Ieri sera sono stato alla Festa nazionale dell'Unità a Pesaro ed ho ascoltato l'intervista che Mentana ha fatto a Dalema.
Riporto alcune constatazioni e alcune considerazioni sul rapporto tra Dalema ed i militanti del suo Partito, o meglio, tra Dalema e quello che a me piace chiamare Popolo Rosso.
Innanzi tutto l'entusiasmo alle stelle con cui è stato accolto Dalema a Pesaro, non c'è che dire, il vero ed unico dirigente riconosciuto come leader dal Popolo Rosso e proprio Massimo.
Mentana ha iniziato a porre domande sulla politica estera, Libano,Israele, Afganistan, Iraq, Cuba e Fidel, Usa, Blair, Massimo è stato grandissimo nelle risposte, mentre il Popolo Rosso applaudiva in maniera sfrenata. Qui Dalema ha dimostrato una cultura ed una capacità di statista sconosciute, forse da sempre, alla ns politica ed al ns Paese. Tra le altre cose, parlando di politica estera Dalema ha riconosciuto a Fini alcuni meriti, ad es. la ricucitura, dopo i danni del Berlusca, con la UE, ma è stato l'unico avversario al quale ha concesso l'onore delle armi, per gli altri, solo carbone ed applausi intensissimi del Popolo Rosso.
Si è poi parlato di pensioni e Massimo ha riproposto le sue note tesi, innalzamento età, riconoscimento lavori usuranti ecc., anche su questi aspetti, diciamo forti, il Popolo Rosso si è spellato le mani per applaudire il suo Capo. Lo stesso dicasi sulla Rai.
Ma la serata ha espresso un elemento di assoluta novità, almeno tra gli ex PCI, nel rapporto tra militanti e leader, comunque amatissimo e riconosciuto, ed è stato quando si è parlato di [SIZE="5"]indulto
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Per la verità Dalema ha premesso che la sua opinione e le sue scelte in proposito, forse non sarebbero state condivise da qualcuno dei presenti e così è stato. Su questa parte gli applausi sono stati ben pochi ed anzi, si è levato qualche fischio, io ne ho sentito chiaramente uno, partito da un romagnolo che non mi era lontano. Oltre a questo fischio, isolato?, molto rammarico e molte rimostrande di diniego, con molti no espressi con la mano. Io ero immerso in mezzo alla mia gente, avevo vicino alcuni pesaresi, poco lontano c'erano dei romagnoli forse cattolichini, poco oltre vi erano degli umbri, Città di Castello?, poi degli anconetani/iesini ed ancora dei pesaresi, io ero con altri amici ravennati. Quello che ho rilevato è che il dissenso proveniva da quello che qualcuno definì "zoccolo duro". Gente tra i quaranta ed i sessata, uomini e donne, per la verità le più incazzate erano proprio le donne; belle facce di lavoratori, di gente che sai che non tradisce mai. Superata questa impasse è tornato splendido il feling tra Dalema e la sua gente.
Cosa voglio dire con questo post? Che il Popolo Rosso non ama il buonismo, ma ama le regole che rispetta e pretende che le rispettino anche gli altri, sensa se e sensa ma. E su questi aspetti, può dissentire anche con un Grande come Massimo Dalema.
A cena, ottimo il ristorante argentino che mi ha suggerito il mio amico Mr Bojangles, ho parlato con alcuni vicini di tavolo, anche loro Popolo Rosso delle Terre Rosse, sui problemi legati a questa immigrazione incontrollata. Beh, anche su questo, la sintonia con me era perfetta, anche i miei commensali, come me, considerano la sicurezza in testa ai nostri problemi ed auspicano maggior severità nei confronti di questa gentaglia che viene da noi con il solo scopo di delinquere.
Comunqe bella serata e Grande Dalema ma GRANDISSIMO IL POPOLO ROSSO!
Chissà se tra i forumesti c'era qualcuno a Pesaro, nel caso mi piacerebbe sentire la sua opinione in proposito.




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