Commovente intervento di Prodi all'adunata degli ebrei italiani. Nel tentativo (veramente arduo) di sorpassare in piaggeria gianfranco finenstein, il nostro esimio presidente del consiglio si lascia andare ad uno sfogo accorato: la stella di david, dice, è il vero simbolo dell'europa (laica e massonica)!
Qualcuno se la sente di smentirlo?
Roma, 3 luglio 2006
"Nella bandiera di Israele c'e' un simbolo prezioso: la stella di David che è alla radice dell'identità europea che ci accomuna". Il premier Romano Prodi ha portato così il suo saluto Governo al quinto congresso dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
La comunità ebraica è una "componente fondamentale della societa', della cultura e dell'identita' nazionale" e lamenta il ritorno di una forma di antisemitismo in Europa, ma anche con "qualche sussulto" in Italia.
Poi un passaggio dedicato al conflitto mediorientale: "Assicuro l'impegno dell'Italia e del mio governo a contribuire a questa indispensabile anche se lontana pace in Medio Oriente. Questa pace non può esserci senza il diritto di Israele a vivere in sicurezza".
"Una pace per due popoli e due Stati, che vivono uno a fianco all'altro in sicurezza e liberta' e' la posizione dell'Italia e dell'Europa. Il mio governo andrà avanti su questo con determinazione nei prossimi anni".
Giacomo Sabban, presidente del congresso ebraico, galvanizzato dall'accondiscendenza mostrata dai goym convenuti, sfoga finalmente la sua rabbia contro i poco zelanti difensori dell'entità sionista (definiti antisemiti tout court) e contro la tremenda offesa al suo popolo rappresentata dall'insegnamento della religione cattolica a scuola. Come disse a suo tempo il giudice Tosti, l'ebreo che non andava a lavorare perchè offeso dalla presenza di un Crocifisso in aula: "non potevo lavorare con quel simbolo di odio davanti agli occhi". Il Crocifisso un simbolo di odio...![]()
UCEI: APPELLO A PRODI, NO AD ORA RELIGIONE ED EQUIVICINANZA
AGI) - Roma, 3 lug. - Gli ebrei italiani chiedono al Governo Prodi una presa di posizione chiara contro i rischi di un rinascente antisemitismo, 'mascherato da posizioni di equidistanza nel conflitto israelo-palestinese'. Chiedono inoltre piu' laicita' da parte dello Stato, con un segnale forte come sarebbe l'abolizione dell'ora di religione cattolica nelle scuole pubbliche. Entrambi i temi sono stati toccati nei saluti rivolti a Romano Prodi che oggi ha voluto essere presente ai lavori del Congresso dell'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane. 'Equivicinanza tra Israele e Autonomia Palestinese significa considerare uguali realta' che uguali non sono, non solo ai nostri occhi ma anche a quelli dell'Ue.
Equivicinanza significa accettare il terrorismo', ha detto al premier il presidente del Congresso Giacomo Sabban, che lo ha accolto all'Hotel Villa Pamphili di Roma, dove da ieri sono riuniti i delegati che eleggeranno il nuovo presidente dell'Ucei. 'Concetti analoghi a quello dell'equivicinanza - ha denunciato Sabban - sono utilizzati anche nell'opposizione, ma questo problema riguarda i dirigenti di quella parte del Parlamento'. Con Prodi in sala c'erano anche altri leader come Piero Fassino dei Ds, Franco Giordano di Prc e Gianfranco Fini di An, ma ovviamente il presidente uscente dell'Ucei Claudio Morpurgo si e' rivolto anche lui al premier. 'L'esistenza d'Israele - ha affermato - per noi ebrei italiani e' centrale: Israele e' parte di noi. Chi minaccia la sua esistenza minaccia la nostra stessa identita' di ebrei'. 'Lei sa bene - ha continuato Morpurgo ancora rivolto a Prodi - che Israele puo' essere uno straordinario partner per l'Italia e l'Unione Europea. E anche in Italia noi ebrei siamo da sempre europeisti ante litteram. Sta nascendo un nuovo rapprto tra le istituzioni e l'ebraismo, vogliamo dare un contributo forte e originale alla vita del Paese'. I 90 delegati al Congresso, ha spiegato Morpurgo, 'sono la rapppresentanza dell'ebraismo italiano, una comunita' vivace e quanto mai costruttiva. Sentiamo questa grande responsabilita'. Non facciamo attivita' partitica, non apparteniamo ad alcuno schieramento, ma siamo nella politica, soprattutto guardiamo ai programmi. Noi siamo un laboratorio vivente di interculturalita', impegnati per un processo unitario verso un ethos condiviso: non viviamo in una sinagoga, ne' in una chiesa ne' in una moschea: e' la societa' pluralista il luogo del dialogo. La laicita' non e' un dato aquisito, la si fa ogni giorno'. In proposito Morpurgo ha voluto fare l' esempio della scuola pubblica: 'chiediamo - ha scandito - il superamento di quella realta' antistorica che e' l'insegnamento della religione cattolica'. (AGI) Siz 031005 LUG 06 .
031047 LUG 06





Rispondi Citando
