



πονηποὶ δὲ ἄνθπωποι καὶ γόητες προκόψουσιν ἐπὶ τὸ χεῖρον, πλανῶντες καὶ πλανώντες.
(2 Timoteo 3, 13)




I demoni nella Chiesa di oggi giorno sono sicuramente in grande azione. Essi influiscono soprattutto in quelli che sono vittima di loro stessi.
Esiste gente molto chiacchierona che gira di chiesa in chiesa, da ambiente ad ambiente trascinando con se il suo malessere.
Gente che accusa altri piuttosto che vederne i lati positivi, gente continuamente predisposta a vedere la malizia soprattutto quando questa non c'è e magari c'è solo goliardia.
Costoro sono sicuramente vittima di demoni ma, a differenza del monaco su rappresentato, finiscono per non resistere loro e ne chiamavano altri e altri ancora...
Costoro sono simili a quelli che credono di spegnere un incendio buttandoci su dell' alcool.
Quando un "bastian contrario" cresce con la propensione di buttare alcool su alcool è molto difficile fargli credere che l'alcool non è acqua e che farà del male. Non solo non ti ascolterà, ma finirà per vedere in te tutti i vizi e i difetti che ha lui accusandoti pure alle spalle.
Queste persone, perché non ce n'è una sola, sono molto malate e riempiono il mondo girando in ogni chiesa cercando una terapia che non riusciranno mai ad applicare a se stessi. In compenso, però, si scandalizzano che il mondo va male e che non c'è un luogo che non sia contaminato!!!
Questo scandalizzarsi è strumentale per non fare cadere eventuali sospetti su di loro: infatti nel fondo del loro cuore sanno cosa cercare e quello non è certo Cristo ...
Il monaco rappresentato, invece, davanti ai demoni tace e pare dormire.
Egli è lontano dalle sollecitazioni dei demoni e a loro non risponde né li guarda.
Questo ci aiuta ad avere il giusto atteggiamento sia davanti ai demoni, sia davanti a quei poveretti che ne sono vittima e inconsapevole e dannoso strumento ...




Ma non può essere in mezzo ai malati che se ne escludono a loro insaputa!




Occorre anzitutto pensare a noi stessi come malati. "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto per i giusti ma per i peccatori".
Ovverosia, prima di tracciare una linea di confine tra il sano ed il malato fuori di noi, dobbiamo tracciarla tra il sano e il malato in noi. E sarà già tanto se di "sano" ci troveremo la consapevolezza di essere malati!
Vi racconto un piccolo episodio che mi accadde quando ero ancora prete cattolico, anzi prete novello. Un mio amico parroco di una grande parrocchia della piana pistoiese mi invitò, come era là di uso, a predicare la Novena di Natale. Il che voleva dire risiedere in parrocchia e essere disponibile per le confessioni a orario determinato.
Le confessioni di quei paesani erano tutte uguali: erano tutti buoni: nessuno aveva ammazzato, nessuno aveva rubato, magari qualche "piccola" mormorazione... ma più di là non si andava.
Arriva Natale ed il parroco amico mi invita a restare per celebrare la messa di mezzanotte.
Ebbene comincia la omelia circa con queste parole: "miei cari, vi ringrazio di avermi fatto dono di questi giorni tra voi e specialmente di avermi fatto ascoltare le vostre confessioni: infatti ho capito la mia più grande ricchezza. Siccome Cristo è venuto a salvare i peccatori credo proprio che in questa santa notte nasca solo per me. Pertanto voi, fratelli che non avete ammazzato, non avete rubato... e siete quindi a posto con Dio, pregate per me che non lo sono. Certo gradirà le vostre sante intercessioni. Amen."
Questa fu tutta l'omelia in mezzo a strani sguardi e a qualche accenno di "piccola mormorazione".
Il parroco però mi disse che la cosa aveva giovato a molti. Il che non mi dispiacque affatto.
Credo che anche molti dei nostri ortodossi abbiano bisogno di simile predica.
Io, nonostante il battesimo continuo ad essere come allora.