Vangelo di oggi (Martedì 12 sett 2006)+ Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni, Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidóne, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti.
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.
Parola del Signore
Commento Luca 6,12-19
don Paolo Curtaz
Avete sentito? No, dico, avete proprio sentito bene? Luca ci dice che Gesù passa la notte in preghiera, poi scende e sceglie gli apostoli, i dodici; no, anzi, scusate. Prega tutta la notte e sceglie quei dodici. L'elenco mette i brividi: Pietro, Giuda, Simone lo zelota... mi viene un dubbio: forse la preghiera di Gesù ha fatto cilecca! Nessuno di noi avrebbe scelto quei dodici nel Consiglio Pastorale! Nessun ideale avrebbe tenuto insieme un pescatore come Andre a con un intellettuale come Giovanni, né un conservatore come Giovanni con un pubblico peccatore come Matteo, né sarebbe riuscito a contenere la violenza di uno zelota, Simone, appunto. Solo la preghiera di Gesù e il suo essere fuori da ogni schema, solo l'amore li poteva tenere insieme per dirci, per gridare alle nostre ottuse orecchie, alle nostre comunità piene di distinguo, che la Chiesa nata dalla preghiera del Maestro è fatta di persone diverse, di sensibilità opposte, di caratteri complessi amalgamati dalla bruciante esperienza della sequela. Lo capiremo mai, alfine, questo? Che la Chiesa non è il club dei bravi ragazzi, degli addetti del sacro, ma l'esperienza della comunione più devastante che un uomo possa vivere?




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