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Discussione: La Turchia è Europea?

  1. #841
    costantino
    Ospite

    Predefinito

    Chissà quale messaggio voleva dare al Papa, il dirottatore turco che si è impossessato di un volo della Turkish Airlines che andava da Tirana a Istanbul. Forse voleva avvertirlo che in Turchia, quindici giorni fa, è uscito un romanzo che descrive l'assassinio di Papa Ratzinger nella sua prossima visita a Istanbul. Proprio così. Il libro si intitola «Papa'ya suikast» (Attentato al Papa) e il sottotitolo è «Chi ucciderà Benedetto XVI a Istanbul». L'ha scritto un autore di gialli che sta scalando la classifica dei titoli più venduti.
    Protagonista del romanzo, manco a dirlo, è il Mit, il servizio segreto turco, espressione della destra nazionalista e islamica che si batte da sempre contro ogni ipotesi di unione tra cristiani cattolici e ortodossi. Ecco, a proposito di cattolici e ortodossi: sono in pochi a ricordare che come si sia giunti all'invito ufficiale di Benedetto XVI in Turchia, o meglio: sono in pochi a ricordare come il precedente invito fu incredibilmente rifiutato. Il patriarca ortodosso, Bartolomeo I, aveva invitato Ratzinger in occasione della festa di Sant'Andrea del novembre 2005,
    ma il governo non aveva confermato l'invito contravvenendo a quella che sembrava una semplice formalità. Le autorità turche si tennero sul vago sino all'omicidio di don Andrea Santoro, il missionario romano ucciso nel febbraio scorso: l'invito ufficiale arrivò immediatamente dopo l'assassinio ed ebbe tutto il sapore di un gesto riparatorio.
    Chissà, forse il dirottatore turco voleva avvertire Ratzinger che pochi giorni fa, in Turchia, è stato accoltellato Padre Pierre Brunissen, un religioso francese di 74 anni che era proprio sulle orme di don Santoro e che aveva riaperto una piccola chiesa di una città a maggioranza islamica.
    Ma sono cose che Ratzinger probabilmente sa. E pure le sa monsignor Luigi Padovese, il vicario apostolico dell'Anatolia che ha denunciato all'agenzia Asianews un clima di aggressione verso i cristiani: «Per molti», ha detto, «la presenza di Benedetto XVI è una presenza scomoda, soprattutto per coloro che non cercano il dialogo o non vogliono che la Turchia si avvicini all'Europa».
    Sta di fatto che il clima è quello che è, e che la Turchia, sovente indicata come punta di diamante dell'Islam moderato,
    di fronte al gran canaio delle recenti dichiarazioni del Papa non ha propriamente osato prudenza. Il Gran Muftì turco, la massima autorità religiosa del Paese, ha detto che «L'Islam deve guardare con preoccupazione al viaggio di Benedetto XVI in Turchia». Ma un terreno ostile a Ratzinger era pronto da tempo: quando divenne Papa, un quotidiano turco titolò così: «È Papa il cardinale che ha polemizzato con Erdogan». L'allora cardinale Ratzinger, in un'intervista a Le Figaro, si era detto contrario all'ingresso della Turchia in Europa per ragioni storiche e culturali,
    e il premier Erdogan aveva risposto così: «La Turchia parla solo coi Paesi europei». Eccolo il clima: quello di un Paese in cui il 99 per cento della popolazione è seguace di Maometto, e ora vorrebbe riversare settantun milioni di musulmani in un'Europa che ne contiene solo quindici milioni e ha già i suoi problemi. È il clima che può esserci in un Paese che tra settantun milioni di abitanti vanta solo 150mila cristiani, ai quali a tutt'oggi è negato uno status giuridico, non possono aprire seminari,
    non possono circolare in tonaca, non possono lavorare nella pubblica amministrazione. La Turchia è un Paese in cui a dispetto di una laicizzazione cominciata nel 1924 ha vinto infine un partito che si chiama Partito Islamico, una forza che ha preso il 34 per cento dei consensi dopo aver inneggiato al ritorno del velo per le donne: un partito il cui leader, nonché capo del governo, ha due figlie che portano il velo ed una moglie che lancia fatwe contro le adultere: la legge che punisce il tradimento dei coniugi,
    difatti, è stata soppressa solo di recente e solo su forte pressione europea.
    Ma la grande stampa europea, in prevalenza, preferisce occuparsi della lungimiranza politica di burocrati comunitari ansiosi di esportare formaggi e tecnologie, gli stessi burocrati che hanno già cancellato le radici cristiane dalla Costituzione europea. Così l'opinione di monsignor Luigi Padovese tocca leggerla sul Messaggero di Sant'Antonio: «La Turchia è uno Stato che si professa laico ma che negli scorsi decenni ha visto crescere sempre più un fronte islamico vivace.
    Questo ha determinato la realtà di uno Stato laico e, nel contempo, confessionale. Non sulla carta, ma nei fatti: uno Stato confessionale di colorazione sunnita, come la maggior parte della popolazione musulmana turca. A discapito delle minoranze non solo cristiane, ma anche musulmane moderate».
    Cosicché accadono scene incredibili. L'estate scorsa, a Rize, una cittadina non distante dal mar Nero, un giornale locale aveva questo titolo: «Sulla via del mare è stato avvistato un sacerdote». Tipo un Ufo. Il quotidiano Milliyet il 6 febbraio successivo aveva questo incipit: «Mi hanno fatto vedere il luogo dove è stato avvistato il sacerdote, e mi hanno detto: “È scappato verso la montagna, i giovani gli sono corsi dietro per prenderlo”». Il capo del partito rappresentante i celeberrimi Lupi Grigi intanto commentava così: «I sacerdoti che vengono nella nostra regione vogliono rifondare lo Stato cristiano greco-ortodosso che c'era prima, tra loro ci sono delle spie che lavorano per i Paesi occidentali,
    stanno rovinando la nostra pace».
    Ma va tutto bene. Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa del Vaticano, ha detto che «il viaggio del Papa in Turchia non subirà modifiche». Meglio evitare i voli della Turkish Airlines, comunque.

    •   Alt 

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  2. #842
    costantino
    Ospite

    Predefinito ecco gli europei:

    VERCELLI IL BLITZ NEL TEATRO DI VARALLO SESIA DOVE ERA IN CORSO UN CONVEGNO CON PANNELLI DI FOTOGRAFIE D’EPOCA
    Mostra armena devastata da un turco
    «Sul genocidio solo falsità». La Lega: «Ecco che cosa succede a portare Ankara nell’Ue»
    6/11/2006
    di Ivan Fossati




    VARALLO SESIA (Vercelli). Le tensioni diplomatiche tra Armenia e Turchia hanno vissuto un sussulto ai piedi delle Alpi. Un turco, cittadino italiano da un anno e mezzo, ha fatto irruzione ieri mattina nel teatro della località turistica della provincia di Vercelli dove stava per iniziare un convegno sul genocidio del 1915. Come una furia l’uomo ha buttato all’aria tutto ciò che trovava sulla sua strada, uno stand con libri in vendita, oggetti vari e i pannelli della mostra.

    Nessuno, però, ha capito le frasi che pronunciava in stretto dialetto turco. Tra il pubblico (non numeroso) c’erano pure alcuni bambini, rimasti choccati dalla scena. Nuri Bastug, 35 anni, è stato bloccato dai presenti, tra cui il relatore della conferenza, poi è stato portato a forza in caserma da un carabiniere. Il fatto pochi minuti dopo le 11 e alle 16 l’uomo era nel suo negozio del centro di Varallo. A suo carico è stato aperto un fascicolo, ma poca cosa (gli si contesta d’ufficio il reato di danneggiamenti) rispetto a ciò che si era temuto all’inizio, cioè un attentato. La moglie italiana, Giulia Magno ha tentato di fare da filtro alle interviste, ma Nuri Bastug è rimasto convinto della sua azione. E non si è sottratto alle domande, salvo fare una ricostruzione «soft» dell’accaduto. Negando, da subito, che il suo blitz fosse legato all’imminente visita del Papa in Turchia.

    Il sospetto era nato dal fatto che uno dei pannelli roveciati riportava una foto che ritraeva Benedetto XV, il Papa che nel 1915 cercò di fermare il massacro armeno.

    Bastug ha poca confidenza con la lingua italiana, ma si fa capire bene: «Non è una questione religiosa, qualunque turco si sarebbe comportato come me. L’Armenia ha avuto molti morti tra il 1914 e il 1918, però la Turchia di più. E’ sbagliato ricostruire la verità con una sola voce».

    Il titolo della manifestazione, patrocinata pure dal Comune, era «Un giorno in Armenia». Era prevista una mostra con fotografie di Armin Wegner. Poi una conferenza e un concerto del duo Khaciaturjan (che si sono regolarmente svolti nel pomeriggio).

    «Sono entrato per capire - ha detto più tardi Nuri Bastug -. Avrei anche voluto parlare, esporre le mie idee. Ma quando sui pannelli ho visto quelle foto, immagini crude di armeni uccisi da turchi, ho perso la testa. Quella non è la verità. Il mio popolo è stato vittima della ferocia armena, e solo in un secondo tempo si è vendicato. Noi siamo stati i primi a subire». C’è modo e modo per far valere le proprie ragioni, Bastug che di lavoro gestisce una rosticceria, ha scelto il peggiore.

    Pietro Kuciukian, curatore della mostra, autore di vari libri sull’argomento e figlio di uno scampato al genocidio, è stato uno dei primi a intervenire impedendo che Bastug rompesse tutti i pannelli dell’esposizione. Ribatte: «Quell’uomo è entrato in teatro urlando. Non è vero che è rimasto colpito dalle foto, è arrivato con l’intento preciso di distruggere, ha travolto tutto ciò che incontrava; poi senza curarsi neppure dei bambini molto spaventati ha abbattuto i pannelli. Temevamo di peggio, perché a manifestazione analoghe in Francia si sono presentati anche i “Lupi grigi”. Mi dicono che questa persona di solito è tranquilla, ma anche che riceve spesso giornali e corrispondenza dalla Turchia. Non vorrei che il gesto che ora si archivia come un raptus fosse tutto organizzato nei dettagli. E non solo da Nuri Bastug».

    Il rosticcere turco, da parte sua, non mostra segni di grande pentimento: «Chiedere scusa? Potrei anche farlo, ma non per primo». Poi chiarisce: «L’errore è stato commesso da chi ha organizzato la mostra. L’Italia non può essere di parte, non può scegliere di stare con l’Armenia. Varallo ormai è la mia città, ma in questo caso è stata commessa un’ingiustizia. Chiedano scusa, e cercherò di farmi perdonare anche io per la reazione che ho avuto».

    La mostra aveva il patrocinio dell’amministrazione comunale, ma il sindaco Gianluca Buonanno non accetta di finire nella polemica. «Il turco ha sbagliato e se non gli piace ciò che facciamo se ne torni pure a casa sua. Una cosa è certa: se un italiano avesse fatto come lui in Turchia, avrebbe passato brutti momenti». Dura invece la reazione della Lega: «Mi immagino che cosa potrebbe accadere dopo l'ingresso della Turchia in Europa», ha detto Roberto Cota, segretario piemontese del partito di Bossi.

  3. #843
    costantino
    Ospite

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    Turchia non accetta condizioni per ingresso in Ue
    Il governo turco fa sapere che considera la questione cipriota «un problema politico» e che non si sente vincolato da essa
    8/11/2006




    ANKARA. La Turchia non accetta alcuna condizione nelle trattative riguardanti il suo ingresso nell'Unione europea.

    In coincidenza con la presentazione, a Bruxelles, del rapporto sui progressi compiuti da Ankara nel processo di avvicinamento all'adesione, rapporto che non contiene giudizi molto positivi, il governo turco fa sapere che considera la questione cipriota «un problema politico» e che non si sente vincolato da essa. «Non costituisce un obbligo - si legge in una nota - riguardo al nostro processo negoziale, che è di natura tecnica».

    Alludendo al Consiglio europeo di metà dicembre durante il quale sarà compiuta una verifica dello stato delle trattative, la nota avverte che «la responsabilità a questo punto ricade più sull'Ue che sulla Turchia».

  4. #844
    NEC PLUS ULTRA
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    Se La Turkia Entra In Europa Scoppia La 3 Guerra Mondiale ..
    Scontro Di Civilta..
    Ve Li Immaginate Ke Skorazzano Tranquillamente In Tutta Europa ..
    Poi La Turchia è Sempre Stata Ostile Al'europa E L'ha Sempre Minacciata....non L'hanno Ottenuto Con Le Armi Ce La Faranno Senza?
    Noi Italiani Siamo Stai In Guerra Con I Turchi Fino A Qualche Secolo Addietro.....

  5. #845
    costantino
    Ospite

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    i sionisti tifano x la turchia.....
    ne dubitavate ?


    09 nov 11:00 Turchia: Frattini, "Merita fiducia"

    BRUXELLES - Il vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini, frena sulle ipotesi avanzate negli ultimi giorni riguardo l'ingresso della Turchia in Europa: "Sarebbe pericoloso e controproducente sospendere il processo di adesione" e anche "una sosopensione parziale del negoziato sarebbe un segnale negativo". Frattini lo ha detto a Bruxelles, in un incontro con i giornalisti italiani. Secondo il responsabile Ue alla Giustizia e' necessario invece "accompagnare il programma di riforme di Ankara" e "sostenere l'ala riformista che appoggia Erdogan sulla strada delle riforme sempre piu' avanzate, in particolare sulle liberta' religiose e sulla liberta' di espressione". Frattini si e' anche detto d'accordo con il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, e con altri governi europei sul fatto che la Turchia meriti ancora "segnali di fiducia". (Agr)

  6. #846
    costantino
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    è EUROPEO un paese dove vengono uccisi i giornalisti non asserviti al potere ?

    Turchia, ucciso lo scrittore Hrant Dink

    ANKARA - Ucciso lo scrittore e giornalista turco armeno Hrant Dink. La televisione turca ha dato la notizia precisando che l'intellettuale, che da tempo si batteva per i diritti umani, è stato ammazzato a colpi di arma da fuoco.

    19/1/2007

  7. #847
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    Citazione Originariamente Scritto da costantino Visualizza Messaggio
    è EUROPEO un paese dove vengono uccisi i giornalisti non asserviti al potere ?

    Turchia, ucciso lo scrittore Hrant Dink

    ANKARA - Ucciso lo scrittore e giornalista turco armeno Hrant Dink. La televisione turca ha dato la notizia precisando che l'intellettuale, che da tempo si batteva per i diritti umani, è stato ammazzato a colpi di arma da fuoco.
    19/1/2007
    NON è PER QUESTO CHE LA TURCHIA NON è EUROPEA...
    MA DI FATTOI NON LO è,ANZI è SEMPRE STATA UN OSTACOLO E UN PERICOLO PER L'EUROPA

  8. #848
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    Citazione Originariamente Scritto da ITALIANO83 Visualizza Messaggio
    Se La Turkia Entra In Europa Scoppia La 3 Guerra Mondiale ..
    Scontro Di Civilta..
    Ve Li Immaginate Ke Skorazzano Tranquillamente In Tutta Europa ..
    Poi La Turchia è Sempre Stata Ostile Al'europa E L'ha Sempre Minacciata....non L'hanno Ottenuto Con Le Armi Ce La Faranno Senza?
    Noi Italiani Siamo Stai In Guerra Con I Turchi Fino A Qualche Secolo Addietro.....
    Veramente al tempo della guerra di Crimea il Regno del Piemonte era alleato della Turchia...

  9. #849
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    per me la turchia puù pure entrare in europa (tanto tra un po ci metteranno dentro pure israele)...l'importante è che ne esca l'Italia da questa europa costruita dai mercanti per i mercanti.

    Scherzi a parte, mi sembra ovvio che la turchia non è europa, ma a ben guardare neppure questa Unione Europea è davvero europa, o sbaglio?

  10. #850
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    Il desiderio, è come un fuoco insaziabile. Grazie alla barca della conoscenza certamente varcherai tutto l'oceano del male (b. gità)
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    non peggioriamo le cose allora, aggiungendo un altro paese sionista e non europeo... inoltre è un cavallo di troia per:

    1)moltiplicare l'immigrazione islamica
    2)non far rompera dalla ue, i maroni a usa e israel, sui diritti umani, dato che potrebbero rispiondere: un vostro membro (la turchia) fa di peggio
    3)far accettare anche marocco e israele (se è entrata la turchia muslim, diranno, perchè non i poveri ebrei conm cui siamo in debito?)

    è una trappola

 

 
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