualcosa non funziona». Non certo Bossi contro cui «è fin troppo facile prendersela». Lui, il Senatur da Gemonio, è «come un faro: è rimasto sempre lì. E i marinai sanno che guardando quella luce arriveranno sempre al porto».
    Zaia nega che ci sia qualcosa da ricucire «con la base». E aspetta Bossi «a braccia aperte. La sua prima uscita pubblica l’anno scorso la fece proprio qui a Treviso. Si è anche emozionato». Poi lancia la volata al Capo: «Quando Napoleone scendeva in campo, sebbene vecchio e malandato come negli ultimi periodi, è come se arrivassero mille uomini in più. Bossi è come Napoleone». Un condottiero, un trascinatore anche per tutto quel Veneto che pretende autonomia.
    Chi vive da tempo nella Lega sa che Bossi è più forte delle beghe da corridoio attizzate da qualche fuoriuscito ancora infuriato e amplificate dai giornali. Più forte di una malattia devastante superata grazie alla famiglia e a quella politica come missione di cambiamento, per fare stare meglio la sua gente. Ci sono chilometri da macinare. Nelle ultime settimane lo vedevi ovunque: da Alzano lombardo a Oleggio. Sabato sera corre a Treviso. E «al diavolo la salute direbbe lui -, in fondo si deve pur morire di qualche cosa».
    Perché Bossi è questa roba qui.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Zaia: un vero itagliano, a quanto pare...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio
    «Quando Napoleone scendeva in campo, sebbene vecchio e malandato come negli ultimi periodi, è come se arrivassero mille uomini in più. Bossi è come Napoleone».

  4. #4
    piemonteis downunder
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    "Come Napoleone" non e' abbastanza.....Zaia deve sforzarsi un po' di piu'. Bricolo qualche anno fa aveva dichiarato al Corriere che Bossi aveva avuto un'importanza superiore a Napoleone nella storia dell'umanita'.

  5. #5
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    Un bel complimento...poteva dirgli farabutto che faceva prima...

  6. #6
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    ....soprattutto se il paragone con Napoleone e' fatto da un Veneto!

    Che ci sia dietro una sottile ironia, o proprio a Zaia la cosa non e' venuta in mente?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio
    Poi lancia la volata al Capo: «Quando Napoleone scendeva in campo, sebbene vecchio e malandato come negli ultimi periodi, è come se arrivassero mille uomini in più. Bossi è come Napoleone».
    Non ho mai perso la speranza che anche al lìder maximo venissero le emorroidi (di trambate "modello 18 giugno 1815" ne prende ad ogni tornata elettorale).

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio
    ....soprattutto se il paragone con Napoleone e' fatto da un Veneto!

    Che ci sia dietro una sottile ironia, o proprio a Zaia la cosa non e' venuta in mente?
    Magari gli amici di Raixe potrebbero mandargli un bigino di storia a casa...

  9. #9
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    Ho appena visto il nostro su Rai 1 alla diretta di Miss Itaglia da Jesolo. Manifestazione da lui fortemente voluta che gli consente il palco televisivo con soddisfazione del sindaco (di Fozza Itaglia) di Jesolo.
    Ovviamente il nostro si è ben guardato dal mettersi il fazzoletto verde nel taschino. E' troppo impegnato a lanciarsi per fare il segretario veneto della Lega sponsorizzato da Gobbo.
    I leghisti veneti si guarderanno bene dal mettere a capo del movimento nella terra della Serenissima uno che con la Lega c'entra ben poco...

  10. #10
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    Napoleone incarna il potere, la conquista del potere personale, che tutto sfrutta per ottenerlo.
    Viene fatto passare per il massimo difensore e l’esportatore dei valori della rivoluzione repubblicana e democratica
    francese, quando in realtà egli fu il distruttore sia della storica Repubblica Veneta, sia di quella Francese sorta dalla rivoluzione.
    Le distrusse per imporre il suo imperio personale e familiare.
    L’usarlo come esempio denota in personaggi come Zaia e compagnia cantando, come la questione per loro sia soltanto una questione di potere personale, di arrivismo e carrierismo, nulla piú.
    Non c’é niente dell’amore e dello spirito di servizio verso il loro popolo, la loro patria, il loro stato che per secoli ha caratterizzato l’aristocrazia veneta sino, se il caso, a dare la vita dei propri figli e di sè.
    Questi ometti tronfi, questi pinguini d’alta sartoria, per i finissimi abiti su misura con cui hanni il vezzo di fasciarsi, sono la totale negazione delle speranze che il popolo coltiva votandoli ed esaltandoli.
    Costoro si fanno beffe della loro gente e hanno l’arrogante spudoratezza di palesarlo pubblicamente, come il cavadenti che con poche magliette afferma di poter far rientare i militonti rivoltosi.

    Trovo in tutto ciò, in tutti questi omuncoli, un’indegnità e una mancanza di valori da far orrore.

    Adorano il potere e basta e Napoleone lo incarna perfettamente, come Alessandro Magno, Cesare, Gengis Kan, Attila, Hitler, Stalin, Saddam Hussein. Non ha importanza che abbiano seminato ovunque morte e distruzione e che siano i massimi esempi dei peggiori criminali contro l’umanità, per questi miserandi idolatri del potere essi sono i benefattori dell’umanità.
    Che Dio abbia pietà di Noi!

    L’aver riposto i sogni e la speranza nelle mani, nelle teste e nei cuori di questi omuncoli è stato il più grande degli errori. Costoro non hanno mai inteso l’impegno politico per affrancare e emancipare la loro gente dalla sudditanza, dal servaggio e da una cittadinanza monca priva di vera sovranità.
    Costoro hanno sempre operato per mantenere il popolo, i cittadini, sotto i loro piedi.
    Votarli e votare in questo infame paese denominato Italia è un’azione indegna e vergognosa per ogni uomo libero e che abbia un minimo di dignità!

    Costui non è diverso da l'ex sindaco di Venezia, un tal Costa, che con i skei veneti, si comprò una costosissima statua del Bonaparte per metterla in bella mostra in un palazzo istituzionale veneziano.

    La pasta di questi uomini è della peggior specie, senz'altro di molto inferiore al "luame" caro al popolo e utile alla vita,
    costoro assomigliano più alla palta inquinata di Marghera.

    Basta pensare a quel vile e meschino condottiero, buono solo a gridare nelle piazze, come la Marki dal video, che Dio ha ben punito con un gran s-ciafon da farghe storxare par senpre el xgrugno. Una delle piaghe che arriveranno a punirli, come nell'antico Egitto e profetizzate da Mosè.

 

 
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