Ho ricevuto tra la posta stamattina una lettera postuma di Giuseppe Mazzini ..mi ha fatto riflettere e su di essa sarebbe bene che riflettessero tutti i mazziniani italiani sulle conseguenze sciagurate che la presidenza dell'attuale presidente rappresenterebbe.
grande sponsor di ex-comunisti ed ex-democristiani non può essere credibile a reggere i valori repubblicani e mazziniani.
E’ FINITA LA COMMEDIA
Sono tornato dal mio sonno
e come Dante il poeta sommo
svelerò la nuova commedia
per salvare l’AMI dalla tragedia.
Non ho mai nominato un erede
né riconosco questo nuovo Apostolo
chi non è coerente e fermo nella fede
si sta preparando a spiccare il volo
se non è oggi , sarà dopodomani
con quei clericali ed ex- comunisti
che dicono di volere fare il ripulisti
di repubblicani , laici e mazziniani.
Dice che verso la politica è ambivalente
è solo una trottola permanente
parla di politici senza decenza
ma con gli stessi strinse un’alleanza.
Se un politico fosse indecente
è forse un atteggiamento più decente
andare a Roma ad incontrare “l’indecenza”
per garantirsi dell’AMI la Presidenza?
Gli fu chiesto non un atto di sottomissione
né di fare la cinghia di trasmissione
ma solo di garantire dell’Ami l’autonomia
che un italo americano voleva portare via.
“Il mio impegno sarà assoluto
cambierò subito lo statuto”
ed appena eletto presidente
almeno in questo è stato coerente.
Dello statuto purtroppo ha fatto strame
predica bene ma costruisce trame
in nome dell’autonomia dell’associazione
ha organizzato durante l’elezione
riunioni per votare alcuni candidati
del movimento repubblicano nemici dichiarati.
Attenzione ai suoi pentimenti mistici
rivendica la specificità dei laici
ma sponsorizza ex-comunisti e clericali
quelli contro la ricerca sulle staminali
quelli che dirigono la consorteria
altro che ringraziamento alla massoneria
quelli sì seguaci dei risorgimentali
estranei ai suoi giochetti strumentali.
Il mio ideale di dirigente o di Apostolo
non è certo quello che ama stare solo
“essere pochi ma essere i divini eletti “
è la massima e l’alibi degli inetti.
Se nel bicentenario, eccezionale occasione
di pubblicità dell’ azione e del mio pensiero
diventa più piccola l’organizzazione
o si è lavorato male o non si è detto il vero.
Lui si richiama ad Aurelio Saffi
è diverso anche se avesse i baffi
il grande forlivese era devoto, positivo
non certo un furbetto e un distruttivo.
Si dice libero perché benestante
ho detto che libero è anche un bracciante
un operaio, un artigiano se hanno coscienza
dei doveri , dignità ,valori ed appartenenza.
L’essere un professore ordinario
non da più lustro di uno precario
molte volte il segno del successo
non è frutto del merito ma del compromesso.
Lui seguace di Saffi? Erede di Mazzini ?
L’allievo preferito di Giovanni Spadolini
è millantato credito ricevette un consiglio
non lo ha seguito e creato lo scompiglio.
Se alla politica -come ti disse - non sei adatto
perché allora te ne occupi d’accatto?
Eri considerato dai repubblicani il bravo ragazzo
guarda ora negli occhi dei vecchi l’imbarazzo
nel vederti non più speranza ma trasformista
nel girone del potere come un equilibrista
Gli occhi dei mazziniani hai reso spenti
è inutile che fingi di pentirti o ti lamenti
“ chi è causa del suo mal pianga se stesso “
tu la diritta via l’hai smarrita e allora adesso
ritrova la tua strada dimettiti e falla finita.
Chissà se per impedire la rottura
per non portare l’Ami all’avventura
ritroverai il coraggio dell’umiltà
tirarti da parte per garantire l’unità.
me ne ritorno nel mio sonno
come Dante il poeta sommo
ma a Napoli sarò presente
a salutare il nuovo presidente.
Giuseppe Mazzini




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